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Editori

Gli autori KDP hanno guadagnato più di 1,1 miliardi di dollari

di Alessandra Rotondo notizia del 17 febbraio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Nel 2019 gli autori che hanno autopubblicato le loro opere attraverso Kindle Direct Publishing (KDP) hanno guadagnato, nel complesso, più di 300 milioni di dollari in royalty. A dichiararlo è Amazon, che annovera il dato tra i risultati finanziari conseguiti nell’anno da poco concluso. Specificando che più di mille autori avrebbero ricevuto una remunerazione superiore ai 100 mila dollari e che dal lancio di Kindle Unlimited – nel 2014 – la cifra totale pagata in copyright supererebbe gli 1,1 miliardi di dollari (i guadagni maturati dagli autori attraverso Kindle Unlimited non includono le vendite del self publishing cartaceo).

Questi gli unici dati condivisi da Amazon sui fatturati provenienti dalla vendita o dalla pubblicazione di libri, dall’abbonamento a contenuti editoriali digitali e simili. Nel complesso, sappiamo che nel 2019 la company ha registrato entrate totali per 280,5 miliardi di dollari, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. L'utile netto è aumentato del 15%, raggiungendo gli 11,6 miliardi.

Nella sua dichiarazione ufficiale il CEO Jeff Bezos ha sottolineato che Amazon ha oggi oltre 150 milioni di membri Prime paganti in tutto il mondo. Per quanto riguarda Amazon Marketplace – il cappello sotto in quale finisce l’attività di vendita svolta da parti terze attraverso la piattaforma – l’argomento si conferma nodo nevralgico non solo per la company, ma per l’evoluzione del canale e-commerce nel suo complesso.

Nel quarto trimestre del 2019 le vendite dei retailer esterni sono aumentate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2018 (durante le sole festività invernali più di un miliardo di articoli sarebbe stato venduto attraverso i marketplace). La crescita del volume di prodotti commercializzati direttamente da Amazon si ferma, invece, al +15%. E le vendite attraverso i negozi fisici addirittura calano leggermente: -1% rispetto al quarto trimestre del 2018. Se il grosso di quel segmento è coperto dalla catena Whole Foods (acquisita da Amazon nel 2017) è lì che vengono conteggiate anche le performance di Amazon Books e Amazon 4-star, gli store fisici del marchio che vendono – anche o esclusivamente – libri.

Crescono con decisione le entrate provenienti dai servizi in abbonamento (+32% nell'ultimo trimestre) e quelle generate da Amazon Web Services (AWS), che nello stesso periodo registrano un +34%. I servizi di cloud computing venduti dalla company – già identificati lo scorso anno come uno dei pilastri portanti del business – hanno realizzato ricavi per 35 miliardi di dollari nel 2019 (+37% sull’anno precedente), con un reddito operativo passato da 7,3 a 9,2 miliardi. Numeri che fanno di AWS il segmento di gran lunga più redditizio di Amazon.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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