Ha più di 75 anni di storia e raccoglie i più importanti classici della letteratura internazionale: è Penguin Classics, l’iconico imprint dell’altrettanto iconica casa editrice Penguin Books, che con la sua selezione – e con le sue brillanti campagne di comunicazione – definisce, alimenta e guarda evolversi il «canone occidentale» della scrittura in prosa e in versi.
La novità? Adesso, a definire il «canone», accanto ad autori come John Steinbeck, Hanna Arendt, Pablo Neruda e Jorge Luis Borgez, compariranno le opere di Stan Lee, Jack Kirby, Steve Ditko, Jim Steranko… Nomi probabilmente meno noti al grande pubblico, ma estremamente familiari ai frequentatori dell’universo Marvel.
I primi tre volumi Penguin Classic Marvel Collection sono arrivati in libreria lo scorso 14 giugno e sono dedicati rispettivamente ai supereroi Spiderman, Capitan America e Black Panther. Il progetto è curato da Ben Saunders, tra i principali esperti mondiali di fumetto americano e direttore del centro di Comics Studies dell’Università dell’Oregon.
Raccontando a Publishers Weekly del suo approccio alla curatela, Saunders ha precisato che ogni volume si propone di restituire «l’essenza di un personaggio», riproponendone le prime apparizioni, contestualizzandolo rispetto al periodo storico e sociale, tratteggiandone le caratteristiche paradigmatiche. I fumetti, continua, sono una sorta di «fiaba della modernità»: aiutare i lettori a inquadrarli come prodotti «culturalmente collocati» aiuta a costruire e trasmettere senso.
Gli fa eco la direttrice editoriale Jessica Harrison, che spiega così la scelta di accogliere i classici Marvel tra i classici Penguin. «I Penguin Classics sono i libri che hanno modellato la nostra cultura e cambiato il modo in cui vediamo il mondo e noi stessi. Lo hanno fatto attraverso la poesia, la prosa, il teatro e oggi anche attraverso il fumetto. Continuano a parlare con schiettezza ai lettori, ora come nei decenni passati».
Insomma, se le eccezionali performance di mercato – anche in Italia – avevano lasciato qualcuno meno che persuaso della narratività complessa di cui i fumetti sono espressione, l’iniziativa di Penguin suona come una solida presa di posizione. D’altronde, l’alta considerazione che il gruppo editoriale ha nei confronti della nona arte – e delle sue potenzialità commerciali – era emersa nitida già più di un anno fa, quando PRH, dopo aver strappato un accordo per la distribuzione con DC Comics in libreria, ne siglava uno con Marvel nelle fumetterie.
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
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