Nel 2015 il numero di diritti di edizione venduti all’estero dagli editori tedeschi è aumentato del 16,7%. Secondo i dati della Börsenverein des Deutschen Buchhandels, si è passati infatti dalle 6.443 licenze del 2014 alle 7.521 del 2015. Una crescita importante, se consideriamo che era dal 2010 che non si vedevano segni positivi nel settore.
I più venduti sono i titoli per bambini e ragazzi, che rappresentano il 35,6% del totale (2.677 licenze), seguiti da quelli di narrativa, con il 16,4% (1.236 licenze vendute).
Una crescita aiutata anche dagli stretti rapporti commerciali con il mercato cinese. È la Cina infatti il Paese che ha acquistato più licenze di traduzione di titoli tedeschi: 1.514 nel 2015, contro le 983 del 2014, arrivando così a rappresentare da sola il 15,3% del mercato totale delle licenze. In aumento anche le vendite verso i Paesi di lingua inglese, che costituiscono il 7% del totale (574 licenze acquistate nel 2015, contro le 450 del 2014) e in leggero rialzo quelle verso i Paesi di lingua spagnola, che rappresentano il 6% del totale (439 licenze nel 2015, contro le 426 del 2014). Dal punto di vista del numero di licenze vendute, seguono la Francia (5,7% del totale), la Russia (5,3%), la Polonia (5,0%), l’Italia (4,5%), la Corea (4,3%), la Repubblica Ceca (4,3%) e la Turchia (4,1%).



Se consideriamo invece il numero di diritti di edizione che gli editori tedeschi acquistano dall’estero, lo scenario cambia radicalmente. Continua infatti il segno negativo iniziato nel 2013: 9.454 titoli tradotti nel 2015, contro i 9.962 del 2014 e i 10.731 del 2013. Un calo che interessa in particolare la narrativa con 5.400 titoli tradotti nel 2015 e 5.847 nel 2014.
L’inglese si conferma essere la lingua più tradotta in tedesco. Il 65,5% dei titoli che gli editori tedeschi hanno tradotto nel 2015 sono infatti opere originali in lingua inglese, seguito dal francese (10,1% del totale dei titoli), e dal giapponese (2,8% del totale). L’italiano si trova al quarto posto, con un numero di titoli tradotti che rappresenta il 2,8% del totale, a pari merito con la lingua svedese.
Nonostante questo calo, però, l’editoria tedesca compra ancora più diritti di quanti ne venda, un aspetto che permette di creare un’analogia con quello che avviene nel nostro Paese. Anche l’editoria italiana inoltre ha visto un aumento a due cifre del numero di diritti venduti all’estero nel 2015: +11,7% rispetto al 2014 [Fonte: Mercanti di storie. Rapporto sull’import/export di diritti 2016, Ediser, 2016].

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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