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Innovazione

Spotify accelera sugli audiolibri: da catalogo sperimentale a ecosistema editoriale audio

di Alessandra Rotondo notizia del 16 giugno 2026

Quando Spotify annunciò l’arrivo degli audiolibri negli Stati Uniti nel 2022, con un catalogo iniziale di 300 mila titoli acquistabili singolarmente, l’obiettivo appariva ancora relativamente circoscritto: entrare in un mercato dominato da Audible e sperimentare l’estensione del proprio ecosistema oltre musica e podcast.

A quattro anni di distanza, però, la strategia della piattaforma sembra essersi fatta molto più ampia. Gli audiolibri non sono più soltanto un contenuto aggiuntivo, ma uno dei pilastri attraverso cui Spotify sta cercando di trasformarsi in una piattaforma generalista dell’ascolto editoriale, capace di integrare musica, podcast, libri, raccomandazione algoritmica e strumenti per autrici, autori ed editori.

Come raccontato negli ultimi anni anche dal Giornale della Libreria, Spotify ha progressivamente modificato il proprio approccio al settore. Dopo una prima fase basata sull’acquisto dei singoli titoli, la società ha iniziato a integrare gli audiolibri nell’abbonamento Premium in alcuni mercati e successivamente ha sviluppato formule dedicate agli ascoltatori più intensivi. Parallelamente ha investito in strumenti per la produzione, la scoperta e la promozione dei contenuti editoriali audio, delineando una strategia sempre più strutturata.

I nuovi dati diffusi durante l’Investor Day sembrano confermare questa evoluzione. Secondo Spotify, le ore complessive di ascolto degli audiolibri sono aumentate del 60% rispetto all’anno precedente, mentre oltre un milione di utenti ha già sottoscritto Audiobooks+, l’add-on introdotto nel 2025 che consente di acquistare ore aggiuntive di ascolto oltre a quelle incluse nell’abbonamento Premium standard.

I dati diffusi da Spotify riguardano soprattutto i mercati anglofoni e del Nord Europa in cui la piattaforma ha già integrato gli audiolibri all’interno dell’abbonamento Premium, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia. Il modello non è infatti ancora esteso in modo uniforme a tutti i Paesi e in Italia il servizio audiolibri resta per ora meno sviluppato rispetto ai mercati principali della piattaforma.

Oltre la vendita di audiolibri
Il funzionamento di Audiobooks+ è significativo perché mostra il modello economico che Spotify sta cercando di consolidare. In diversi mercati l’abbonamento Premium include già una quota mensile di ascolto audiolibri. Chi supera il monte ore disponibile può acquistare tempo supplementare senza dover comprare singoli titoli.

Secondo la piattaforma, il solo Audiobooks+ dovrebbe generare nel 2026 circa 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti. Ma il dato che Spotify considera più interessante riguarda soprattutto il comportamento degli utenti. Owen Smith, vicepresidente e responsabile audiobooks della società, ha spiegato a Publishers Weekly che quasi la metà degli ascoltatori attuali di audiolibri ha iniziato a utilizzare questo formato soltanto negli ultimi dodici mesi.

Non si tratterebbe quindi soltanto di monetizzare gli utenti già abituali, ma di ampliare il pubblico complessivo degli audiolibri. Spotify sostiene inoltre che gli utenti Audiobooks+ abbiano un valore economico nel tempo circa tre volte superiore rispetto agli utenti standard che ascoltano audiolibri occasionalmente, segnale che il formato contribuisce in modo significativo alla fidelizzazione degli abbonati.

Podcast, libri e scoperta editoriale
Una parte importante della strategia riguarda l’integrazione tra contenuti diversi. Spotify ha spiegato che quando un’autrice o un autore compare in un podcast disponibile sulla piattaforma, il sistema propone automaticamente anche l’audiolibro collegato sia nella pagina dello show sia nella schermata di riproduzione. L’obiettivo è utilizzare i podcast come strumento di scoperta editoriale e trasformare l’interesse generato da una conversazione in ascolto effettivo del libro.

La società continua inoltre a investire in strumenti che cercano di tenere insieme lettura e ascolto. È il caso di Page Match, che sincronizza la posizione raggiunta nell’audiolibro con quella del libro cartaceo o e-book. Chi alterna lettura e ascolto può così passare da un formato all’altro senza perdere il punto della narrazione.

Secondo Spotify, gli utenti che utilizzano questa funzione tendono a terminare i libri due volte più velocemente rispetto alla media. La piattaforma sottolinea inoltre che circa metà degli ascoltatori di audiolibri ha meno di 35 anni e che gli utenti di Page Match risultano mediamente più giovani rispetto al pubblico complessivo del servizio.

L’intelligenza artificiale entra nella filiera
Accanto alla crescita dell’ascolto, Spotify sta ampliando anche gli strumenti rivolti direttamente al settore editoriale. Durante l’Investor Day la piattaforma ha annunciato l’espansione di Spotify for Authors in altre dieci lingue. Il programma offre ad autrici, autori ed editori strumenti per monitorare ascolti, comportamento del pubblico e performance dei titoli.

Sul fronte tecnologico arrivano anche nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Tra queste ci sono le Prompted Playlists per audiolibri, playlist generate attraverso richieste in linguaggio naturale. Gli utenti potranno descrivere il tipo di storia che desiderano ascoltare e il sistema produrrà suggerimenti personalizzati combinando modelli linguistici AI e metadati editoriali.

Spotify ha inoltre annunciato nuovi strumenti per la creazione di audiolibri destinati soprattutto agli autori indipendenti, rafforzando una strategia che punta ad ampliare il catalogo disponibile e a ridurre costi e complessità della produzione audio.

Una competizione sempre più affollata
La strategia di Spotify si inserisce in un contesto di crescente competizione nel settore dell’audio editoriale.

Negli stessi giorni, ElevenLabs – azienda nota soprattutto per le proprie tecnologie di sintesi vocale basate sull’intelligenza artificiale – ha annunciato l’arrivo di 200 mila audiolibri nella propria app ElevenReader e il lancio di ElevenReader Ultra, un nuovo abbonamento che offre 20 ore mensili di ascolto.

La mossa segna un passaggio significativo: ElevenLabs non si limita più a fornire strumenti tecnologici per la produzione di audiolibri, ma entra direttamente nel mercato della distribuzione e dello streaming. Tra i titoli disponibili figurano opere provenienti da editori come HarperCollins e Blackstone, mentre per alcuni libri gli utenti possono persino scegliere la voce artificiale con cui ascoltarli.

L’aspetto più interessante è che Spotify ed ElevenLabs non sono soltanto concorrenti. Le due aziende collaborano già sul fronte produttivo: Spotify for Authors offre infatti la tecnologia ElevenLabs tra le opzioni disponibili per la realizzazione di audiolibri destinati alla distribuzione sulla piattaforma.

Il quadro che emerge è quello di un settore in rapida trasformazione, in cui i confini tra editori, piattaforme di distribuzione e fornitori tecnologici diventano sempre meno netti. Se fino a pochi anni fa il mercato degli audiolibri era dominato da pochi operatori specializzati, oggi vede l’ingresso di attori provenienti dal mondo dello streaming, dell’intelligenza artificiale e della creator economy.

In questo scenario Spotify sembra voler occupare una posizione centrale: non soltanto come distributore di audiolibri, ma come infrastruttura attraverso cui libri, podcast, contenuti giornalistici e strumenti di produzione possono convivere all’interno di un unico ecosistema audio.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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