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Editori

Hyperion Avenue: il marchio editoriale Disney che punta al pubblico adulto in ottica crossmediale

di Bruno Giancarli notizia del 21 aprile 2021

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Hyperion Avenue, a Los Angeles, è la sede dei primi studios della Walt Disney. È però anche il nome che Disney Publishing ha scelto per tornare nel mercato dell’editoria per adulti. I primi titoli usciranno quest’estate, ma si entrerà a pieno regime nel 2022 con l’obiettivo di arrivare entro cinque anni a un ritmo di 50-60 titoli l’anno. Si tratta di una decisione  doppiamente significativa, che rivela uno sguardo proiettato verso il futuro ma con un occhio anche al passato.

Torniamo per un attimo a trent’anni fa: è il 1990 quando Disney decide per la prima volta di tentare la strada dell’editoria per adulti. Nasce così Hyperion books, la cui strategia originaria consiste non nel puntare sulla backlist del marchio, bensì sulle nuove generazioni di autori e prodotti della scuderia. Nel 1992, assieme a Hyperion books for children e a Disney Press, Hyperion books dà vita a Disney publishing Group, antesignano di quello che è oggi Disney Publishing Worldwide. Nel 2013 Hyperion books viene però ceduta ad Hachette, con l’esclusione dei titoli legati ai contenuti televisivi Disney, e cambia nome in Hachette books.

Il ritorno di Disney all’editoria per adulti avviene dunque nel segno della rievocazione della precedente esperienza tentata in questo campo, con significative differenze. Innanzitutto, è cambiato il contesto entro il quale la Disney si trova a operare. La nascita di Hyperion Avenue, infatti, è solo l’ultimo atto di una più generale strategia di diversificazione operata dalla compagnia: la vicepresidente di Disney publishing, Tonya Agurto, non a caso ricorda a tal proposito l’acquisizione della 20th Century Studios e la nascita di Disney+. Stando alle sue parole, le acquisizioni degli ultimi anni «hanno dato alla Disney un pubblico molto più ampio a cui potersi richiamare», il quale «può essere raggiunto tramite i libri». La Disney possiede infatti emittenti televisive quali ABC e ESPN (emittente sportiva): ciò significa che può attingere a un nutrito parco autori potenziale per produrre fiction e non-fiction nei generi più variegati.

Che il nome scelto per la divisione libri per adulti si ricolleghi in modo ancor più esplicito che in passato ai primi studios della Disney è un chiaro segno dell’altra caratteristica di questo nuovo progetto, vale a dire la crossmedialità. Hyperion Avenue cercherà cioè sia di acquisire titoli che possano essere adattati nei diversi media posseduti dal gruppo, sia di produrre titoli basati su produzioni esistenti. È forse questa sinergia tra produzioni proprie e acquisizioni l’aspetto più promettente del progetto editoriale. Da un lato si cercherà di uscire dal recinto delle produzioni Disney classiche, come mostra l’annuncio del passaggio a Hyperion Avenue del titolo A Little Closer to Home, autobiografia della conduttrice televisiva (per ABC) Ginger Zee. D’altro canto, sarà inevitabile il ricorso al cospicuo immaginario Disney, come nel caso dell’annunciata reinterpretazione della favola di Cenerentola If The Shoe Fits, di Julie Murphy, in uscita ad agosto, primo titolo di una serie di remake dello stesso tenore.

Sono però i titoli che verranno prodotti all’interno della casa editrice che promettono la ventata di novità maggiore: si tratterà con ogni probabilità di opere già pensate per essere convertite nei diversi media del gruppo, che nascono cioè con un occhio di riguardo al loro sfruttamento seriale (videogiochi, serie, film, televisione, merchandasing e così via).

L’operazione che la Disney sta tentando punta a fare del libro un momento – e non quello privilegiato – di una più generale idea di intrattenimento, che mette al suo centro un utente capace di muoversi agilmente tra i diversi media. Si potrebbe pensare che si tratti dell’operazione inversa a quella tentata recentemente da Wattpad e Naver, nella quale si tenta di passare dal libro agli altri media, ma in realtà parlare, per così dire, di frecce direzionali è diventato concettualmente sbagliato. Entrambi i processi mostrano in maniera evidente la sempre maggiore dinamicità del libro, soprattutto quando a dirigerla sono i più grandi attori della scena mondiale. Staremo a vedere appena il progetto Hyperion Avenue entrerà in una fase pienamente operativa se quest’ultimo punto rappresenti un’opportunità o al contrario un limite.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente in stage presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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