Accompagnare gli editori prima di tutto come operatori industriali, favorendone l’innovazione e quindi l’internazionalizzazione, con un occhio di riguardo al 2024, quando l’Italia sarà ospite d’onore alla Fiera internazionale del libro di Francoforte. Regione Lazio mette al centro delle sue politiche per lo sviluppo economico la cultura e proprio alla Buchmesse, dove è presente per accompagnare gli editori della Regione, presenta il suo piano per l’immediato futuro. Ne abbiamo parlato con il vicepresidente e assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio, Rapporti Istituzionali, Rapporti con il Consiglio Regionale, Accordi di Programma e Conferenza di Servizi Daniele Leodori e con l’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start - Up e Innovazione Paolo Orneli.
 

Il Lazio è uno dei due poli italiani, insieme alla Lombardia, dove si concentra il maggior numero di editori, nel caso del Lazio con una forte prevalenza di editori medio piccoli. Che impatto ha questo sul tessuto economico della Regione?
Leodori: Il Lazio conta circa 300 case editrici di piccola, media e grande dimensione e circa 1.200 addetti, rappresentando quasi il 20% dell’editoria italiana.La rete delle piccole e medie imprese nel settore dell’editoria ha un ruolo centrale nel tessuto economico del nostro territorio. È per questo che, come Regione Lazio negli ultimi anni, abbiamo messo in campo una serie di iniziative volte a sostenere l’ecosistema dell’editoria laziale, soprattutto nel periodo di crisi pandemica.
 
Orneli: Ricordo a questo proposito i bandi a sostegno delle librerie indipendenti e delle piccole case editrici, che negli ultimi due anni hanno sostenuto quasi 700 realtà, tra librerie e case editrici, con l’erogazione di contributi per oltre 2 milioni di euro. A questi si sono aggiunti i bandi per cinema, teatri e librerie, con investimenti specifici a favore dell’innovazione digitale e la riqualificazione ecologica. L’edizione 2022 del bando, inoltre, è stata ampliata includendo tra le spese ammissibili qualsiasi investimento di riqualificazione e ampliamento, e tutti gli aventi diritto dell’edizione 2022 saranno finanziati grazie allo stanziamento di 3 milioni di euro. Vorrei infine citare la Lazio Youth Card, l’app della Regione dedicata ai giovani che prevede l’erogazione di voucher per l’acquisto di libri sia nelle librerie indipendenti che aderiscono all’iniziativa, che direttamente presso gli editori presenti a Più libri più liberi. In più, è di prossima pubblicazione uno stanziamento di 100.000 euro per progetti e manifestazioni finalizzati alla promozione e alla diffusione del libro e della lettura nel territorio regionale.
 

E quale è invece l’impatto sul tessuto sociale e culturale?
Leodori: La cultura e il sapere ci permettono di parlare un linguaggio universale. L’impoverimento culturale al pari di quello sociale genera diseguaglianze e povertà diffuse. Sostenere l’attività culturale permette di costruire un sistema democratico dove le competenze aiutano tutti, nessuno escluso, senza distinzione di estrazione sociale o economica, ad affermarsi. Sostenere la cultura significa sostenere chi rende fruibile la conoscenza, come appunto le case editrici.
 
Orneli: Insieme alle case editrici, anche le librerie hanno un impatto importante sul nostro tessuto sociale e culturale perché sono più che semplici attività economiche, sono un presidio di cultura importantissimo sul territorio: come sottolineava Furio Colombo, «a luci spente le città muoiono». Per questo come Regione Lazio abbiamo cercato di mettere in atto misure volte al sostegno sia delle piccole case editrici che delle librerie. La conoscenza ci aiuta a contrastare la desertificazione sociale e culturale dei territori, ecco perché dobbiamo continuare a sostenere chi permette la sua diffusione.
 

Negli ultimi vent’anni l’export di diritti di libri italiani è sempre cresciuto e, a fianco dei grandi gruppi, anche realtà più piccole hanno avviato un processo di internazionalizzazione. Cosa può fare un’amministrazione regionale in questo campo?
Orneli: Un’Amministrazione regionale può sostenere soprattutto le realtà piccole e medie che non hanno la forza dei grandi gruppi. La Regione Lazio, per esempio, con il bando Traduzioni Editoriali ha sostenuto e promosso l’internazionalizzazione del sistema editoriale del Lazio attraverso la diffusione sui mercati esteri di nuovi prodotti editoriali. Inoltre, sosteniamo sempre le nostre realtà affinché partecipino a fiere ed eventi internazionali come il Salone del Libro di Torino, la Buchmesse di Francoforte e Più libri più liberi, organizzata da AIE. Non possiamo permettere che tante piccole realtà imprenditoriali del nostro territorio perdano occasioni come queste.
 

Proprio Più libri più liberi è uno degli eventi più qualificanti l’editoria italiana che si tiene appunto nella vostra Regione. Come la sostenete?
Leodori: La Regione Lazio da anni prende parte alla manifestazione con uno spazio dedicato dove vengono ospitate le case editrici del Lazio con un ricco programma di eventi. Incontri ed eventi realizzati in collaborazione con le case editrici, con gli archivi, gli istituti culturali, le biblioteche e i musei del territorio. Cinque giornate dal programma molto ricco, un’occasione importante per dare spazio alla creatività giovanile e a tematiche importanti come la lotta alle disuguaglianze, le pari opportunità e l’ambiente. Se vogliamo un mondo più giusto, se vogliamo costruire un nuovo modello di sviluppo che sia più sostenibile e più inclusivo, dobbiamo iniziare dalla cultura, dai giovani e la Regione Lazio negli ultimi anni non ha mai perso occasione.  


Contenuto in collaborazione con LazioInnova