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Editori

Solo un editore può comprarsi Simon & Schuster?

di Samuele Cafasso notizia del 20 novembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

A quanto pare sarà una battaglia tra grandi editori – anzi grandissimi – quella per l’acquisto di Simon & Schuster. Secondo il Financial Times e il New York Times, Rupert Murdoch si prepara a contrastare l’offerta di Bertelsmann per il gruppo editoriale messo in vendita da ViacomCbs a marzo. A settembre, quando con un’intervista al Financial Times il gruppo tedesco cui fa capo Penguin Random House rendeva noto il suo interesse, scrivevamo che i cinque grandi gruppi editoriali mondiali avrebbero potuto ben presto diventare quattro. La notizia è tanto più vera oggi: a Murdoch, infatti, fa già capo HarperCollins. Un terzo concorrente potrebbe essere il gruppo francese Vivendi, noto in Italia per la battaglia ingaggiata con la famiglia Berlusconi per il controllo di Mediaset e azionista di minoranza di Hachette, un altro dei cinque grandi gruppi dell’editoria mondiale.

Sempre secondo le indiscrezioni riportate dai grandi giornali finanziari internazionali, siamo alle strette finali: le offerte dovrebbero essere ufficializzate prima del Giorno del Ringraziamento (il 26 novembre) e la decisione finale presa poco dopo. Si parla di almeno un’offerta pari a 1,7 miliardi di dollari, numeri così alti che avrebbero convinto i fondi finanziari e gli hedge fund a farsi da parte. A marzo, quando ViacomCbs aveva definito «non strategico» il gruppo editoriale, si parlava di una valutazione intorno agli 1,2 miliardi di dollari.

Numeri e fisionomia dei concorrenti, comunque vada la vendita, ci dicono già qualcosa delle sfide dell’editoria a livello mondiale: innanzitutto la pandemia, che pure può aver rallentato la vendita, non ha ridotto l’appeal di Simon & Schuster che, anzi, sarebbe valutata ben sopra le iniziali aspettative. Nel terzo trimestre del 2020 S&S ha fatturato il 29% di più dell’anno precedente e l’Ebitda è stato di 58 milioni, il 5% in più dell’anno precedente. Sono numeri da prendere con le molle (nel 2020 il fatturato di molte case editrici ha picchi e minimi molto pronunciati a seconda dei periodi di lockdown) ma che non sono certo riferibili a un business in rapido declino. Da un punto di vista non semplicemente economico, S&S è stata la casa editrice che ha pubblicato il libro di Bob Woodward su Trump e quindi le memorie della nipote del presidente uscente Mary Trump, Too Much and Never Enough. Libri, insomma, che rivendicano la centralità dell’editoria libraria nel dibattito pubblico.

D’altra parte, si sono ritirati dal gioco i potenziali investitori puramente economici, a conferma del fatto che l’editoria non è forse tra le industrie preferite da chi cerca margini di guadagno importanti. L’interesse (esclusivo?) da parte di editori, infine, conferma il trend della concentrazione nell’offerta editoriale, che evidentemente risente o in qualche modo segue a ruota la scalata di Amazon lato vendita e distribuzione, come se l’unica risposta possibile per contrastare il dominio di Bezos fosse contrapporgli un’offerta editoriale sempre più concentrata.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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