Si è chiuso qualche settimana fa Masterpiece, lo show televisivo che metteva al centro il talento letterario e che, nonostante la tiepida accoglienza avuta in patria, ha saputo far molto parlare di sé all'estero.
A una settimana dall'arrivo in libreria delle 100 mila copie di Vita migliore, il romanzo pubblicato da Bompiani in coedizione con Rai Eri, con il quale Nikola Savic ha vinto la prima edizione dello show di Rai3, in Usa «Publishing Perspective» pubblica un articolo che tira le fila su quanto ci sia da salvare e quanto, invece, da dimenticare in questo esperimento «made in Italy».
L'analisi del magazine è molto netta: pur apprezzando l'idea di base del programma (diffondere l'amore per la lettura e portare il libro in televisioni in maniera non paludata), quello che davvero è mancato, secondo «PP», è stato il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Perché? Semplce, la logica tradizione del talent show, basata appunto su emozioni più o meno forti ed empatiche dall'amicizia alle rivalità (passando per un certo patetismo nel raccontare il pregresso dei vari concorrenti) e su un linguaggio molto diverso da quello misurato e leggermente ironico su cui ha puntato il talent diretto dal coach Massimo Coppola, sarebbero stati disattesi, deludendo in un certo senso le aspettative del pubblico.
Si è, insomma, puntato poco sulla psicologia dei vari scrittori, non si sono analizzate abbastanza le dinamiche del gruppo di concorrenti e si è dato troppo poco spazio al giudizio del pubblico. Certo chi voleva vedere il sangue, gli scontri tra i vari scrittori, i diverbi e le antipatie (tutte pulsioni molto «umane» per l'ambiente), sarà rimasto deluso.
Masterpiece ha peccato di ingenuità, insomma, raccontando un modo di essere scrittori più intimistico e individuale di quanto agli spettatori, probabilmente, sarebbero stati interessati a vedere, escludendo gli aspetti più prosaici e sanguigni del mestiere. Proprio questo è il taglio che invece si è voluto dare in Francia al nuovo reality a sfondo letterario che andrà in onda, per il momento solo sul Web, a partire dal prossimo ottobre.
Si tratta di Académie Balzac un programma che nelle intenzioni dei suoi creatori (tra i quali c'è una vanity press, l'Éditions du Net) punta ad essere una sorta di «Grande Fratello dei libri» con una ventina di scrittori chiusi in un castello ad Angoulême (sì, avete letto bene, in Francia non si può dire che non abbiano stile) nel tentativo di scrivere e ultimare un libro collettivo in 20 giorni. Il tutto sotto l'occhio vigile di decine di telecamere che li filmeranno 24 ore su 24. Ogni giorno tra il 30 settembre e il 23 ottobre sarà messa on line una striscia quotidiana con gli ultimi aggiornamenti dal castello fino a quando, il 24 ottobre, l'opera non verrà svelata.
Fin da questa breve sinossi è chiaro che la cifra narrativa scelta dal reality francese sarà molto diversa da quella italiana. Saranno gli amorazzi degli autori a far salire l'audience o la sfida letteraria? Difficile dirlo, ad ogni modo a concorrere non saranno illustri sconosciuti come per Masterpiece, ma autori che hanno all'attivo almeno un titolo pubblicato e che saranno selezionati anche attraverso la rete sul sito dell'accademia, www.academiebalzac.fr, entro agosto.
Alcuni spunti interessanti (partecipazione attiva del popolo del Web, progettazione delle puntate per la rete, coinvolgimento di autori già in parte noti, maggiore attenzione alla sfera emotiva etc) non mancano: ci auguriamo che in un Paese come la Francia dove il 70% dei francesi maggiori di 14 anni dichiara di aver letto un libro negli ultimi 12 mesi (in Italia ricordiamo che siamo al 43%) la formula del reality letterario avrà più successo che da noi.