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Editori

ilLibraio.it si rinnova. È online la nuova versione del sito

di Antonio Lolli notizia del 4 giugno 2020

Attenzione, controllare i dati.

Tanta strada è stata fatta da questa notizia che abbiamo pubblicato nel novembre del 2014 per annunciare la nascita de ilLibraio.it, il sito del gruppo GeMS sviluppato come versione online della storica rivista cartacea fondata nel 1946 da Leo Longanesi. Una «nuova piazza del sapere editoriale che punta a coinvolgere tutto il mondo del libro: dagli autori ai lettori, dagli addetti ai lavori agli editori. L'idea è quella di creare un network autorevole e perciò necessariamente aperto a tutte le voci (e a tutti i libri)». Così raccontavamo lo spirito che aveva contraddistinto l’inizio dell’avventura del sito, oltre cinque anni fa. E così è stato, al punto da portarlo a diventare uno dei punti di riferimento dell’informazione sul settore.

Sulla scia di questo successo e per offrire ai lettori un sito completamente rinnovato, da fine maggio è online la nuova versione de ilLibraio.it. Diverse sono le novità: da una grafica più «accattivante» all’apertura di nuove sezioni editoriali, da un servizio di newsletter personalizzate a un più generale ampliamento dell’offerta di contenuti.

«In un contesto difficile, in cui molte pubblicazioni anche online sono in difficoltà, continuiamo a investire – sottolinea Alessandro Magno, Digital managing director di GeMS – e ci sembra un segno di speranza che questo progetto cresca e si rafforzi. Fra l’altro – continua – i numeri del sito hanno superato le nostre più rosee previsioni: quando lo abbiamo lanciato speravamo di raggiungere 400 mila utenti al mese. Invece ad aprile, durante il lockdown, abbiamo superato 1,4 milioni di utenti unici al mese. A questi si aggiungono altri 2 milioni di lettori che ci seguono attraverso le nostre newsletter e le nostre pagine social».

Per avere un quadro completo delle novità del sito e per qualche anticipazione sul futuro abbiamo fatto due chiacchiere con Alessandro Magno e con Antonio Prudenzano, responsabile editoriale del sito. Ecco cosa ci hanno raccontato.




Come è stato possibile raggiungere questo importante risultato?

Magno
: L’eccellente lavoro editoriale della redazione ha consentito questo successo. Ma c’è un elemento, una scelta che viene ancora prima. Ossia il fatto di avere sviluppato un sito che non parla solo dei libri GeMS, ma di tutti i libri, e che i lettori considerano un riferimento per la sua indipendenza. Ricordo quando, nel 2014, presentai al nostro AD Stefano Mauri un progetto in cui proponevo un sito di news che fosse aperto a tutti i libri, gli autori e gli editori. Stefano avrebbe potuto rispondermi che stavo dando i numeri e che GeMS non poteva pagare un sito per fare pubblicità ai libri dei competitor. Invece fu coraggioso e capì che l’indipendenza editoriale del sito era l’unico modo per essere rilevanti in rete, per creare un dialogo con i lettori.


Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a realizzare la nuova versione del sito?

Prudenzano: Nel tempo il sito si è man mano ampliato. Dopo oltre cinque anni si è reso necessario un restyling, con l’obiettivo di offrire agli utenti uno spazio online più fresco nella grafica, oltre che più fruibile e veloce da navigare, in particolare da mobile.


E quali gli aspetti più rilevanti di questa nuova versione?

Prudenzano: Le novità che abbiamo introdotto sono diverse, a partire da quella più evidente: la grafica. Ma sono stati anche ampliati e riorganizzati i contenuti. A questo proposito, sono nate nuove sezioni editoriali, e gli utenti della nuova versione del sito possono salvare nell’area personale articoli e libri da approfondire in seguito. Lettrici e lettori del nuovo ilLibraio.it hanno inoltre l’opportunità di scoprire gli audiolibri e le versioni e-book dei volumi pubblicati in Italia. Tra le altre cose, abbiamo integrato e rinnovato graficamente e nei contenuti le newsletter, affiancando a quella settimanale, curata dalla redazione, un servizio di newsletter personalizzate, su cui puntiamo molto.


