Il tuo browser non supporta JavaScript!
Editori

Il futuro digitale di Bertelsmann

di R. Cardone notizia del 2 febbraio 2012

Attenzione, controllare i dati.

Dopo due anni di intensa attività di ristrutturazione, non è ancora chiaro se l'attività di Bertelsamnn legata alla carta stampata (libri, riviste, tipografie) resterà il core business di uno dei grandi gruppi editoriali del mondo. Manager Magazin anticipa i risultati del gruppo per il 2011 (saranno pubblicati come di consueto a fine marzo) e raccoglie anche alcune novità nella dirigenza che potrebbe preludere ad un nuovo cambiamento di rotta.
Il gruppo ha realizzato nel 2011 un fatturato complessivo di 16 mld di euro, con una crescita del 2%, piuttosto modesta e al disotto delle aspettative. Tra le varie attività del gruppo, vanno bene quelle di RTL, la prima catena televisiva europea, con un fatturato che passa da 5,6 mld a 7 mld, e quelle di Arvato (servizi), la divisione più redditizia della holding nell'ultimo decennio che passa da 5,1 a 5,3 mld di euro di fatturato. Preoccupano, invece le attività editoriali tradizionali. Quasi tutti i magazine di Grüner und Jahr sono in costante sofferenza per la contrazione del mercato pubblicitario e la flessione delle vendite in edicola, non compensata dalle vendite digitali, e anche Random House, registra per il 2011 una flessione del fatturato complessivo da 1,8 a 1,6 mld euro. Le attività librarie sono inmezzo al guado tra cartaceo e digitale, e sebbene le attività americane vadanno abbastanza bene e il giro d'affari degli ebook sia cresciuto del 200% a valore da un anno con l'altro, sugli utili del gruppo pesano i costi non ancora razionalizzati al meglio e la flessione dell'editoria tradizionale in quei mercati che non hanno ancora sbochi significativi nel digitale. La questione di una più decisa virata sul digitale per tutti i contenuti di Bertelsmann (soprattutto produzioni tv, video, cinema ecc.) sembra essere all'ordine del giorno.
Lo scorso ottobre Hartmut Ostrowski, 53 anni, super amministratore delegato di tutta la holding da gennaio 2008 e artefice di varie ristrutturazioni, ha lasciato improvvisamente la guida del gruppo. Il testimone è stato raccolto dal direttore finanziario Thomas Rabe, 46 anni, una carriera iniziata in McKinsey negli anni 90, quindi in Bertelsmann dal 1996 e dal 2000 al 2006 direttore finanziario proprio di RTL.
Rabe vuole incrementare il peso dei media e del digitale e per farlo ha creato un ruolo nuovo nel board dove ha chiamato Thomas Hesse, direttore del business globale e responsabile della corporate strategy di Sony Music. Rabe e Hesse hanno già lavorato insieme, sia ai tempi della jv tra Sony e BMG sia proprio in RTL, dove Hesse è stato alla direzione strategica.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.