La pirateria libraria in Italia, nel 2025, ha sottratto 722 milioni di euro agli editori, pari a circa il 30% dell’intero mercato, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa. È quanto emerso oggi a Roma durante la presentazione della quarta indagine Ipsos Doxa La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, illustrata dal presidente Ipsos Nando Pagnoncelli durante l’evento al Ministero della Cultura organizzato da Gli Editori AIE-FIEG.
A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo l’indagine. Le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.
La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.
Pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi – 1,95 miliardi di euro per la precisione – di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.
«Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale» ha dichiarato il presidente AIE Innocenzo Cipolletta. «La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita».
«Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace» ha aggiunto Andrea Riffeser Monti, presidente di FIEG. «Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificialle, che si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA».
Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali di Lucia Borgonzoni, Sottosegretario al Ministero della Cultura che ha lasciato un messaggio da leggere, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. Al termine dell’incontro, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali, che hanno subito tracciato il perimetro politico del confronto. Borgonzoni ha posto l’attenzione sulla metamorfosi del fenomeno: «Il fenomeno della pirateria sta attraversando una profonda trasformazione direttamente collegata all'evoluzione tecnologica. Penso alle nuove funzionalità dell’IA generativa che mettono sempre più persone nella condizione di realizzare violazioni del diritto d'autore attraverso modalità inedite. In parallelo, il Ministero della Cultura ha istituito un apposito repertorio per tutelare i diritti delle opere dei creatori digitali, frutto del lavoro intellettuale e creativo».
Sulla stessa linea Barachini, che ha usato parole dure verso chi alimenta il mercato illecito: «Chi compie un atto di pirateria ruba il futuro a se stesso e a tutti coloro che vorrebbero avere una professione nella creatività. Purtroppo, molto spesso questo avviene senza che si abbia la percezione del reato. Basti pensare alle sintesi dell'IA: gli studenti che interrogano questi sistemi stanno collaborando a un atto di pirateria. Bisogna invertire gradualmente la tendenza, soprattutto dei più giovani, della filosofia web, dove tutto è disponibile, tutto è gratuito. Bisogna far passare che siccome un contenuto ha un costo, è giusto trovare una strada alternativa».
Dopo la presentazione dei dati, si è entrati nel vivo della tavola rotonda, con un primo giro di interventi che ha esplorato la natura del problema. La docente Maria Letizia Bixio ha osservato con preoccupazione le ricadute didattiche: «Nelle ultime sessioni di esami abbiamo assistito a un calo significativo di preparazione in termini di capacità di sintesi logico-sintattica. Il sospetto forte è che i libri non siano più comprati e si utilizzi questo strumento alternativo dell'IA. È una concorrenza diretta che altera uno schema di mercato e crea una forma di pirateria invisibile, un aspetto su cui l'università non può fare attività di enforcement in autonomia».
Mauro Tosca, responsabile antipirateria di AIE, ha tradotto il fenomeno in una sequenza temporale impressionante: «I numeri presentati da Pagnoncelli sono spaventosi: parliamo di 108 milioni di atti di pirateria in un anno, ovvero 209 atti al minuto. Nelle due ore in cui siamo qui riuniti, saranno scaricati illegalmente circa 24.000 contenuti protetti. Nonostante la consapevolezza cresca, il volume degli atti resta su valori altissimi».
La risposta delle autorità è stata delineata da Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM: «Diventano fondamentali le azioni di contrasto delle forze dell'ordine per sgominare le organizzazioni criminali, ma dobbiamo anche sanzionare gli utenti finali perché manca ancora la percezione del reato. Agcom e l'Italia sono i primi soggetti al mondo ad aver introdotto le ingiunzioni dinamiche, cioè la possibilità di disabilitare dei siti che trasmettono contenuti audiovisivi sia nel campo sportivo che nel campo della cinematografia in 30 minuti. Siamo pronti ad accelerare ulteriormente per colpire duramente il settore della pirateria libraria».
Un concetto ribadito dal Generale Crescenzo Sciaraffa della Guardia di Finanza: «La pirateria non è un semplice malcostume, io credo che sia ruberia. Dietro questi fenomeni ci sono organizzazioni che offrono sistemi digitali complessi e cedere le proprie credenziali a questi soggetti è rischiosissimo, è come dare le chiavi di casa propria a degli sconosciuti. La Guardia di Finanza opera a contrasto di questo fenomeno – della pirateria audiovisiva, della pirateria nel mondo editoriale – con degli appositi piani operativi: ci sforziamo non solo di agire in chiave repressiva, ma anche in chiave preventiva, con vere e proprie campagne di educazione alla legalità economico-finanziaria presso le scuole, presso i luoghi di formazione della cultura e di sviluppo del senso di legalità. Ma è un processo lento: bisogna ottenere strumenti che siano efficaci nell’immediatezza, in tempo reale».
