Nell’ambito dell’assemblea degli editori del 18 giugno presso il Centro Svizzero di Milano, riportiamo l’intervento completo di Renata Gorgani, vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori e presidente del gruppo Editoria di varia AIE.
«Nel corso dell’ultimo anno il gruppo Editoria di varia ha continuato a monitorare con attenzione l’andamento del mercato, cercando di leggerne non solo i risultati contingenti, ma anche le dinamiche più profonde. Veniamo da alcuni mesi positivi, che hanno dato un po’ di respiro alle case editrici e alle librerie, anche grazie al ripristino del finanziamento alle biblioteche.
È una buona notizia per il settore, ma lo è soprattutto per chi legge. Allo stesso tempo, però, non possiamo limitarci a registrare i segnali positivi senza collocarli dentro un quadro più complesso. Al netto degli interventi pubblici, che restano preziosi e necessari, il mercato continua a mostrare elementi di fragilità e fatica ancora a individuare una reale prospettiva di espansione. La ripresa degli ultimi mesi non cancella il dato strutturale: il libro resta troppo spesso ai margini del tempo delle persone, della formazione, del consumo culturale quotidiano.
Per questo, come gruppo, abbiamo cercato di guardare oltre i pur fondamentali aiuti che vengono dalle carte cultura e dal sostegno alle biblioteche, per interrogarci su un obiettivo più ambizioso: riportare il libro al centro della vita culturale del Paese. Non si tratta soltanto di sostenere le vendite, ma di ricostruire una relazione più forte tra libri, lettrici, lettori e comunità. Il libro deve tornare a essere percepito come uno strumento di crescita, formazione, informazione, ma anche come un bene accessibile, vicino, capace di accompagnare le persone in fasi diverse della vita.
L’accessibilità, però, ha bisogno di condizioni concrete per essere garantita: riguarda le politiche pubbliche, certo, ma anche la sostenibilità economica di chi i libri li produce, li distribuisce e li vende. Negli ultimi anni le case editrici hanno compiuto uno sforzo significativo per contenere il prezzo dei libri, in una fase in cui carta, trasporti, energia e costi di produzione hanno pesato in modo rilevante sui bilanci. Dopo la crisi del 2022, il rischio è che nei prossimi mesi diventi sempre più difficile assorbire nuovi aumenti senza conseguenze sui prezzi finali, soprattutto in un contesto in cui il potere d’acquisto delle famiglie resta sotto pressione. Anche per questa ragione, ogni politica di sostegno alla domanda e alla lettura non può essere considerata accessoria, ma parte integrante della tenuta del mercato.
Accanto alle criticità, emergono però anche segnali positivi, da riconoscere e valorizzare. Il mercato dei bambini e ragazzi continua a mostrare una vitalità importante, così come il rapporto con le giovani lettrici e i giovani lettori. Alcune aree tematiche affermatesi nell’ultimo decennio, a partire dai fumetti e in particolare dai manga, confermano la capacità del libro di parlare a pubblici nuovi, di costruire comunità, di generare forme di partecipazione culturale non episodiche. Anche la narrativa di genere, in diverse sue articolazioni, mostra una forza che non può essere considerata laterale rispetto al mercato.
Il compito della filiera è accompagnare questi percorsi di lettura, non guardarli con distanza; capire che lì si stanno formando abitudini, linguaggi, comunità che possono allargare il perimetro del mercato e rafforzare il ruolo sociale del libro.
Anche in questa direzione, il gruppo sta ragionando su una possibile iniziativa di promozione del libro, con l’obiettivo di attirare nuove lettrici e nuovi lettori, rinforzare quelli più deboli, coinvolgere il pubblico in modo più ampio.
In questo stesso orizzonte continuiamo a seguire con grande attenzione #ioleggoperché, che si prepara alla sua undicesima edizione. In dieci anni il progetto ha portato nelle scuole italiane 4,5 milioni di libri, grazie alle donazioni dei cittadini e al contributo degli editori, crescendo anno dopo anno e confermandosi come uno dei momenti più significativi di incontro tra famiglie, scuole e librerie. È un esempio concreto di come la filiera possa lavorare insieme, generando un effetto che va oltre la singola donazione e contribuisce a rafforzare la presenza dei libri nella vita quotidiana delle scuole.
Per accrescerne ulteriormente l’impatto, da quest’anno il contributo degli editori – sempre pari a 100.000 libri – sarà destinato alle scuole aderenti di Calabria, Sardegna e Molise, regioni che nella scorsa edizione hanno registrato livelli di partecipazione e donazione inferiori alla media nazionale. Una scelta che guarda ai territori che hanno più bisogno di nuove opportunità di crescita culturale e che punta ad ampliare la capacità del progetto di raggiungere comunità e scuole finora meno coinvolte».
© Fotografia in header di Matteo Rossetti