Nell’ambito dell’assemblea degli editori del 18 giugno presso il Centro Svizzero di Milano, riportiamo l’intervento completo di Maurizio Messina, vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori e presidente del gruppo Accademico professionale AIE.
«La relazione del presidente Cipolletta ha evidenziato alcuni punti nodali del comparto accademico-professionale, dalla pirateria che ci segue – e ci perseguita – da decenni, evolvendo ed affinandosi con le nuove tecnologie, alla progressiva marginalizzazione dei materiali didattici di riferimento, se non alla loro sostituzione con suite di materiali autoprodotti, smontati e assemblati, spesso in totale violazione del diritto d’autore. Questo accade negli atenei, ma anche nel mondo delle professioni, come ha ben mostrato l’ultima ricerca Ipsos Doxa sulla pirateria presentata a febbraio al Ministero della Cultura. E sempre, costantemente, nella quasi totale indifferenza delle istituzioni e in una silenziosa acquiescenza dell’opinione pubblica, quasi a configurare la nuova fattispecie del “reato socialmente tollerabile”.
Un anno fa, in occasione dell’assemblea elettiva, avevo sottolineato come fosse necessario mettere al centro dell’associazione il ruolo degli editori e, per il nostro comparto, essere capaci di raccontare meglio cosa facciamo e come lo facciamo, considerando che rappresentiamo un perimetro che, comprendendo anche le banche dati professionali, pesa quasi il 50% dell’editoria italiana.
Anche in questo ultimo anno il settore universitario ha continuato a vivere un momento molto difficile; come abbiamo mostrato al Salone del libro di Torino, negli ultimi sei anni il venduto è crollato del 34%, mentre nel mondo la riflessione sull’impatto della rischiosa fragilità delle modalità di apprendimento disorganizzate diventa più attenta, a partire già dai primi cicli scolastici.
I provvedimenti di attuazione delle riforme dell’ANVUR e del sistema di reclutamento dei docenti, previsti nei prossimi mesi, sembrerebbero voler riequilibrare i criteri di valutazione guardando – finalmente e per la prima volta – anche alla didattica; e gli incontri di questi ultimi mesi con il Ministro Bernini e con i vertici del Gabinetto del MUR sembrano autorizzare un minimo di cauto ottimismo.
Nel mese di settembre presenteremo la seconda ricerca condotta con Talents Venture, che completa idealmente quella del 2024, indagando l’attitudine dei docenti nei confronti dei diversi materiali di studio (tradizionali, innovativi, alternativi…), e la percezione dell’efficacia in relazione alle competenze acquisite dagli studenti e dalle studentesse.
Sul fronte professionale è in questi giorni in corso un’indagine tra gli associati per dimensionare meglio un’area che, per sua natura, si presenta in modo molto variegato e disomogeneo, difficile da quantificare; l’occasione dell’assemblea è propizia per invitare tutti gli editori che hanno ricevuto il questionario a partecipare all’indagine che si chiuderà a fine mese.
Nell’operatività delle attività istituzionali sull’area professionale, continuano i confronti con il Ministero della Giustizia per il rinnovo della convenzione esistente, e con il MEF per verificare le migliori modalità per l’accesso editori alle banche dati dei provvedimenti giudiziari e tributari, indispensabili alla gestione, manutenzione e aggiornamento dei prodotti offerti ai professionisti e alle professioniste, in un regime di costi sostenibili.
Per concludere vorrei condividere una riflessione, che nei tempi complessi – a me personalmente – è sempre molto utile: tornare ai fondamentali. L’articolo 2 del nostro Statuto recita, tra gli scopi dell’associazione, la “tutela sempre e in qualsiasi sede degli interessi morali e materiali degli editori”, attraverso la “prevenzione e la repressione delle violazioni in danno agli interessi morali e materiali, della contraffazione e della pirateria delle opere dell’ingegno…”.
È anche per questo che abbiamo chiesto con forza all’associazione di fare della valorizzazione del diritto d’autore il tema pivot, attorno al quale tutto deve ruotare, e senza il quale qualsiasi sforzo delle nostre aziende diviene inutile. Di tutte le aziende editoriali, vorrei sottolineare, qualunque siano i mercati di riferimento.
AIE sta mettendo a punto un progetto continuativo, che tenda a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, collegando in modo diretto il diritto d’autore, e i conseguenti legittimi diritti delle imprese editoriali, allo sviluppo del Paese.
I prossimi saranno gli ultimi dodici mesi della mia esperienza associativa, e amo pensare che, grazie al supporto determinante dell’associazione, che ringrazio, e all’impegno degli editori, potremo commentare dati diversi».
© Fotografia in header di Matteo Rossetti