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Editori

I «big 5» dell’editoria mondiale potrebbero presto diventare 4

di Samuele Cafasso notizia del 7 settembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

I grandi cinque dell’editoria mondiale potrebbero diventare presto quattro. Nella partita per la vendita di Simon & Schuster, che ViacomCbs ha di fatto messo sul mercato lo scorso marzo quando l’amministratore delegato Bob Bakish, di fronte agli investitori, l’ha etichettata come «non strategica», entra in campo Bertelsmann, il gruppo tedesco a cui fa capo Penguin Random House. In un’intervista al Financial Times, Thomas Rabe, chief executive e chairman, ha dichiarato: «Siamo stati il soggetto più attivo nel consolidamento del mercato del libro negli ultimi dieci anni. Abbiamo messo assieme con successo Penguin e Random House creando quello che è di gran lunga il più grande editore mondiale, attualmente l’unico editore di libri globale. Viste queste premesse, ovviamente saremmo interessati».

Secondo stime di mercato, Simon & Schuster sarebbe valutata intorno agli 1,2 miliardi di dollari, o almeno queste erano le cifre che circolavano lo scorso marzo, prima del lockdown. Ma adesso, appunto, siamo dopo la grande crisi Covid-19. La mossa di Bertelsmann ci dice allora qualcosa di dove andrà il mercato, a livello globale, nei prossimi anni?

La prima cosa da dire è che il mercato statunitense sta dando buona prova di sé: nella settimana che si è chiusa il 22 agosto, sono state vendute il 5,6% in più di copie rispetto l’anno precedente e si tratta della diciottesima settimana di crescita consecutiva. Secondo la società di ricerca NPD, traina la non fiction per ragazzi a causa dei maggiori acquisti da parte di genitori di materiali per l’apprendimento da casa.

Inoltre l’apertura dei tedeschi alla creazione di un player ancora più grande va nella direzione delle previsioni contenute in un paper pubblicato a giugno negli Stati Uniti e scritto da David Lamb, partner di Book Advisor Llc, una società di consulenza specializzata in fusioni e acquisizioni nel settore librario.

Secondo Lamb, i grandi gruppi sono condannati a crescere per incorporazioni ed acquisizioni in modo da aumentare le economie di scala e reggere l’urto della crisi economica, mentre per chi non può farlo la vendita o l’uscita dal mercato è la soluzione più ovvia essendo altamente probabile che la bassa marginalità del settore permanga nei prossimi anni, o si aggravi.

Nei soli primi cinque mesi del 2020, sempre secondo i dati illustrati da Lamb, negli Usa sono state annunciate o portate a termine otto operazioni nel settore editoriale. Negli ultimi sei anni, i grandi gruppi dell’editoria mondiale – Penguin Random House, Hachette, HarperCollins, Simon & Schuster, Macmillan – sono stati tutti attivi sul mercato americano attraverso incorporazioni ed acquisizioni. La maggiore di queste è stata l’acquisizione di Harlequin Enterprises da parte di HarperCollins per 415 milioni di dollari, mentre Penguin Random House ha portato a termine sei operazioni (escludendo l’acquisto da parte di Bertelsmann del 25% prima in mano a Pearson).

Attualmente, riporta il FT, Penguin Random House ha una quota di mercato pari al 25%, eppure Rabe esclude che ci possano essere problemi di Antitrust indicando, in particolare, il peso di Amazon in un settore che andrebbe considerato, dice lui, in tutta la sua interezza (quindi oltre il perimetro degli editori e includendo il settore della distribuzione). Sono considerazioni, quelle di Rabe, simili a quelle avanzate anche in altri Paesi europei, Italia compresa, nel momento in cui sono state finalizzate operazioni di concentrazione nel settore editoriale e della distribuzione-promozione.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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