C’è un’immagine che, nelle ultime settimane, ha fatto il giro dei social media statunitensi: quella di Kai Cenat, uno degli streamer più famosi al mondo – noto ai più per le sue maratone su Twitch e per aver paralizzato Union Square a New York con la promessa di regalare una Playstation 5 – seduto davanti a un microfono mentre legge ad alta voce un libro. Dopo una pausa di mesi, Cenat è infatti recentemente tornato online con dei contenuti molto diversi rispetto a quelli che lo avevano reso celebre tra gli streamer: ora legge in diretta per migliaia di spettatori e spettatrici. E lo fa inciampando sui termini più complessi, cercando definizioni su Google in tempo reale e condividendo con la sua vastissima community, composta in gran parte da giovani della Generazione Z e Alpha, lo sforzo cognitivo della comprensione del testo.
Il caso di Kai Cenat, raccontato recentemente da Cosmopolitan e Literary Hub, apre una riflessione sul ruolo della lettura oggi. In un’epoca in cui i tassi di lettura negli Stati Uniti (e non solo) mostrano segnali preoccupanti – con quasi la metà della popolazione statunitense che nel 2025 non ha letto nemmeno un libro, secondo quanto riportato da Cosmopolitan – un influencer da milioni di follower che mostra le proprie fragilità nel leggere ad alta voce dà un segnale importante.
Cenat ha dichiarato che questo progetto nasce dal desiderio di migliorare le proprie capacità oratorie e linguistiche: mostrando il processo, e non solo il risultato, lo streamer cerca di abbattere lo stigma che spesso circonda chi fatica a leggere. Come sottolineato da Annabel Iwegbue su Cosmopolitan, la lettura ad alta voce in streaming funge da strumento di community building: gli spettatori non sono semplici osservatori, ma partecipano attivamente, aiutando lo streamer con le pronunce dei termini o discutendo i concetti in chat. Una forma di apprendimento collettivo in una dimensione digitale.
In questo contesto, Iwegbue solleva però il problema del copyright: la lettura integrale o di ampie parti di un libro senza autorizzazione dell’autore, dell'autrice o dell’editore costituisce chiaramente una violazione del diritto d’autore. Su alcune piattaforme è possibile utilizzare materiale protetto da copyright chiedendone l’autorizzazione al proprietario dell’opera oppure ricorrendo alla pratica del fair use, rispettando determinate condizioni, ma la questione è spinosa.
In alcuni casi, la pratica del bookstreaming viene utilizzata proprio dagli editori come lancio promozionale: soprattutto negli Stati Uniti, alcune case editrici hanno già iniziato a organizzare delle live read-along, dove autori e autrici o creator leggono insieme a lettori e lettrici i primi capitoli di una novità editoriale, per generare curiosità e incentivare gli acquisti.
Oltre al bookstreaming ad alta voce, esiste anche un sottobosco florido di streamer che praticano quella che viene definita silent reading. Qui, il contenuto è il silenzio: lo streamer legge per ore, spesso accompagnato da musica lo-fi o suoni ambientali, e la chat fa lo stesso. Perché migliaia di persone dovrebbero sintonizzarsi per guardare qualcuno che legge in silenzio? Iwegbue cerca di dare una risposta attraverso un concetto psicologico chiamato body doubling: si tratta di una tecnica spesso utilizzata da persone con difficoltà di concentrazione, che consiste nello svolgere un compito (studiare, lavorare, leggere) insieme a qualcun altro che sta facendo la stessa cosa. Sapere che ci sono altre persone connesse in quel momento con lo stesso obiettivo crea un senso di responsabilità e appartenenza che aiuta a combattere le distrazioni.
Dalle live su Twitch alle silent reading su TikTok, nelle piattaforme la lettura si trasforma da atto solitario a evento social: lo testimoniano l'ormai ben nota esplosione di BookTok degli ultimi anni, il boom delle reading challenge, ma anche – nella realtà fisica – la nascita dei reading party. Che si tratti di una maratona di lettura online, di una sfida a chi legge più pagine in un mese o di un aperitivo silenzioso in un caffè letterario, il fulcro resta la condivisione di un’esperienza collettiva che nasce e cresce intorno al libro.
Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.
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