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Biblioteche

Se la biblioteca diventa un’opera d’arte

di Andrea Buzzi notizia del 6 settembre 2022

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Mai come in questo periodo storico la letteratura è un patrimonio da tutelare, così come lo sono i luoghi in cui i libri vengono custoditi. E allora non è infrequente imbattersi in biblioteche – ma anche in librerie – fuori dal comune: eccezionali sotto il profilo estetico, architettonico ed esperienziale.


Se qualche tempo fa scrivevamo della Tianjin Binhai Library, la spettacola biblioteca cinese,
 oggi, sempre dalla Cina, arriva la notizia dell’apertura della The Water Drop Library  a Huzhou, costruita con uno specchio di acqua scintillante al posto del tetto, a cui è possibile accedere percorrendo una passerella. Si tratta di un gioiello architettonico creato – non con poche difficoltà considerate le tortuosità del terreno circostante – dallo studio di architettura cinese 3andwich Design/He Wei Studio, che si affaccia sulla suggestiva baia di Shuangye.

Per accedere al bianco edificio circolare di 450 mq bisogna prendere una stretta scalinata sul fianco della collina che conduce a sua volta a un lungo corridoio che si collega alla passerella che consente di attraversare la piscina panoramica e accedere poi alla libreria. Secondo i designer il complesso percorso aiuta i visitatori a far «comprendere la fatica che l’apprendimento richiede». Inoltre «per entrare nella biblioteca è richiesto un viaggio durante il quale è possibile cogliere gli aspetti più profondi della natura e di sè stessi». 


Una volta all'interno gli utenti possono godere di una vista mozzafiato a 180° sul mare e sulla natura circostante. Le pareti della struttura, infatti, sono interamente in vetro, e permettono agli interni di godere di un’ampia quantità di luce che contrasta con una sala centrale più buia e silenziosa, ricoperta da pannelli di legno. I libri sono distribuiti su mensole ondulate integrate nella parete centrale disposte ad anello, che si estendono a formare una sorta di nuvola


La 
Logos Hope, invece, è una crociera che accoglie a bordo un pubblico diverso da quello che si potrebbe immaginare solitamente e attira soprattutto gli amanti dei libri. Per diversi anni, dal 1973, la nave fungeva da traghetto per collegare Malmö (Svezia) e Travemünde (Germania). Poi l'organizzazione benefica Gute Bücher für Alle, che da tempo gestisce una serie di librerie itineranti, la ha acquistata nel marzo 2004: la Logos Hope ha intrapreso più di dieci anni di viaggi in Africa, Sud America e Caraibi e, attraverso più di 1400 scali, circa 10 milioni di famiglie hanno visitato il più grande bookstore galleggiante al mondo, che trasporta, ad oggi, più di 5 mila titoli

Tra le mission dell'organizzazione c'è quella di aiutare le popolazioni delle città di destinazione dei propri viaggi a costruirsi un futuro attraverso la formazione: quasi 10 mila ragazzi hanno ricevuto una vera e propria istruzione a bordo della crociera. Inoltre l'equipaggio è al servizio di ospedali, scuole, orfanotrofi e carceri, portando aiuti e assistenza alle comunità. In ogni porto «il personale della nave cerca di portare, attraverso i libri, speranza e affetto, indipendentemente dalle circostanze, dalla cultura o dalla storia» si legge sul sito.  

Dopo Malta, la prossima tappa sarà quest’anno a Bengasi, capitale della Libia. Con un equipaggio di 400 volontari di più di 60 nazionalità, la crociera aprirà le porte a 37 mila passeggeri. Per nove giorni in banchina, la Logos Hope aprirà ai visitatori la sua immensa biblioteca


Sulla falsa riga del primo book & bed di Tokyo, infine, libreria di giorno e alloggio di notte, anche 
a Napoli ha aperto la prima libreria dove puoi anche dormire. All'ultimo piano della libreria targata Mooks Mondadori, nel cuore del Vomero, due suite permetteranno ora di coricarsi circondati da propri volumi preferiti. 

Si tratta di una risposta naturale a una richiesta crescente della popolazione napoletana di spazi culturali che possano rappresentare piccole oasi dove concentrarsi, leggere e farsi rapire dal da un ambiente accogliente e stimolante. La scelta di aprire in un locale che in passato ha ospitato i dolci realizzati dalla storica pasticceria Bellavia non è, infatti, un caso. Negli interni qualcosa che ricorda quel luogo così carico di fascino e tradizione è stato volutamente lasciato per dare modo ai cittadini di Napoli, che frequentano gli spazi, di mantenere un legame con il passato.


L'autore: Andrea Buzzi

Laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione e master in Digital Publishing e Influencing Marketing organizzato da Università Bocconi e Condé Nast. Mi occupo principalmente di comunicazione scritta. Libri e social media il mio mix preferito.

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