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Editori

Creatività, marketing digitale e IA: dove va l'editoria secondo l'indagine del Salone del libro e dell'Università Cattolica

di Redazione notizia del 11 febbraio 2026

Sono stati pubblicati i dati dell’indagine Mappa delle professioni in editoria, curata dai Master in Editoria dell’Università Cattolica e l’Alta scuola in Media Comunicazione e Spettacolo per il Salone internazionale del libro di Torino, che analizza lo stato attuale del lavoro nell’editoria libraria e individua le principali linee di tendenza, concentrandosi su modalità di lavoro, sistemi di recruiting, competenze e soft skill maggiormente richieste. Uno strumento di orientamento per chi cerca lavoro, per chi opera già nel settore, per le imprese e per le istituzioni formative.

Il questionario per la seconda edizione della ricerca, curata da Paola Di Giampaolo e Nicoletta Vittadini, è stato sottoposto agli espositori 2024 e 2025 del Salone del libro, a cui si è aggiunto l’invito alla compilazione alle aziende del settore attraverso associazioni di categoria, reti promozionali e canali web. Al sondaggio hanno risposto oltre 500 aziende editoriali, in prevalenza case editrici che coprono tutti i macro settori editoriali, ma anche service editoriali di progettazione, produzione, comunicazione online e offline, agenzie letterarie, reti promozionali e distributive, catene di librerie e store online.

Composizione delle aziende e gestione del lavoro
Delle 512 aziende partecipanti alla ricerca, il 71% ha meno di 10 dipendenti: in particolare, il 23% ha fino a 3 dipendenti, il 16% fino a 9. Il 19% ha tra i 10 e i 49 dipendenti; il 7% tra 50 e 250; il 4% più di 250. Benché, nel complesso, prevalgano le figure professionali interne agli organici delle aziende, è frequente il ricordo a collaboratori e collaboratrici esterni o service a cui affidare parte del lavoro. Sono prevalentemente interni alle imprese editoriali il management di tutte le aree, la gestione dei diritti, l’attività commerciale; la gestione comunicazione e marketing, la segreteria e le funzioni amministrative. Sono affidate spesso a collaboratori e collaboratrici esterni le professioni editoriali e redazionali più tecniche – editor, correzione di bozze, traduzione, illustrazione, grafica – e le attività di comunicazione come social media management e ufficio stampa. Inoltre, a società esterne vengono affidate soprattutto le attività di agenti, promotori e scout, di supporto alla produzione e l’area dell’IT.
L'indagine mostra che è elevata la presenza femminile in tutte le categorie di aziende: le donne ricoprono ruoli apicali o di coordinamento in oltre il 70% delle imprese editoriali, senza differenze significative tra piccole e grandi aziende. Lo smart working è molto frequente: viene adottato dall’85% delle imprese.

Il recruiting si conferma prevalentemente informale e basato sul networking: oltre il 50% delle selezioni di nuovo personale avviene tramite autocandidature, contatti pregressi e passaparola; i master universitari svolgono un ruolo centrale soprattutto per le grandi e medie imprese, rispettivamente nel 78% e nel 62% dei casi, mentre cresce il ricorso ai social network professionali, utilizzati dal 25% delle aziende.

Competenze strategiche e sfide del futuro
Dai risultati dell’indagine emerge un settore in evoluzione, in cui la creatività si conferma la soft skill più strategica per i professionisti e le professioniste dell’editoria secondo il 67% delle aziende, indipendentemente dal ruolo svolto, seguita dalla visione d’insieme (65%) e dalla capacità di lavorare in team (51%).
Le aziende segnalano come aree strategiche per i prossimi anni soprattutto il marketing e il marketing digitale – il 68% –, commerciale e vendite (53%), comunicazione ed eventi (44%). Il calo la considerazione della redazione come area strategica, ora segnata dal 16% rispetto al 19% di due anni fa. Il 62% delle imprese editoriali che hanno risposto, segnalano da potenziare la capacità di ideare progetti editoriali innovativi, in grado di intercettare i nuovi gusti, mentre il 52% indica lo sviluppo di nuovi canali di vendita e il 47% la gestione di strategie innovative di marketing digitale. 
Infine, l’82% delle imprese editoriali prevede l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale come supporto alle attività nei prossimi tre anni, con un approccio graduale e selettivo. Le aree più impattate saranno quelle di produzione – scrittura e traduzione – e analisi di mercato.

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