In occasione della National Library Week, l’American Library Association (ALA) ha pubblicato la lista dei libri più contestati nel 2025, ovvero i titoli più spesso presi di mira con l’obiettivo di rimuoverli dalle biblioteche statunitensi. L’elenco è parte del report The State of American Libraries 2026, che offre uno spaccato delle difficoltà che le biblioteche devono affrontare.
L’Office for Intellectual Freedom dell’ALA ha registrato l’anno scorso 4.235 titoli unici contestati, il secondo dato più alto mai documentato. Il record assoluto è di 4.240 nel 2023. Tra i libri più attaccati nel 2025, 1.671 (il 40%) rappresentano le esperienze di vita di persone parte della comunità LGBTQIA+ e di persone razzializzate. La lista è così composta:
1. Sold di Patricia McCormick;
2. The Perks of Being a Wallflower di Stephen Chbosky;
3. Gender Queer: A Memoir di Maia Kobabe;
4. Empire of Storms di Sarah J. Maas;
5. (a pari merito) Last Night at the Telegraph Club di Malinda Lo;
5. (a pari merito) Tricks di Ellen Hopkins;
7. A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas;
8. (a pari merito) A Clockwork Orange di Anthony Burgess;
8. (a pari merito) Identical di Ellen Hopkins;
8. (a pari merito) Looking for Alaska di John Green;
8. (a pari merito) Storm and Fury di Jennifer L. Armentrout.
«Le biblioteche esistono per dare spazio a ogni storia e a ogni esperienza di vita» ha affermato il presidente dell’ALA Sam Helmick. «In occasione della National Library Week, ribadiamo che le biblioteche sono luoghi di conoscenza, di accesso, per tutti e tutte».
Nel 2025, il 92% di tutte le contestazioni relative ai libri è stato avviato da gruppi di pressione, funzionari governativi e politici, rispetto al 72% del 2024. Meno del 3% delle contestazioni è stato avviato da singoli genitori. «I tentativi di censura di libri non sono stati innescati da genitori preoccupati, né sono il risultato di iniziative locali partite dalla comunità» ha affermato Sarah Lamdan, executive director dell’Office for Intellectual Freedom. «Al contrario, facevano parte di campagne finanziate e politicamente organizzate con il fine di censurare le storie e le esperienze di vita di individui e comunità LGBTQIA+ e BIPOC».
L’ALA definisce un «materiale bannato» un contenuto rimosso da una biblioteca sulla base delle obiezioni sollevate da una persona o da un gruppo. Una «contestazione» è un tentativo di far rimuovere una risorsa della biblioteca, o di limitarne l’accesso.
In totale, l’Office for Intellectual Freedom ha documentato, nel 2025, la rimozione di 5.668 volumi dalle biblioteche – calcolando anche più copie per ciascun titolo –, che rappresentano il 66% del totale dei libri contestati. Altri 920 libri sono stati censurati attraverso altri escamotage che ne limitano l’accesso, come il trasferimento in un’altra sede o la richiesta del permesso dei genitori per consultarli. Si tratta del numero più alto di titoli censurati in un anno registrato finora.
Per contribuire a informare le biblioteche e la popolazione sulle questioni relative alla censura, l’ALA ha recentemente lanciato diverse nuove risorse, tra cui il Censorship Search Portal, che permette di consultare il database dei tentativi di censura dei libri, il Censorship Cases Bot su Bluesky, che fornisce aggiornamenti in tempo reale sulle ultime cause legali in materia di censura libraria in collaborazione con il Free Law Project, e l’undicesima edizione dell’Intellectual Freedom Manual, che offre approfondimenti aggiornati sulla tutela della libertà intellettuale, la lotta alla censura e altro ancora.
Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.
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