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Editori

Le guide di viaggio nell’Italia post-lockdown / 1

di Federico Vergari notizia del 13 luglio 2020

Attenzione, controllare i dati.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha cambiato il mondo o almeno ne ha cambiato alcuni aspetti. Anche il mondo editoriale è rimasto coinvolto e sta pagando (pagherà) un prezzo salatissimo. I dati dell’Associazione Italiana Editori segnalano una situazione tutt’altro che rosea e di cui si continuerà a parlare a lungo soprattutto in alcuni settori.
 
In questo articolo (che pubblichiamo in due puntate) abbiamo cercato di indagarne uno in particolare: quello delle guide turistiche e dei libri di viaggio. E lo abbiamo fatto chiedendo ad alcune autorevoli voci dell’editoria e del giornalismo di raccontarci il loro lavoro e di aiutaci a scattare una fotografia dell’Italia che – dopo il lungo lockdown – forse si sta mettendo in viaggio.
 
Il Covid-19 ha rivoluzionato le nostre vite e cambiato le nostre abitudini. Ci ha impedito per molte settimane di allontanarci da casa, per mesi di uscire dalla regione e soltanto da poco si sta parlando di riaperture con l’estero. Fermare gli spostamenti ha significato fermare i viaggi, con ovvie ripercussioni sul turismo (persi 23,3 miliardi di euro di spesa turistica in entrata; fonte ENIT).
 
La domanda che ci siamo fatti è stata questa: come hanno affrontato la crisi le case editrici che pubblicano guide e libri di viaggio? Nel bel mezzo dell’estate è forse presto per tirare delle somme, ma siamo pressoché certi che quella che ci apprestiamo a vivere non sarà un’estate come le altre.
 
Abbiamo chiesto a Ibs.it e a Feltrinelli.it – che insieme costituiscono la più grande libreria online italiana – di estrapolare la classifica dei libri di viaggio e delle guide turistiche venduti nel periodo di lockdown e poi di ripetere la stessa operazione per la settimana di riapertura tra regioni (3-10 giugno). Per quanto riguarda il periodo di chiusura totale è da registrare come nelle prime 100 posizioni di questa particolare classifica compaiano solo 8 volte titoli riguardanti città straniere, ma in generale è da segnalare come non ci siano nell’elenco guide vere e proprie, ma libri di viaggio o di costume. Un esempio su tutti, per capirci, può essere rappresentato dal libro Fashion Victim a New York.
 
Diversa invece la situazione dopo la riapertura dei collegamenti agli spostamenti tra regioni. Analizzando la classifica delle vendite, sempre delle stesse tipologie di prodotto, notiamo come il numero di libri e guide relativi a luoghi stranieri sia invariato. Diversa però è la tipologia dei titoli italiani. Prima di tutto aumentano le guide vere e proprie con il sud Italia e il nord (le Alpi) che vanno per la maggiore; in secondo luogo sono tantissimi (la maggioranza) i libri acquistati dedicati a viaggi on the road, in camper, cammini, sentieri e luoghi «segreti e poco conosciuti» del nostro Bel Paese. Se vogliamo, una prima conferma che quest’anno viaggeremo: ma lo faremo prevalentemente dentro i confini nostrani e con mezzi di trasporto autonomi.
 
Qual è la percezione che hanno dello scenario corrente le case editrici impegnate in questo segmento editoriale? A Lorenzo Pompei, responsabile vendite e marketing di EDT, abbiamo fatto alcune domande sulle giornate del lockdown e sulla riorganizzazione del lavoro.
 

Partirei con una fotografia prima della
«chiusura». Quanti nuovi testi erano all'orizzonte?
Per quanto riguarda Lonely Planet avevamo impostato come sempre il nostro piano editoriale 2020 prevedendo di pubblicare 72 titoli tra nuove guide, nuove edizioni e fotografici. Abbiamo ovviamente rivisto il piano delle uscite e posticipato le destinazioni che andremo ad integrare ed aggiornare più avanti. Altri titoli invece sono stati anticipati in base alle nostre previsioni sui flussi turistici. Usciremo comunque con 32 titoli. Con il brand Marco Polo avevamo in previsione il lancio della nuova grafica con 20 titoli che abbiamo ridimensionato a 12.
 

