Innanzitutto registriamo con soddisfazione che sono stati finalmente sbloccati i fondi residui che il Centro per il libro e la lettura conservava dal 2020, come ristori dell'emergenza sanitaria, e che erano specificamente destinati ai piccoli editori. La soluzione individuata infine dal Cepell, e cioè il coinvolgimento di Invitalia, ha permesso di superare le criticità dovute alla mancanza di risorse interne al Cepell per la gestione del bando, che ha assunto la forma di un voucher di facile erogazione. Purtroppo, contrariamente ai nostri suggerimenti, è stata fatta la scelta di allargare a dismisura la platea dei potenziali beneficiari, il che determinerà la tipica distribuzione a pioggia, e fino a esaurimento, di una somma fino a 15.000 euro per soggetto senza distinzione tra tipologia, progettualità e dimensione degli editori.
A proposito dell'interlocuzione con il Cepell, speriamo quindi di poter invece vedere meglio indirizzati gli ulteriori (e ultimi) fondi residui dell'epoca Covid, e cioè 8 milioni destinati alla filiera editoriale nel suo complesso che andranno erogati entro fine 2026. Siamo impegnati con forza a far sì che queste somme una tantum vengano destinate a sostenere in modo robusto pochi progetti significativi che vadano effettivamente a favore della filiera nel suo complesso (progetti di cui abbiamo già portato esempio alla direzione stessa del Cepell).
Tra i temi affrontati dal Consiglio ha trovato spazio quello della comunicazione dell'associazione verso i propri soci. I colleghi De Paoli e Buonomo si sono fatti carico di sottoporre alla struttura AIE alcuni suggerimenti in tal senso. Alcuni di essi sono già stati accolti, altri sono in fase di implementazione o valutazione.
Un'altra iniziativa su cui siamo a buon punto (qui ringrazio in particolare il collega Morellini) è la trattativa con Nielsen per un progetto pilota di reportistica su misura per i piccoli e medi editori. Abbiamo oggi sul tavolo una proposta che consentirà una prima sperimentazione, alla luce della quale si valuteranno condizioni e modalità che possano risultare di effettivo interesse anche per la nostra categoria, almeno per quelle aziende che in un'ottica di crescita manageriale puntano a dotarsi di adeguati strumenti di analisi del mercato. Entro il 10 luglio raccoglieremo le adesioni a questa proposta, e sollecito chi non lo avesse ancora fatto a chiedere i dettagli all'Ufficio studi AIE.
Un ambito sul quale registriamo un crescente fermento è quello dell'internazionalizzazione, di cui si sta occupando in particolare il collega Maradei. Oltre a vedere crescere la vendita dei diritti anche tra i piccoli editori (come registrato puntualmente dall'Ufficio studi), assistiamo a una varietà di iniziative che compongono un quadro di opportunità al momento forse ancora un po' confuso ma promettente, e stimolato da occasioni come la prossima fiera di Guadalajara in cui l'Italia è paese ospite e a cui il comparto si sta preparando in modo che mi sento di definire più consapevole rispetto a simili situazioni del passato, per quanto risulti ancora piuttosto complessa l'interlocuzione con i soggetti istituzionali, a partire dall'ICE.
L'importante erogazione ministeriale di fondi assegnati alle biblioteche nel 2025 conteneva come sappiamo un'indicazione mirata a favorire la cosiddetta editoria di prossimità, di fatto rappresentata soprattutto da piccole case editrici. Per agevolare l'acquisto di prodotti corrispondenti a questa indicazione da parte delle biblioteche, e superare le eventuali difficoltà nel reperire i prodotti stessi da parte dei librai, sono state messe in atto alcune iniziative (di cui il collega Cavalli ha avuto modo di parlare in varie occasioni, nell'ambito di un incoraggiante clima di dialogo con interlocutori dell'Associazione Italiana Biblioteche) di cui stiamo cercando di monitorare l'efficacia.
L'impatto di questa misura sarà tra l'altro uno dei temi del prossimo seminario sui bilanci delle aziende del nostro comparto, in programma il prossimo 6 luglio, anche in questo caso ovviamente grazie al supporto dell'Ufficio studi e sotto la supervisione imprescindibile del collega Pellegrino. Un'iniziativa, quella dell'analisi dei bilanci, che può ormai contare su uno storico significativo, e che contiamo possa aiutare le piccole imprese editoriali a crescere in managerialità e professionalità. Colgo qui l'occasione per tornare su un tema che ho già avuto modo di accennare in altre situazioni. Il contesto tecnologico e commerciale della nostra editoria continua a favorire la proliferazione di microiniziative (a parte dall'autopubblicazione) che per la maggior parte non si pongono prospettive imprenditoriali, ma contribuiscono ad affollare un quadro già complesso. Ritengo, in pieno accordo con il presidente Cipolletta che in merito si è espresso più volte e che ringrazio anche oggi per l'attenzione che costantemente ci assicura, che come associazione di categoria dobbiamo lavorare avendo in mente innanzitutto la tutela di quanti anche su piccola scala si pongono comunque con approccio da impresa, il che significa essere inseriti nella filiera commerciale a tutti gli effetti, effettuare investimenti, creare lavoro, coltivare prospettive credibili.
E su questo registro concludo segnalando due tematiche alle quali intendiamo rivolgere particolare attenzione nel secondo anno di mandato di questo consiglio. Innanzitutto, un'indagine che fotografi in modo più accurato la realtà delle piccole case editrici italiane, che siano socie AIE oppure no, anche con riguardo ai colleghi soci dell'Associazione degli editori indipendenti, con i quali il dialogo è costante e promettente, nonché a quanto di efficace viene portato avanti da diverse realtà associative regionali con le quali siamo in contatto.
Infine, la questione del funzionamento della filiera trade. Un tema che ho lasciato per ultimo ma sul quale torno con forza anche perché non mi pare si registrino, da questo punto di vista, dei miglioramenti significativi, e che continua a riflettersi negativamente in particolare sulla salute media dei piccoli editori, che vedono i loro spazi di mercato continuare a ridursi. Come forse ricorderete, come Consiglio del gruppo Piccoli editori abbiamo avviato a marzo 2025 un percorso di workshop coinvolgendo i diversi attori della filiera, per affrontare congiuntamente alcuni specifici temi di inefficienza. Dopo un inizio promettente, oggi su questo percorso è in atto un ripensamento. Da un lato ciò è comprensibile, perché è corretto che le tematiche emerse siano affrontate con cautela e senza velleitarismi. Ribadisco però con forza che riterrei grave sprecare l'occasione che stava maturando di avviare un percorso collaborativo che, pur con le opportune gradualità e riservatezza, ci portasse a confrontarci schiettamente sui meccanismi di una filiera nella quale (e su questo penso tutti concordiamo, soggetti di grandi e meno grandi dimensioni, editori, distributori, reti promozionali, grossisti, canali di vendita...) le criticità sono evidenti e non solo dovute alla contrazione del mercato. Spero che nei prossimi mesi il percorso avviato possa riprendere, ringrazio tutti coloro che finora ci hanno dato fiducia mettendosi a disposizione, e conto che questo credito di fiducia non vada sprecato».
© Fotografia in header di Matteo Rossetti