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Editori

Manga accessibili? Il paper di Fondazione LIA arriva in Giappone

di Denise Nobili notizia del 22 febbraio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Sebbene l'industria editoriale giapponese abbia una cultura distintiva e si avvalga di tecnologie di alta qualità, è ancora fortemente legata a una forma di pubblicazione molto tradizionale che ruota principalmente attorno alla carta. È noto come per molti anni l’editoria giapponese abbia guardato con sospetto al mercato digitale. L’aspetto più evidente di questa ritrosia si rifletteva inoltre nel rifiuto a adottare tecnologie e formati editoriali digitali che fossero riconosciuti in tutto il mondo e quindi standardizzati.

Negli ultimi anni, però, molti editori hanno iniziato a pubblicare in digitale e a scegliere il formato EPUB, già formato mainstream in tutto il mondo per le pubblicazioni, anche grazie a una serie di iniziative di formazione e sensibilizzazione a riguardo. Proprio in questa direzione, nel 2017 la Keio University di Tokyo ha avviato un laboratorio espressamente dedicato alla diffusione in Giappone dell’EPUB come standard condiviso: l’Advanced Publishing Laboratory. Il laboratorio sta lavorando da allora per sviluppare soluzioni innovative che permettano di far convergere le specifiche del formato standard con alcune caratteristiche tipiche della lingua giapponese, come ad esempio la formulazione di una tecnologia che permetta la scrittura verticale e che sia in grado di integrare i caratteri ruby (brevi sequenze di testo che nella cultura orientale si affiancano in piccolo al testo base come annotazioni o trascrizioni fonetiche; noti come furigana).

 

Primi passi verso l’accessibilità
Negli ultimi anni per il governo giapponese il tema dell’accessibilità e dell’accesso della cultura anche da parte di persone con una disabilità è diventato centrale. Nel 2019 è stato promulgato l’Act to further the improvement of reading environments for visually impaired persons, che come scopo ha la «realizzazione di una società che consenta a tutte le persone di godere dei benefici della cultura del libro» e lo fa attraverso lo sviluppo di misure specifiche in questa direzione e la creazione di una task force dedicata al tema (l’Accessibility Friendly Reading Group).

È proprio all’interno di questo contesto che il Keio Research Institute at SFC, un importante centro di ricerca della Keio University impegnato nell’innovazione tecnologica, ha stretto una collaborazione con Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili.

Il primo passo della cooperazione tra le due realtà è stato un webinar che si è tenuto il 18 febbraio scorso rivolto nello specifico agli associati di Keio Research Institute, tra cui i principali gruppi editoriali giapponesi. Durante la conferenza, gli esperti di Fondazione LIA hanno potuto mostrare il grande lavoro fatto in questi anni assieme a tutti gli editori soci con la creazione di un catalogo di oltre 26 mila e-book accessibili, libriitalianiaccessibili.it.

Nei prossimi mesi, il Keio Research Institute si occuperà anche della traduzione e distribuzione in Giappone di E-books for all, il whitepaper che Fondazione LIA ha pubblicato nel 2019 e che al momento è già in via di traduzione anche in Germania.

D’altronde – lo ricordavamo qualche settimana fa con Cristina Mussinelli in occasione della conferma del suo ruolo di Segretario generale di Fondazione LIA – l’imminente entrata in vigore dell’Accessibility Act rende quello con l’accessibilità un appuntamento indifferibile per gli editori europei (italiani compresi!), vincolando la filiera dei contenuti digitali a produrre in maniera born accessibile dal 2025.

 

Il mercato dei manga
L’accessibilità digitale diventa strategica soprattutto alla luce dei dati sulla lettura in Giappone nel 2020, anno in positivo per l’editoria nonostante le difficoltà correlate al Covid-19. Secondo i dati pubblicati da Bunkanews e raccolti da PubMagNet, a essere cresciuto in modo impressionate è soprattutto il digitale che, coi suoi 393,1 miliardi di yen, ha registrato una crescita del 28%.

Un dato in controtendenza rispetto agli scorsi anni e che dimostra quanto la pandemia abbia cambiato le carte in tavola: nello scorso anno, moltissimi editori giapponesi hanno deciso per la prima volta di convertire novità e parte del catalogo anche in digitale (sia per le vendite, sia per il prestito bibliotecario). Una spinta al cambiamento scaturita dalla necessità, ma che ha saputo mostrare all’editoria giapponese tutti i vantaggi di una pubblicazione non soltanto cartacea.

A essere letti maggiormente nel 2020 sono stati soprattutto i manga, che continuano a dominare le vendite e che, anzi, in questo anno difficile sono cresciuti del 31,9%. Il discorso sull’accessibilità del fumetto nel mercato giapponese è un argomento altamente all’avanguardia per tutte le problematiche che comporta ma, alla luce di questi dati, sembrerebbe essere una direzione urgente verso cui l’editoria giapponese dovrà muoversi nei prossimi anni.

Questo perché, nello scopo generale di garantire il diritto alla lettura a tutti, anche a chi ha una disabilità, il fumetto non può essere escluso, perché rappresenta molto più di un genere o di un medium: piuttosto un tratto identitario della cultura giapponese stessa.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi mi occupo di editoria digitale e accessibilità in Fondazione LIA, e collaboro col Giornale della libreria. Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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