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Normativa

Italia - Europa. Le misure pubbliche a sostegno dell'editoria nell'era del Covid-19

di Samuele Cafasso notizia del 29 luglio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Stimoli alla domanda di libri, con un occhio particolare alle categorie più disagiate, aiuti diretti verso alcuni dei soggetti più deboli della filiera editoriale, fondi per garantire un effettivo diritto allo studio. Arrivati alla fine di luglio e convertito in legge dal Parlamento il Dl Rilancio che prevede, tra le altre cose, un fondo per l’emergenza da 171,5 milioni per le imprese culturali, è possibile fare un primo bilancio delle misure assunte dal governo e dal parlamento italiano a sostegno dell’editoria colpita dall’emergenza Covid-19, anche in comparazione con gli altri grandi Paesi europei.

L’editoria, ricordiamolo, non era tra i soggetti destinatari di sostegni particolari nei primi provvedimenti assunti dal governo dopo il lockdown, in particolare il decreto Cura Italia dei primi di aprile. In seguito, però, il quadro è cambiato: analizziamolo nel dettaglio.

Sostegno alla domanda
Tra gli interventi finanziati attraverso il fondo d’emergenza per le imprese culturali, due in particolare sono i provvedimenti a sostegno della domanda di libri: con il decreto ministeriale del 4 giugno 2020 sono stati destinati alle biblioteche aperte al pubblico, dello Stato, degli enti territoriali e degli istituti culturali  30 milioni di euro per gli acquisti (le domande dovevano essere presentate entro il 22 luglio). Il fondo per la Carta Cultura prevista dalla legge per la promozione della lettura (15/2020, conosciuta anche come legge Nardelli) è stato portato da 1 a 16 milioni, destinati a pagare voucher del valore di 100 euro per l’acquisto di libri (anche digitali) da parte di famiglie bisognose. A questo pacchetto del valore complessivo di 45 milioni di euro, vanno poi aggiunti i 30 milioni di euro con cui il governo ha riportato la dotazione della 18App, destinati ai neo-maggiorenni, da 160 a 190 milioni di euro.

Aiuti diretti  
Sempre attraverso il fondo d’emergenza per le imprese culturali è stato finanziato con 10 milioni il credito d’imposta per le librerie a fronte delle spese sostenute per IMU, TASI e TARI e alle eventuali spese di locazione. L’Associazione Italiana Editori ha chiesto che una misura simile sia varata per i piccoli editori, a sostegno del pluralismo culturale e per preservare uno dei comparti più colpiti dalla crisi: quasi otto piccoli editori su 10, secondo l’Osservatorio AIE, non escludono di dover fermare le attività già a fine anno. Ulteriori fondi, al momento non quantificati, sono attesi a favore dei traduttori, grazie all’intervento del Parlamento.

Diritto allo studio
Un altro ambito di intervento riguarda il diritto allo studio. Il governo ha stanziato 236 milioni, a valere sui fondi PON, con cui le scuole possono acquistare libri, dizionari, dispositivi digitali e materiali digitali. Si tratta di fondi anche finalizzati all’acquisto di materiali da affiancare ai libri di testo per gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con altri bisogni educativi speciali (BES). Sono fondi aggiuntivi rispetto ai 103 milioni di euro destinati alle Regioni per aiutare le famiglie bisognose negli acquisti dei libri di testo. Un intervento simile contenuto nel Decreto Rilancio, ma in ambito accademico, è quello che destina 62 milioni di euro alle università, alle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e agli enti di ricerca per «l’accesso da remoto a banche dati ed a risorse bibliografiche, nonché per l'acquisto di dispositivi digitali, ovvero per l'accesso a piattaforme  digitali,  finalizzati alla ricerca o alla didattica a distanza».

Il paragone con Francia e Germania
A conti fatti, i fondi stanziati e che già hanno trovato una destinazione specifica a favore della filiera del libro in Italia sono, ad oggi, 85 milioni; a cui si aggiungono i 236 milioni a favore delle scuole e i 62 milioni per le università per l’acquisto di prodotti e servizi per l’apprendimento, in gran parte prodotti editoriali ma non solo. Si tratta di cifre ingenti anche messe a confronto con quelle stanziate dagli altri grandi Paesi europei, secondo un database realizzato dai membri della Fep, la Federazione degli editori europei.

In Germania, in particolare, il maxi-fondo da un miliardo per il rilancio dell’imprenditoria culturale, Neustart Kultur, prevede che 30 milioni vengano utilizzati a favore del settore editoriale (ma insieme a gallerie e centri culturali). Di questi, 4 milioni di euro sono stati già destinati alla Fiera di Francoforte per sostenere il programma digitale e la manifestazione in presenza di quest’anno. Precedentemente, sono stati stanziati 100 milioni a favore delle scuole per l’acquisto di materiali didattici e licenze e misure generali di sostengo ai lavoratori che hanno interessato gli operatori del settore culturale e creativo, anche con un accesso facilitato al reddito di base.

Più articolato il panorama francese che ha storicamente nel Centre National du Livre (CNL) il motore di politiche attive a sostegno del libro e della lettura, con una dotazione di circa 30 milioni l’anno, indipendentemente da situazioni di crisi. In aggiunta all’intervento ordinario, il ministro della Cultura ha stanziato 22 milioni per tutto il settore delle industrie culturali e creative e il cui impiego è definito in coordinamento con le autorità locali. Di questi, 5 milioni hanno costituito il fondo di emergenza del CNL, poi cresciuto fino a 6,35 grazie al contributo delle società di gestione collettiva dei diritti francesi. Una prima tranche del fondo è stata destinata dal CNL al sostegno degli autori (un milione di euro, poi diventati due), delle librerie con testi in lingua francese all’estero (500.000 euro) e delle piccole case editrici più fragili, con fatturato annuo massimo di 500.000 euro (850.000 euro, con un assegno massimo di 10.000 euro per azienda). Inoltre, i pagamenti dei prestiti garantiti dal CNL a editori e librerie sono stati sospesi e le aziende che devono pagare i diritti alla società di gestione collettiva possono fare affidamento a prestiti garantiti dallo Stato.

Successivamente il governo ha approvato ulteriori fondi per il settore editoriale, la cui gestione è affidata al CNL in collaborazione con la Direzione regionale degli affari culturali (DARC):  5 milioni di euro sono destinati al sostegno delle case editrici più grandi, con fatturato annuo compreso tra i 100.000 e i 10 milioni di euro; 25 milioni vanno alle librerie indipendenti in difficoltà, e altri 12 milioni sempre alle librerie (distribuiti tra 2020 e 2021) a sostegno degli investimenti per l’ammodernamento dei negozi fisici, l’equipaggiamento informatico e per i servizi di e-commerce.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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