Nell’ambito dell’assemblea degli editori del 18 giugno presso il Centro Svizzero di Milano, riportiamo l’intervento completo di Florindo Rubbettino, delegato AIE per il Sud.
«Il secondo anno d’azione del Progetto Sud, voluto dal presidente Cipolletta e da me coordinato come delegato AIE per il Sud, si è caratterizzato da nuovi incontri e alcuni risultati concreti. Si è ripartiti da Soveria Mannelli nel settembre del 2025 con un incontro tra i due candidati alla Presidenza della Regione Calabria, chiamati a discutere di politiche per la lettura. Nella tappa di Campobasso, ad aprile del 2026, si è fatto il punto sulle attività di promozione della lettura dell’Università del Molise in collaborazione con le scuole della Regione. Si è poi tornati a Palermo nel giugno del 2026, durante Una marina di libri, per sensibilizzare le istituzioni locali sull’assenza di infrastrutture per la lettura in Sicilia. Al tema è stato inoltre dedicato un incontro a Più libri più liberi, a Roma, a dicembre del 2025.
Alla base di tutti i nuovi appuntamenti, la ricerca che era stata presentata a marzo 2025 durante il convegno Per una primavera della lettura al Sud, a Napoli, e che evidenziava come nel Meridione italiano che legge troppo poco, le librerie scarseggiano (sono il 25% in meno in rapporto alla popolazione rispetto al Centro Nord) e le vendite di libri si arrestano sotto al 20% del totale nazionale. La ricerca sottolineava anche come le biblioteche, che invece ci sarebbero, non hanno un patrimonio librario e strutture adeguate per soddisfare i lettori, cosicché i prestiti per abitante sono meno di un decimo di quelli del Centro-Nord. Questo è un grosso problema che va ben oltre allo stato di salute del mercato editoriale: esiste una relazione diretta tra lettura e sviluppo di un territorio, quindi non parliamo solo di divari culturali, ma di squilibri che incidono su molti altri aspetti. Occorre affrontare e invertire la ritirata dello Stato dai servizi pubblici essenziali al Sud. Ridare centralità al libro è solo il primo passo, ma da solo non basta. Quindi serve investire con una direzione chiara, realizzando investimenti strutturali che consentano alle biblioteche di svolgere pienamente la loro missione.
AIE non ha voluto semplicemente fermarsi alla denuncia di una situazione di fatto. Lo sforzo era quello di innescare la creazione di reti che permettessero di iniziare a ridurre il gap negli indici di lettura e i primi risultati, a livello di iniziative avviate, si vedono.
Tra questi, va sottolineato come il presidente della Regione Calabria ha dato corso alle promesse elettorali promuovendo una misura di sostegno all’apertura di nuove librerie, alla cui definizione ha chiesto la collaborazione di AIE.
In parallelo, le linee guida dell’azione sul libro del Piano Nazionale Cultura, riservato al sostegno di imprese culturali nelle regioni del Sud, hanno ripreso in gran parte i suggerimenti forniti da AIE nella consultazione pubblica che hanno preceduto la pubblicazione dei bandi di gara. Sono state accolte altresì le proposte congiunte di AIE e delle altre associazioni di filiera per una più equa distribuzione del fondo per gli acquisti straordinari delle biblioteche presso le librerie locali. Si è così passati da una situazione in cui il Mezzogiorno riceveva pro-capite il 40% in meno delle risorse del Centro Nord (dati 2023) a una differenza ridotta al 10%.
Questo risultato è estremamente importante: le biblioteche nascono per porre rimedio alla trappola della povertà educativa. Servono innanzitutto a offrire una possibilità a quelle persone che non hanno accesso ai libri nelle proprie famiglie. Come secondo aspetto, le biblioteche dovrebbero occuparsi di fornire un servizio, di organizzazione eventi e animazione culturale in quei territori dove sono molto rari. Su questo è importante continuare a lavorare, prendendo spunto dalle migliori pratiche sul territorio: se le biblioteche del Sud non sono in grado di svolgere quell'azione suppletiva di promozione della cultura, stiamo condannando gli abitanti di questi luoghi a restare nella trappola della povertà culturale».
© Fotografia in header di Matteo Rossetti