Facciamo un passo indietro e guardiamo a questi oltre cinque anni di attività editoriale. Qual è stata l’evoluzione dal punto di vista dei contenuti?

Prudenzano
: Tante cose sono cambiate in questi anni, nel mondo dell’editoria libraria, nel giornalismo culturale e, più in generale, nella comunicazione culturale. A ilLibraio.it abbiamo sempre cercato di tenere il passo con queste trasformazioni, forti della crescente e costante attenzione di lettrici e lettori. Abbiamo puntato sempre più sugli approfondimenti, senza smarrire l’approccio giornalistico, che è un po’ la nostra essenza, e che si basa su precisione e affidabilità. Per riuscirci, abbiamo cercato di valorizzare attitudini e punti di forza di chi ogni giorno scrive, propone, corregge, opera dietro le quinte, progetta o suggerisce nuove direzioni e possibilità. A questo proposito, ringrazio Jolanda Di Virgilio, che mi aiuta in redazione, e tutte le collaboratrici e i collaboratori.


Il sito ilLibraio.it fa parte della più ampia strategia comunicativa attuata dal gruppo GeMS. Qual è il ruolo giocato nell’ambito delle attività aziendali?

Magno
: Il nostro gruppo è una federazione di case editrici, ognuna con una sua identità, un diverso modo di comunicare online, una sua presenza social. IlLibraio.it, con le sue newsletter e i suoi live streaming, è invece una piattaforma che dialoga non solo con le case editrici di GeMS, ma anche con tutte le altre.
Per noi è vitale avere costruito una nostra piattaforma anche per un altro motivo. Il successo sui social è importante, ma alla fine le pagine Facebook o Instagram di un editore, come di qualsiasi altra azienda, non sono realmente «sue», non sono owned media. Basta che Zuckerberg decida di cambiare l’algoritmo di Facebook e magicamente una pagina che fino a lunedì raggiungeva 500 mila utenti, da martedì ne raggiunge 5 mila, perché i fan non vedono più i post della pagina di cui sono fan.
Questo cambio di algoritmo peraltro si è già riscontrato diverse volte negli anni. Zuckerberg lo ha fatto per costringere le aziende a sponsorizzare sempre più su Facebook e Instagram, per raggiungere quelli che pensavano essere i «loro» fan. Meglio quindi avere una propria presenza web, indipendente dai social.


Su quali aspetti nell’ambito digital pensate di puntare maggiormente nel prossimo futuro?

Magno: A parte ilLibraio.it, il nostro torneo letterario ioScrittore che quest’anno compie 10 anni (e fa i numeri migliori di sempre), le newsletter personalizzate, i siti e i social di sigla. Senza dimenticare e-book e audiobook.
Gli e-book giornalisticamente erano passati di moda, non se ne parlava più, ma in realtà da anni con il nostro catalogo raggiungiamo molti milioni di lettori. Con il lockdown gli e-book hanno avuto una forte accelerazione, e diversi lettori solo cartacei li hanno scoperti per la prima volta. Ma come proprio le ricerche dell’AIE mostrano, i lettori forti sono spesso lettori onnivori, che leggono sia in cartaceo sia in digitale.
E adesso anche in audiolibro, visto che finalmente anche in Italia l’audiobook inizia a imporsi, come già avvenuto in Usa, Uk, Germania e molti altri Paesi. Attraverso il marchio Audiolibri Salani, produciamo centinaia di audiolibri di qualità, apprezzatissimi dagli utenti Audible, Storytel e iTunes. A differenza di altri editori, su questo non abbiamo dato ai grandi player licenze, esternalizzando la produzione, ma abbiamo deciso di sovrintendere a tutti gli aspetti della realizzazione, lavorando con partner di primo piano e creando anche un nostro studio e un nostro team audio. In questi anni abbiamo scoperto alcune giovani voci di qualità, oltre ad avere lavorato con lettori e attori di primo piano. Quello della produzione audio è un mestiere nuovo per molti editori librari, ma se si vogliono raggiungere i lettori è necessario essere curiosi e aperti al nuovo.

 

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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