I dati presenti in questo articolo sono da considerarsi parziali. I dati definitivi sono presenti nell'articolo pubblicato il 1° settembre 2017 a questo link.

Dopo un 2015 caratterizzato complessivamente da un +0,6% per il mercato del libro, il 2016 sarà ricordato come un anno di sostanziale stabilità per le vendite di libri in Francia. Secondo i dati pubblicati da «Livres Hebdo» infatti l’anno scorso le vendite (esclusi i testi scolastici) hanno registrato un +0% a valore rispetto al 2015. Se si considerano le vendite mese per mese però si può osservare un andamento piuttosto altalenante: dopo un gennaio in negativo (-3,0%), le vendite hanno registrato una crescita a febbraio (+1,0%), marzo (+2,0%) e aprile (+4,0%), per poi calare nei sei mesi successivi (-5,0% a maggio, -0,5% a giugno, -5,0% a luglio, -0,5% ad agosto, settembre e ottobre). Soltanto a novembre, grazie soprattutto al boom di Harry Potter e la maledizione dell’erede, le vendite hanno ritrovato il segno più (+4,5%) che si è mantenuto anche a dicembre (+1,0%).

Tre sono le categorie che hanno registrato risultati positivi nel 2016: i libri per bambini e ragazzi, con un +4,5% – che confermano il loro successo in quasi tutti i Paesi, dagli Stati Uniti alla Norvegia, fino alla Russia – i tascabili e i titoli di saggistica, entrambi con un +1,5%.
In quest’ultimo caso, le vendite sono state influenzate, da una parte, dalla grande attenzione mediatica suscitata dalle primarie del centrodestra, che ha portato alla pubblicazione di una serie di libri a contenuto politico, tra cui La France pour la vie dell’ex Presidente Nicolas Sarkozy, e dall’altra dal contributo di alcuni long seller come L’intestino felice di Giulia Enders e Calmo e attento come una ranocchia di Eline Snel.

Dal punto di vista dei canali di vendita, il 2016 ha segnato il calo significativo, pari a -5,3%, delle vendite di libri in supermercati e ipermercati e la diminuzione sia delle librerie di primo livello – ovvero quei punti vendita ritenuti strategici dal Centro per il libro francese per giro d’affari e capacità di diffusione del libro – che di quelle di secondo livello, pari rispettivamente a -0,7% e -1,5%. Solo le «grandi superfici culturali specializzate», come per esempio la FNAC, hanno registrato un aumento delle vendite, pari al 2,6%, grazie in particolare al continuo sviluppo delle vendite on line.

Il libro più venduto dell’anno è stato il best seller globale Harry Potter e la maledizione dell'erede, che ha venduto complessivamente più di un milione di copie (circa 852 mila copie della traduzione in francese Harry Potter et l’enfant mauditpubblicata da Gallimard e 152 mila copie della versione originale inglese).
I dati rilevati da Gfk mettono in evidenza come che 33 delle prime 50 posizioni della classifica dei best seller dell’anno siano occupate da titoli di narrativa. Basta infatti scendere al secondo e al terzo posto per incontrare due romanzi, entrambi di Guillaume Musso: L’instant présent con 632.800 copie vendute e La Fille de Brooklyn con 545.200 copie.

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli