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Librerie

Pottermore continua a crescere (anche se c’è chi dice il contrario)

di C. Pelizzoli notizia del 20 gennaio 2016

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Il fenomeno Potter non sembra perdere forza con il passare degli anni, anzi: ogni notizia che riguarda il mondo magico di J.K. Rowling – con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda l’economia «babbana» – è in grado di richiamare l’attenzione dei media. In questi ultimi giorni l’argomento che più incuriosisce i media e chi si interessa dell’ambito editoriale è l’andamento di Pottermore, digital company di proprietà della stessa Rowling, che (oltre al sito, di cui abbiamo già parlato estensivamente) gestisce gli e-book dell’autrice, che detiene i diritti digitali delle proprie opere.
Negli ultimi giorni, a partire da un articolo sul’«Edinburgh Evening News», è circolata la notizia che la società fosse in perdita, con ricavi diminuiti di più del 300% (da 31,8 milioni di sterline a 7 milioni), tanto da essere costretta anche a licenziare dei dipendenti. La causa sarebbe stata in particolare la fine dell’accordo con Sony, che solo l’anno scorso – sempre secondo quanto riportato dal giornale scozzese – avrebbe fruttato 24 milioni di sterline in royalties.
Eppure dai soggetti interessati arrivano considerazioni di segno opposto. Sia «Edinbugh Evening News» che «Publishers Weekly» riportano le parole di Rebecca Salt, addetto stampa dell’autrice, che descrive Pottermore come una realtà «sana e redditizia». Inoltre ha dichiarato che dicembre è stato «un mese da record per la vendita di e-book e audiolibri», anche grazie agli accordi presi con gli altri rivenditori on line. Questo autunno, infatti, J.K. Rowling e la società hanno deciso di non mantenere più l’esclusiva sulla vendita dei libri in formato digitale, andando a formare delle partnership con, tra gli altri, Amazon, Apple e Barnes & Noble: il risultato, secondo le dichiarazioni rilasciate dal sito, sarebbe un volume di vendite nel solo mese di dicembre superiore a quello dei dodici mesi precedenti.
Il mondo magico della Rowling, dunque, sembrerebbe più che florido, e non soltanto per quanto riguarda il digitale: «The Bookseller» ha recentemente scritto che la serie – grazie alle edizioni ricopertinate di tutti i romanzi e a quella illustrata da Jim Kay di Harry Potter e la pietra filosofale – proprio nell’ultimo mese è tornata, per quanto riguarda le copie cartacee, ai numeri di vendita del 2007 (ovvero l’anno di pubblicazione dell’ultimo libro della serie, Harry Potter e i doni della morte).

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