Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Mercato

Voce del verbo «resistenza»: il libro in Ucraina nel secondo anno di guerra

di Iryna Baturevych notizia del 19 febbraio 2024

Negli eventi internazionali e nelle conversazioni private, agli editori ucraini viene posta più o meno sempre una domanda: come fate a continuare a lavorare durante la guerra? L'apertura di decine di nuove librerie, la nascita di nuovi festival, l'uscita di migliaia di nuovi titoli e gli sforzi senza precedenti per riconquistare i lettori: sono storie di resilienza o di disperazione? Riassumiamo i risultati e cerchiamo di capire cos’è successo nel mondo del libro ucraino nel 2023.

 
Seicento biblioteche distrutte, cinquanta nuove librerie
Come conseguenza dell'invasione russa subita dal territorio ucraino, 1.605 infrastrutture culturali sono state danneggiate o distrutte, tra cui più di 600 biblioteche. Nuove librerie però hanno continuato ad aprire in questi anni: 50, in particolare, quelle che hanno cominciato la loro attività nel 2023, portando a circa 450 il numero di librerie nel Paese.
La catena Ye ha inaugurato 22 nuovpunti vendita nell’anno da poco concluso, diventando – con 56 negozi – la più grande dell’Ucraina. In precedenza, il primato era del gruppo KSD che ha avuto fino a 70 librerie nel Paese: adesso ne rimangono 46, di cui otto aperte nel 2023.
I gruppi editoriali e le case editrici – che prima erano meno focalizzate sulle vendite b2c – stanno sempre più sviluppando le proprie reti, come Vivat con le sue sette librerie, o Old Lion che al momento ha otto librerie-caffè.
«L’apertura di nuove librerie amplia il mercato piuttosto che semplicemente redistribuirlo, attirando più persone verso la lettura» ha osservato Viktor Kruhlov, responsabile di una delle maggiori case editrici ucraine, la Ranok corporation.
L’aumento delle librerie, segnatamente indipendenti, sta riguardando soprattutto la capitale Kiev, mentre l'apertura di librerie al di fuori delle grandi città avviene principalmente grazie agli sforzi delle grandi catene.
L’insegna indipendente Sense, aperta nel 2021, ha annunciato l’inaugurazione di un secondo punto vendita da 1500 metri quadrati sulla Khreshchatyk, la strada più importante di Kiev: sarà la libreria più grande della capitale. Gli investimenti, dichiara la proprietà, ammontano a 1 milione di euro, l’apertura è prevista entro la fine del mese.
È fondamentale sottolineare che le nuove aperture non sono sostenute da alcuna sovvenzione statale. Attualmente, nonostante l'esistenza di una legge a sostegno delle librerie, non esiste alcuno stanziamento in bilancio per la sua attuazione.

 

Gli editori e le fiere: cercando di ripristinare la «normalità»
Nel 2023, la casa editrice Ranok ha raggiunto l'85% delle performance anteguerra in termini di titoli pubblicati e tirature realizzate (nel 2021 erano stati 595 i titoli pubblicati, con una tiratura totale di quasi 5 milioni di copie). Vivat nel 2023 ha pubblicato 222 nuovi titoli, un numero approssimativamente in linea con le cifre dell'anno precedente. La casa editrice Old Lion riporta un aumento del 10-15% rispetto al 2022 (110 nuovi titoli pubblicati).
Molti altri editori si sono parzialmente avvicinati ai volumi anteguerrari stampando titoli di catalogo, una delle ragioni di questa scelta è la necessità di riempire le nicchie d’offerta lasciate vacanti dal blocco dei titoli in russo sul mercato ucraino.
La direttrice dell'Istituto del libro ucraino, Oleksandra Koval, osserva che nel 2023 sono state pubblicate oltre 130 traduzioni di libri ucraini in lingue straniere: nel 2022 si era raggiunta la cifra record di 230 contratti conclusi. La casa editrice Old Lion ha ceduto nel 2023 i diritti di traduzione relativi a 77 libri di autori ucraini in 29 Paesi. Ranok parla di 59 accordi conclusi, in calo rispetto ai 78 del 2022.
Per quanto riguarda gli eventi del libro, il festival internazionale Book Arsenal, pur essendosi tenuto nel 2023 in forma limitata, ha stimolato la rinascita di altri importanti eventi letterari. Negli ultimi sei mesi si sono svolti numerosi festival e fiere, non solo nella parte occidentale del Paese – come il BookForum di Lviv o il festival letterario Тranslatorium – ma anche nel sud, come il Meridian Odesa Festival. E ne sono nati di nuovi, tra cui il Kyiv Book Fest, che ha attirato 25.000 partecipanti in tre giorni, e il Kyiv Book Weekend.
 


La legge che vieta l’importazione dei libri russi
Abbiamo chiesto ai principali editori ucraini quale sia stato l'evento che ha avuto l'impatto più significativo sulla loro attività editoriale nell'ultimo anno (escludendo la guerra) e, all'unanimità, hanno indicato la firma del presidente Volodymyr Zelenskyy alla legge che vieta l'importazione e la distribuzione di libri russi e bielorussi nel Paese.
Gli editori ucraini riconoscono poi l’impegno delle forze armate – lo fanno anche sui social media, nei discorsi pubblici e persino sulle copertine dei libri – perché la loro resistenza consente all’industria del libro di continuare il proprio lavoro.
Conseguenza del divieto di vendita dei libri russi in Ucraina è anche l’apertura di 19 nuove case editrici nel Paese. D’altronde, la percentuale dei lettori che leggono solo in lingua ucraina è salita al 54% nel 2023 (era il 28% nel 2018) .Tra le 19 case editrici di nuova apertura, Kitap Qalesi Publishing è specializzata in letteratura in lingua tatara di Crimea.

 

Le sfide quotidiane
L’imprevedibilità. La guerra non favorisce la stabilità e ogni giorno è un insieme di sfide tra cui è difficile prioritizzare. In questo momento, la sfida più urgente è «trovare una buona connessione Internet» afferma Anton Martynov, fondatore della casa editrice Laboratory, riferendosi all'attacco degli hacker russi ai danni dell’operatore mobile ucraino Kyivstar.
Traduttori e traduzioni. Vivat considera il reperimento di traduttori professionisti come la sfida più grande: «Per la prima volta nel mercato editoriale ucraino si è creata una situazione di competizione per l’accesso ai traduttori migliori». Senza considerare che l'acquisizione di diritti di traduzione è diventata più complicata a causa delle restrizioni sui pagamenti per servizi e beni non classificati come importazioni fondamentali.
La complessità come norma. Assumere personale per la libreria o per la casa editrice, «fare la fila» per i traduttori, pubblicare un libro in tempo gestendo le code in tipografia e persino acquisire i diritti di un manoscritto di un autore ucraino: tutto è complicato dal conflitto, rendendo la prassi del lavoro editoriale il principale tra i problemi che l’industria ucraina di settore deve affrontare.
Il prezzo che paghiamo quotidianamente per il privilegio di esistere, scrivere e pubblicare è incommensurabile. Allo stesso tempo, questo stesso «privilegio» ci impedisce di fare un passo indietro, obbligandoci a lavorare con maggiore dedizione, attività ed efficienza.

L'autore: Iryna Baturevych

Osservatrice dei mercati editoriali e cofondatrice di Chytomo, principale rivista web indipendente a parlare di editoria e processi culturali contemporanei in Ucraina. Scrive dal 2009 e i suoi articoli sono stati pubblicati dai maggiori media ucraini e da varie testate professionali statunitensi.

Guarda tutti gli articoli scritti da Iryna Baturevych

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.