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Editori

Assinform, Italia ancora fanalino di coda dell'Europa nell'Ict

di P. Sereni notizia del 16 ottobre 2013
Continua il trend negativo del mercato Ict italiano, che nel suo complesso segna un calo del 4,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A fornire il dato è l’ultimo Rapporto Assinform, realizzato con NetConsulting, secondo cui il mercato Ict italiano nel suo insieme (servizi e prodotti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, infrastrutture di rete e contenuti digitali) ha raggiunto a fine giugno un valore di mercato di oltre 32 milioni di euro.
Eppure, mentre assistiamo ad una crescita sostenuta soprattutto nell’America latina e nell’Asia – Pacifico, che segnano valori prossimi al 10%, il Nord America conferma discreti risultati intorno al +4% ed in Europa si verificano segnali di un timido recupero prossimo al +1%, l’Italia rimane il fanalino di coda dei Paesi più sviluppati.
Il problema, secondo quanto emerso nella presentazione, è che l'innovazione digitale sta sì penetrando nella società e nell'industria italiana (interessante il fatto che quest'anno il Rapporto per la prima volta prenda in considerazione anche le singole regioni italiane), ma su basi ancora troppo limitate e a ritmi troppo lenti. Insomma non c'è Agenda digitale che tenga di fronte a dati così poco incoraggianti: lo stesso accesso alla banda larga, fondamentale per lo sviluppo del digital market interno, nell'ultimo anno è cresciuta solo del 2,4% e i 13,9 milioni di accessi restano proporzionalmente inferiori a quelli dei principali Paesi europei.
Allo stato attuale non esistono i presupposti per un’inversione di tendenza nel mercato Ict, tanto che le stime di fine anno confermano un calo complessivo del 4,3% sul 2012, che per la componente dispositivi, sw e servizi diventa -1,7%, nonostante la crescita dei segmenti innovativi con un trend previsto di 5,2%.
In sostanza, il rapporto Assinform fotografa l’evoluzione che sta subendo l’Ict, con componenti di nuova generazione che subentrano a componenti tradizionali - i cui volumi e prezzi calano - ma a ritmi ancora non sufficienti a far ripartire il mercato. Il nostro Paese è quindi in forte ritardo rispetto all’Europa dove l’incidenza del mercato ICT (che continua marginalmente a crescere a fronte del -4,3% italiano) sul Pil è prossima al 7% mentre in Italia è minore del 5%, con gravi ricadute sul settore ma soprattutto sul mancato sviluppo del nostro sistema economico e produttivo in generale.

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