Come avete vissuto lo stop?
Dopo un primo momento di stasi, abbiamo capito che dovevamo fare qualcosa per sopperire alla difficile situazione. Avevamo in programma la nuova edizione della guida Italia on the road e abbiamo iniziato a lavorare a un progetto per promuovere contestualmente la guida e offrire una nostra suggestione di viaggio in mete italiane, che sarebbero state presumibilmente le protagoniste dell'estate di quest'anno. Il progetto Italia on the road ha preso forma e un team della casa editrice è ora in viaggio per raccontare esperienze possibili nel nostro Paese dopo l’emergenza, con l’apertura dei confini regionali.
 

È in grado di fare una previsione e di stimare – rispetto all'estate del 2019 – quanto diminuirà il mercato delle guide turistiche?
Il mercato editoriale nel suo complesso vede un calo intorno al 30%, mentre la turistica accusa un colpo molto più pesante. La presumibile crescita sulle destinazioni italiane non potrà bilanciare la quasi immobilità sulle altre: sarà necessario cogliere tutti gli spunti per la ripresa del settore
 

Nella sua esperienza professionale si era mai confrontato con una situazione paragonabile a quella attuale? Come avete riorganizzato obiettivi e lavoro?
Nulla di paragonabile. I problemi di varia natura che negli anni hanno colpito alcune destinazioni o alcune parti del pianeta hanno visto un progressivo modificarsi dei flussi, ma mai un completo blocco come nella situazione attuale.
Il nostro obiettivo rimane quello di rivolgerci con ancora maggiore attenzione ai viaggiatori e alle loro esigenze, con iniziative di rilancio in libreria e campagne promozionali. Come in tutti i settori è stato necessario organizzare il lavoro con gli strumenti di coworking digitale che tutti abbiamo imparato a conoscere.


 

La sensazione è che ci sarà un turismo molto breve e prevalentemente all'interno dei confini italiani. Avete anche voi la stessa sensazione? Cosa state facendo a riguardo?
Assolutamente. Sarà un turismo di «riscoperta» della nostra Penisola. La nostra attenzione si è infatti focalizzata sul progetto Italia on the road live tour, di cui accennavo prima: durante tre settimane di viaggio, fino al 24 luglio, un team Lonely Planet percorrerà tutta la penisola, per riscoprire i luoghi conosciuti e quelli più insoliti. Di viaggi e di libri parleremo anche alla terza edizione del nostro Ulissefest-La festa del viaggio che si terrà a Rimini dal 28 al 30 agosto. Tema di quest'anno sarà «Il viaggio che faremo» per parlare non solo di destinazioni ma per riflettere sul futuro di viaggiatori del mondo.
 

C'è un vostro testo che sta subendo un risvolto positivo del lockdown? Una guida venduta solitamente poco e che ora va per la maggiore?
Possiamo dire che c'è particolare attenzione per i nostri titoli dedicati all'Italia, per cui abbiamo a disposizione ben 26 guide. Nel primo mese è stato un po' un caso quello de Il libro dei quiz di viaggio, un titolo adatto a superare la difficoltà (e il bisogno d’intrattenimento) del lockdown tenendo sempre vivida la conoscenza del mondo.
 

Il coronavirus ha fatto diventare digitali anche i lettori che digitali non erano. Prevedete un aumento dei vostri testi digitali rispetto ai cartacei?
Il fatto di diventare digitali non ha tolto la voglia di leggere libri cartacei, ha reso forse tutti più smart nel lavoro, ma il libro cartaceo è un oggetto che tutti abbiamo desiderato. Peraltro il nostro catalogo digitale segue già da anni una precisa strategia di sviluppo: il lettore può scegliere il formato che preferisce utilizzare, tutti i 300 titoli del catalogo sono disponibili in formato digitale, capitoli pdf e e-book.
 


Durante il lockdown avete dato vita a una serie di iniziative e campagne per continuare a restare in contatto con i lettori. Ci racconta quella di maggior impatto?
Sicuramente la campagna che ha maggiormente colpito è stata la pubblicazione della guida Casa. In un momento come quello che stava cominciando ci è sembrato un atto di responsabilità invitare i viaggiatori a (ri)scoprire la propria casa. Le nostre campagne nascono dall’immedesimarsi con i desideri dei nostri clienti. Siamo un team di viaggiatori e le domande che ci poniamo sono le stesse che si pongono i nostri lettori.

L'autore: Federico Vergari

Giornalista. Scrive per il web, la carta stampata, parla in radio e collabora con il Tg di una televisione locale romana. Si occupa prevalentemente di cultura, cronaca, sport e nuove tecnologie. Per Tempo di libri cura i contenuti del Bar Sport, un luogo dove si raccontano storie e l'editoria si fonde con la narrazione sportiva.

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