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Mercato

La classifica 2016 dei maggiori gruppi editoriali del mondo: sono tre gli editori italiani presenti

di Antonio Lolli notizia del 29 agosto 2016

Attenzione, controllare i dati.

Nessuna novità per le prime cinque posizioni dell’edizione 2016 della classifica dei maggiori editori a livello globale promossa per il decimo anno da «Publishers Weekly» e «Livres Hebdo», riferita ai risultati ottenuti nel 2015. 
Pearson infatti si conferma essere l’editore più importante, nonostante un forte calo del fatturato (6,625 miliardi di dollari nel 2015, contro i 7,072 miliardi del 2014). E non è l’unico gruppo ad aver registrato un segno negativo: più della metà delle realtà editoriali presenti in classifica hanno avuto un calo di fatturato nel 2015.
Seguono Thomson Reuters, RELX Group, Wolters Kluwer e al quinto posto Penguin Random House, che anche quest’anno si conferma essere il più grande editore trade con un fatturato di 4,056 miliardi di dollari.

Il primo italiano in classifica è il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol al 33° posto, in salita rispetto al 35° posto dell’anno scorso, con un giro d’affari di 502 milioni di dollari (contro i 460 milioni del 2014). Un gradino più in basso troviamo De Agostini Editore, con un fatturato di 483 milioni di dollari. La notevole differenza rispetto al risultato dell’anno scorso (1,367 miliardi di dollari) è dovuta soprattutto al fatto che in questa edizione sono stati considerati solamente i ricavi derivanti dalla vendita di libri. Il terzo italiano presente è Mondadori Libri in 39° posizione, con un fatturato nel 2015 pari a 350 milioni di dollari, in calo rispetto ai 410 milioni dell’anno precedente. È importante sottolineare che questa classifica non tiene conto dell’acquisto di RCS Libri (divenuta Rizzoli Libri Spa) avvenuta ad aprile di quest’anno.

Una delle fusioni più importanti del 2015 è stata probabilmente quella che ha interessato Macmillan Science & Education e Springer Science & Business Media. Questa fusione, completata a maggio 2015, ha determinato la nascita di una nuova società denominata Springer Nature, controllata al 53% da Holtzbrinck, casa madre di Macmillan Science & Education. Gli effetti si vedono chiaramente in classifica: il fatturato di Holtzbrinck si è ridotto di 769 milioni di dollari – da 2 miliardi di dollari nel 2014 a 1,231 miliardi nel 2015 – che ha fatto scendere il gruppo di 9 posizioni in classifica (dal 10° al 19° posto). Springer Nature invece nel 2015 ha registrato un aumento di fatturato di 438 milioni di dollari rispetto a quello ottenuto da Springer Science & Business Media l’anno precedente (da 1,167 miliardi di dollari nel 2014 a 1,605 miliardi nel 2015). Questa performance ha portato il gruppo al 15° posto, in salita di cinque posizioni rispetto alla classifica dell'anno scorso.
Il gruppo editoriale più importante con base negli Stati Uniti è McGraw-Hill Education, stabile in nona posizione, che ha registrato un leggero calo di fatturato (da 1,855 miliardi di dollari nel 2014 a 1,835 miliardi nel 2015) e che sta attraversando una fase di riposizionamento finanziario.
La crisi del mercato brasiliano emerge chiaramente in questa classifica: nessun editore del Paese ha raggiunto il livello minimo di fatturato (175 milioni di dollari) per poter essere inserito. E questo nonostante l’acquisto di Saraiva (alla 54° posizione nella classifica dello scorso anno) da parte di Abril Educação (nel 2015 presente al 56° posto).

Come per gli anni passati vale la pena ricordare che il perimetro di ciò che entra nella definizione di fatturato editoriale per gli autori della classifica non è sempre ben definito e quindi in alcuni casi è possibile che nel conto entrino anche i fatturati di business alternativi, che finiscono per rendere l'ordine di questa classifica molto diverso dalle abituali quote di mercato trade.

La classifica completa è disponibile sul sito di «Publishers Weekly».

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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