Editori

Anagrama celebra i 500 titoli della collana Narrativas Hispánicas

di Ilaria Barbisan notizia del 7 marzo 2012

Il fondatore della storica casa editrice di Barcellona, Jorge Herralde (in foto), ha voluto che Antagonía, la grande opera di Luis Goytisolo ora uscita in un solo volume, fosse il numero 500 dell’emblematica collana Narrativas Hispánicas di Anagrama. Una collana che nacque alla fine del 1983 con l’istituzione del Premio Herralde per il romanzo vinto da El héroe de las mansardas de Mansard, di Álvaro Pombo. In totale, mezzo miliardo di copie che quasi da sole spiegano la narrativa contemporanea in spagnolo.
Nessuno lo avrebbe detto nel 1969, quando Herralde fondò il marchio: la fiction non era tra le sue priorità, poiché in quei tempi eroici pubblicava quasi esclusivamente saggi nella collana Argumentos o nei famosi Cuadernos, testi con i quali appoggiava utopie e alimentava il fuoco della rivoluzione tanto attesa ma che alla fine non arrivò mai.
«Il primo decennio di Anagrama fu precario, però sostenibile» ricorda Herralde, «mi sembrava importante pubblicare ciò che pubblicavo e ciò che mi faceva divertire». Una casa editrice provocatoria e per certi versi «scomoda», alla quale tra novembre 1975 e gennaio 1976 furono sequestrate dal regime franchista ben cinque opere: un fatto che provocò una forte reazione sia nazionale sia internazionale specialmente in Italia, dove 20 editori tra cui Feltrinelli, Laterza e Adelphi si coordinarono e scrissero una lettera di protesta al ministro della giustizia dell’epoca. «Poi però arrivò il disincanto, che nell’ambito politico si materializzò con la vittoria di Adolfo Suarez, con la quale sparirono tutte le illusioni rivoluzionarie della rottura, dell’uomo nuovo e di tutto il resto».
Così negli anni ottanta Anagrama ridusse drasticamente la pubblicazione di saggi a favore della narrativa, o meglio della «buona letteratura», come la definisce il suo fondatore. Cominciò a pubblicare autori come Thomas Bernhard o Patricia Highsmith, o ancora John Kennedy Toole con La conjura de los necios (Una banda di idoti), di cui si venderono più di mezzo milione di esemplari, mentre parallelamente arrivò il fenomeno Charles Bukowski, un altro enorme successo editoriale.
Poco a poco Anagrama entrò nella narrativa spagnola occupando spazi fino ad allora detenuti da altre case editrici emblematiche. Herralde si propose di incorporare nella propria casa «voci nuove ma anche voci già affermate che, per qualsiasi ragione, non si trovavano bene con il loro vecchio editore». Come ad esempio Carmen Martín Gaite, «che ebbe una seconda gioventù gloriosa in Anagrama, o donne come Ana María Matute o Josefina Aldecoa che fino ad allora erano rimaste nell’ombra al lato di grandi scrittori come Juan Goytisolo, Juan Benet, Ignacio Aldecoa, Luis Martín Santos o Sánchez Ferlosio». Ed è proprio la «buona letteratura» a contraddistinguere ancora oggi Anagrama e a renderla una delle più importanti case editrici spagnole.