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Notizie dall'Aie

Turismo e arte, nel 2021 nuovo crollo per il fatturato degli editori: -80% sul 2019

di Redazione notizia del 14 gennaio 2022

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Non si ferma la crisi per gli editori di turismo e arte in Italia: dopo un calo dei fatturati nel 2020 dell’85%, nei primi otto mesi del 2021 la perdita percentuale rispetto al 2019 è addirittura cresciuta, arrivando a una media dell’80%, secondo le segnalazioni delle case editrici del settore. L’Associazione Italiana Editori torna così a chiedere al governo e al parlamento di intervenire per assicurare i ristori necessari a proseguire le attività oltre la crisi, riorganizzando il proprio business e la propria offerta editoriale.

«Dopo 22 mesi di fatturati in pesante calo e la fine della cassa integrazione Covid a giugno 2021 molte case editrici hanno dovuto fare ricorso al credito bancario per continuare le attività» ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi. «Sono necessari aiuti immediati per garantire la sopravvivenza di chi pubblica guide turistiche e libri d’arte».

La crisi di questo comparto editoriale è conseguenza della crisi più larga del settore del turismo, per cui il governo ha recentemente stanziato un fondo da 150 milioni per il 2022. A fronte dei 220 milioni di presenze straniere nel 2019, a fine ottobre 2021 l’Italia ne ha registrate poco più di 15 milioni (a Roma il tasso di occupazione camere registra un calo del 63,6% rispetto al periodo gennaio/settembre 2019) e nei prossimi mesi, con il perdurare delle restrizioni di viaggio e di nuove varianti del virus, non sono previsti miglioramenti. La crisi dei viaggi internazionali ha ridotto al minimo la domanda per le guide, riducendo gli introiti per i titoli di catalogo. Allo stesso tempo, investire in nuove edizioni è problematico proprio perché non esiste visibilità su quello che succederà nei prossimi mesi. 

Gli editori di libri d’arte soffrono in particolare la crisi delle vendite nei bookshop museali i cui flussi di pubblico sono molto diminuiti. Le difficoltà legate alla pianificazione delle mostre, inoltre, costringono gli editori a mandare in stampa i cataloghi senza avere alcuna visibilità sul pubblico previsto e questo, in una fase in cui i costi per la carta e la stampa sono molto cresciuti (oltre il 20%), significa il rischio di dover mettere a budget un grande numero di resi o, al contrario, di non stampare abbastanza libri per far fronte alla domanda. 

Molte case editrici si stanno muovendo – sia nel settore dell’arte che del turismo – per riorientare la loro offerta, ma per farlo sono necessari nuovi investimenti, difficili da fare con fatturati in forte flessione.


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