Il tuo browser non supporta JavaScript!
Mercato

È nata Adali, l’Associazione degli agenti letterari italiani

di Antonio Lolli notizia del 14 maggio 2020

Attenzione, controllare i dati.

In questo momento così difficile per il nostro intero tessuto economico e produttivo, la filiera editoriale conferma la sua voglia di guardare con progettualità al futuro anche con la nascita di una nuova associazione di categoria. Lo scorso 7 aprile – in piena emergenza Covid-19 – è stata costituita Adali, l’Associazione degli agenti letterari italiani, che diventa così il primo organo di rappresentanza delle agenzie letterarie attive nel nostro Paese. Sono 37 i soci fondatori dell’Associazione, il cui consiglio direttivo è costituito dalla presidente Maria Gabriella Ambrosioni, da Roberta Oliva (in qualità di segretario), da Alessandra Mele, Loredana Rotundo e Anna Spadolini.

La nascita di un’associazione che riunisse gli agenti letterari italiani era nell’aria già da diverso tempo. «Adali è nata dopo quasi due anni di incontri e confronti continui tra agenzie – ci racconta Maria Gabriella Ambrosioni –. Si sentiva forte l’esigenza di creare un’associazione di settore, sul modello di quelle degli editori e dei librai. E la pandemia ha sicuramente accelerato i tempi per la sua costituzione. Si è avvertita infatti la necessità di essere presenti come categoria al tavolo di confronto sulla crisi che l’editoria sta attraversando».



Com’è organizzata l’Associazione?

È un’associazione di professionisti che punta tutto sull’affidabilità. I requisiti principali per associarsi sono quelli di rappresentare autori, illustratori e case editrici, di operare nel mercato da almeno due anni, di aver residenza fiscale in Italia o, nel caso di residenza all’estero, di avere un portafoglio costituito per almeno il 50 per cento da autori italiani.
Adali si presenta come un nuovo organismo nazionale garante di professionalità e rispetto deontologico nei confronti degli agenti associati e dei loro clienti. A tal fine l’Associazione ha approvato un codice deontologico che regola l’esercizio della professione e i rapporti tra agenti associati, che si impegnano a esercitare la propria professione in modo da proteggere e promuovere la reputazione dell’Associazione stessa e a evitare ogni pratica sleale, nel rispetto degli altri agenti, degli editori e nel miglior interesse dei propri clienti. Adali è un’associazione indipendente di rappresentanza e autogoverno senza scopo di lucro, apolitica e apartitica, regolata dalle norme del Codice Civile e da un proprio Statuto.


E le sue finalità?

Uno dei motivi della nascita di Adali è l’urgenza di rivendicare il ruolo dell’agente: un'importante figura professionale di filtro tra autori ed editori, con le sue regole e le sue «buone pratiche» anche se non esistono titoli o criteri formali abilitanti alla professione.
Tra gli obiettivi vorrei ricordare quello di entrare in contatto con le scuole, le aziende e di collaborare con le piattaforme digitali. Per conquistare lettori e avere un futuro, i 37 agenti vogliono provare a collaborare e a lavorare insieme, non solo tra loro ma anche con le associazioni di categoria degli editori, dei librai e interfacciarsi con tutti i protagonisti della filiera, come gli organizzatori di festival, fiere, rassegne culturali e del libro, riviste culturali e di editoria, biblioteche ecc.


Come abbiamo già sottolineato, l’emergenza Covid-19 ha colpito duramente l’intero settore editoriale. Qual è la situazione degli agenti letterari?

Sì, l’emergenza Covid-19 ha colpito tutto il mondo del libro e l’incertezza su quello che potrà essere il nostro futuro da qui a due anni rende il nostro lavoro ancora più difficile. La sospensione di festival, fiere e rassegne – e comunque di ogni tipo di assembramento – rende ancora più fragile la promozione dei libri e quindi il valore che a essi viene attribuito. Se parte del nostro lavoro è stato incentrato nella scoperta di esordienti o nel rilancio di autori non solidamente affermati, da adesso in poi questi autori avranno meno probabilità di accedere a una pubblicazione. Il rischio inoltre che alcuni editori indipendenti non reggano l’onda d’urto di questo momento, a nostro avviso è qualcosa di molto grave. La piccola e media editoria da sempre ha un ruolo straordinario di diffusione culturale non omologata, quindi è una garanzia per il Paese intero di molteplicità dell’offerta culturale. Di conseguenza noi agenti, e con noi gli autori, ne saremo fortemente danneggiati, ma è il mercato stesso del libro che sarà impoverito perché perderà la possibilità di avere un pluralismo di autori. Ci auguriamo di poter interfacciarci presto con tutte le categorie della filiera del libro per avviare nuove strategie di difesa del libro e della lettura.


Come prevede evolverà lo scenario nei prossimi mesi?

In questo momento non siamo ancora in grado di prevedere. Vedremo come andranno le vendite dei primi libri che usciranno in libreria dalla metà di maggio in poi e verso l’autunno forse riusciremo ad avere una visione più chiara. Certamente dovremo allargare il nostro orizzonte e lavorare sugli anni 2021 e 2022. Crediamo che questo sia il momento per attuare nuove sinergie e sfruttare quel poco di positivo che oggi abbiamo. Quasi tutti i cittadini sono stati costretti a stare a casa molto più tempo di prima e questo ha cambiato alcune abitudini di acquisto e di fruizione. Perché allora, tra le altre opportunità, non cogliere l’occasione per incentivare il mercato digitale che in questi mesi ha registrato un incremento notevole? Poterlo fare sostenendo anche la pubblicazione tradizionale in carta, magari pensando a formule di acquisto congiunte potrebbe essere una strada interessante. Insomma, cerchiamo di stimolare i lettori, gli abituali ma anche quelli nuovi, con promozioni accattivanti e un’interazione maggiore con loro, siano essi forti o deboli. Forse questo è il momento per allargare il target dei lettori ma dobbiamo farlo in modo nuovo e ci auguriamo di poter presto sederci ai tavoli con tutte le altre realtà per affrontare questa sfida nuovissima e urgente.

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.