Nel secondo giro di tavolo, il dibattito si è spostato sulla prevenzione e sul lavoro editoriale. «Ben vengano tutte quelle iniziative che rendono l'offerta illegale meno comoda» ha dichiarato Bixio. «Perché il miglior enforcement è sempre rendere l'offerta legale la più comoda, più facile. Quindi penso che nel mondo universitario in assoluto un'attenzione particolare dovrà essere data al licensing ottimale, una realtà chiusa dove gli studenti possono accedere a delle fonti legali pre-licenziate».
Tosca ha poi ricordato il volto umano del problema: «Il numero più brutto resta quello degli 11.500 posti di lavoro persi – 4.500 nell'editoria – un dato che dobbiamo sempre tenere a mente. Bisogna far capire che dietro un libro non c'è solo un autore, ma un vero lavoro di squadra fatto di editor, grafici e traduttori. Piratare significa colpire l'indipendenza di questi professionisti e la loro stessa possibilità di produrre e raccontare nuove storie».
«Si può e si deve fare di più, perché finché faremo questi convegni per confrontarci vuol dire che il problema c'è: bisogna agire» ha sottolineato Capitanio. «L'azione più efficace oggi è la sanzione diretta degli utenti delle reti pirata, che identifichiamo tramite la tracciabilità dei pagamenti e le analisi del nostro Nucleo Antifrode Tecnologica» ha dichiarato il Generale Sciaraffa. «Li sanzioniamo sotto il profilo amministrativo direttamente a casa, suonando il campanello e presentandoci per contestare la violazione. Così dimostriamo che è possibile identificare non solo chi rilascia il servizio in modo illecito, ma anche chi ne fruisce».
A sintetizzare l'impegno del governo Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera: «Come primo firmatario della legge 93 del 2023 contro la pirateria digitale, sento il dovere di rivendicare i miglioramenti che ci sono stati rispetto all'introduzione di questa legge. E se andiamo ad analizzare i dati – ad esempio proprio su uno dei settori editoriali più in crisi, quello dell'universitario, su cui devono essere presi dei provvedimenti ulteriori –, dal 2023 al 2025 la situazione della pirateria è migliorata, grazie anche a un lavoro che è parallelo all'introduzione della legge, cioè quello della sensibilizzazione. Ma è fondamentale il monitoraggio costante e anche innovativo dell'applicazione di una legge che siamo pronti a migliorare, cambiare e aggiornare con l'evolversi dell'innovazione delle tecniche di pirateria».
E, riguardo all’IA, ha aggiunto: «L'innovazione è benvenuta se rispetta il primato della creatività umana e i meccanismi di equa remunerazione. Gli algoritmi devono operare in un regime di legalità e responsabilità, assicurando che la fruizione dei contenuti, specialmente tra i giovani e negli atenei, avvenga all'interno di un ecosistema sano. Promuoverò un incontro tra AIE e la Conferenza dei Rettori per chiedere che questa si impegni in tutte le università italiane a stanziare dei fondi interni per campagne di sensibilizzazione contro la pirateria, da diffondere ogni anno in tutti gli atenei. Questi sono gli strumenti più giusti di collaborazione nell'applicazione e nel rispetto di una legge dello Stato che tutela gli editori».
La chiusura dell’evento è stata affidata alla voce di chi i libri li scrive, ovvero l'autrice Felicia Kingsley, che ha riportato l’attenzione sul valore editoriale e umano. «Abbiamo i mezzi, oggi, per creare uno storytelling, per raccontare il valore di un libro e di tutte le persone che lavorano a quell'oggetto fisico che poi arriva sugli scaffali delle librerie. E per spiegare che nel prezzo di copertina del libro si sta pagando il lavoro di molte persone, spesso invisibili ma essenziali. Si può eliminare la pirateria? Io non credo. Però credo che cambiare la percezione dei lettori riguardo a cosa sia davvero un libro possa ridurla. La criminalità – perché la pirateria è un furto – si combatte con la cultura. Se individuiamo un sito pirata, questo va chiaramente segnalato e chiuso. Però sappiamo già che purtroppo quell’archivio finirà su altri dieci indirizzi. E allora, cosa possiamo fare? Possiamo cercare di far passare la voglia ai lettori di accedere a quei siti, raccontando come nascono i libri, creando un legame emozionale e affettivo con il progetto editoriale. Così che in libreria non sembri solo di guardare pile di carta».
© Immagine in header di Silvia Loré
Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.
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