
Con
più di duecento chiusure dal 2009, anche le
librerie indipendenti inglesi non se la passano bene: soltanto 1.094 sono operative oggi. A sostenerle e promuoverle, come da cinque anni a questa parte, c’è la Independent Booksellers Week, che si è celebrata dal 30 giugno al 7 luglio scorso.
Diverse sono state le iniziative: dal festival degli scrittori di gialli presso la Goldsboro Books di Londra, alle apparizioni degli autori di bestseller Ian Rankin, Susan Hill e Joanne Harris.
Circa 300 librerie in tutto il territorio hanno partecipato all’iniziativa, che ha visto anche la creazione di una propria colonna sonora (
A Shop with Books in del gruppo The Bookshop Band).
Nella settimana precedente la IBW, le vendite sono cresciute del 10% trainate soprattutto dal «felice incidente» (così è stato definito da Neill Danny, editor-in-chief di «The Bookseller») di
Fifty Shades of Grey, certamente
un libro mass market ma che detiene il podio (letteralmente: la trilogia occupa il primo, secondo e terzo posto della classifica) anche nelle vendite delle librerie indipendenti. Un buon riscaldamento iniziale, dunque, per gli acquisti durante la IBW.
I problemi, tuttavia, rimangono. L’evento, prima di tutto, ha un potenziale ancora tutto da sfruttare che risiede nella
nuova ondata di simpatia presso il pubblico acquirente verso i negozi indipendenti, di comunità, a scapito delle grandi catene nazionali. Inoltre, perché oltre 800 piccoli librai non hanno partecipato? Questioni che andranno risolte per l’edizione del 2013.
Un’indagine pubblicata durante la settimana ha messo in evidenza alcuni punti di forza che potrebbero essere adottati dagli indipendenti: è stato calcolato, infatti, che
nel 2011 i negozi con caffetteria hanno visto una crescita nelle vendite del 3%, mentre quelli che non ne erano provvisti hanno subito un calo del 5,2%. Togliendo le percentuali apportate dal non-book, i dati riportano un aumento del 2% e una perdita del 4% rispettivamente. Un altro dato interessante:
l’ondata di chiusure degli ultimi tre anni non ha travolto nemmeno una libreria per bambini. Segno che, quando si tratta dei propri figli, il consiglio del libraio è sempre un valore aggiunto irrinunciabile.