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Librerie

La resilienza delle catene nel 2020 della pandemia

di Redazione notizia del 19 aprile 2021

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Le superfici e i format diversi raccolti sotto le insegne delle librerie di catena hanno reagito in maniera eterogenea all’emergenza sanitaria e alle sue conseguenze, ma la formula della resilienza è stata spesso trovata nella commistione tra canali fisici e digitali. Indispensabile la professionalità di libraie e librai, che hanno coltivato e ricalibrato con costanza la relazione con il lettore.




Mondadori Retail
Carmine Perna, amministratore delegato

Il 2020 per il network di librerie Mondadori Store è stato in linea con l'andamento del mercato di riferimento: da un lato, un canale online in crescita a doppia cifra; dall'altro una rete fisica in recupero dopo aver registrato maggiori difficoltà nella prima parte dell’anno. Per quanto riguarda il retail digitale, la nostra performance è stata superiore alla media del comparto e anche il trend delle nostre librerie è stato nel complesso leggermente migliore rispetto alla media delle librerie indipendenti e di catena.Se guardiamo più nel dettaglio l’andamento del nostro network di oltre 500 librerie, nei mesi post lockdown abbiamo registrato un recupero importante: c’è una domanda forte di libri che si è riversata sui canali fisici appena è stato possibile. Anche i primi dati del 2021 confermano il trend. Per quanto riguarda il 2020, hanno sofferto di più le nostre 35 librerie dirette poiché in larga parte situate nelle grandi città delle regioni più colpite dalle restrizioni. Al contrario, i punti vendita Mondadori Bookstore in franchising hanno avuto un risultato anche migliore di quello del 2019: spesso sono librerie di quartiere, nei centri storici dei piccoli e medi centri urbani. Inoltre i nostri Mondadori Point hanno sicuramente beneficiato dell’attrattore dell’edicola. Il formato più penalizzato è stato il Megastore, perché è concentrato nelle grandi città e perché la loro offerta prevede la vendita di prodotti extra book, a lungo impedita dai DPCM.
Già nel 2019 Mondadori Retail aveva individuato delle linee guida per adeguare i propri canali di vendita all'evoluzione del mercato e delle abitudini di acquisto e la pandemia ha giocato un ruolo di acceleratore. Puntiamo sulle librerie più piccole della provincia italiana: punti vendita capaci di offrire un servizio arricchito da servizi digitali e con consegne a domicilio in una logica multicanale, perché si arriva ai libri attraverso diverse porte, ovvero leggendone sui social network, visitando una libreria, effettuando ordini sul sito mondadoristore.it o preordini telefonici.
Nelle nuove aperture puntiamo a superfici mediamente più piccole rispetto al passato, tra i 200 e i 400 metri quadrati o poco di più: non è più tempo di megastore da 5-6 mila metri quadrati. 
E poi diventa fondamentale la «personalizzazione» dell’offerta dei singoli negozi: il libraio deve essere messo nelle condizioni di scegliere sempre più liberamente come modulare la propria proposta editoriale e questo è stato reso possibile anche grazie all’importante riorganizzazione dei magazzini e dei nostri servizi di logistica e distribuzione. Offriamo massima libertà anche nell'arredo della libreria: abbiamo store collocati in edifici storici che hanno ovviamente necessità particolari, o addirittura in un caso in una vecchia chiesa sconsacrata Mi ha colpito molto vedere quanto i nostri librai conoscano in profondità i bisogni culturali della comunità in cui operano, ed è un valore che va difeso.




Librerie.coop
Nicoletta Bencivenni, presidente

Il 2020 è stato un anno caratterizzato da luci e ombre. Gli evidenti svantaggi sono stati affiancati da opportunità di sviluppo e innovazione che non avevamo preventivato. Il lockdown ha rappresentato per noi, che siamo una piccola catena indipendente, una forte spinta a incrementare i servizi e la relazione, anche online, con i lettori. Dopo la positiva esperienza dei Libri di asporto, Librerie.coop si è dotata di un vero e proprio canale di vendita e servizio online, con consegne a domicilio in tutta Italia, anche dove non è presente la nostra insegna.
Per quanto riguarda i negozi fisici, abbiamo continuato a investire e qualificare la nostra rete con l’acquisizione della storica libreria All’Arco di Reggio Emilia e il trasferimento, in pieno centro città, della libreria di Piombino. Se le librerie dei centri storici hanno risentito della mancanza dei turisti e degli studenti universitari, quelle nei centri commerciali hanno registrato una positiva risposta dei clienti abituali che, sfruttando i giorni di apertura, hanno ricominciato a frequentare i punti vendita incrementando gli acquisti.
Nella seconda parte dell’anno ha certamente giovato il fondo emergenze previsto dal Decreto Rilancio destinato al sostegno del libro attraverso la fornitura alle biblioteche. Così come la nostra presenza all’interno della Gdo, che ha peraltro garantito un servizio ai lettori in aree dove non sono presenti librerie tradizionali. La crescita delle vendite di e-book completa un anno complicato ma anche portatore di segnali positivi che generano fiducia nel futuro dei libri e dell’editoria.
A quasi 15 anni dalla nascita la nostra visione resta quella di sviluppare una catena di librerie dalla forte identità sociale. Non solo spazi di vendita ma anche e soprattutto luoghi di incontro, di riferimento e di stimolo culturale. L’ambizione resta ancora oggi quella di divulgare cultura, di dare opportunità alle persone e alle comunità. Due sono stati gli ingredienti fondamentali di questa crescita, che riteniamo continuino a rappresentare la nostra strategia: qualità dell’offerta e competenza dei librai. Il periodo successivo al lockdown, in particolare, ha fatto riscoprire il valore delle relazioni umane, ed è su questo aspetto che credo le catene debbano continuare a puntare, offrendo librerie fisiche sempre più leggibili e librai capaci di consigliare e proporre. Non si può prescindere dal digitale ma, almeno per noi,è un servizio integrato al fisico. E di certo non sostituivo.




Librerie Feltrinelli
Alberto Rivolta, amministratore delegato

Il 2020 ha rappresentato una sfida inedita. Poteva essere un tracollo, ma la propensione alla lettura degli italiani ha mostrato la propria resilienza, soprattutto in un anno complesso come quello trascorso. A livello di mercato, il canale e-commerce ha registrato delle forti crescite, mentre le librerie fisiche hanno dovuto assistere a una diminuzione degli ingressi e quindi del fatturato.
In Feltrinelli già prima della crisi sanitaria abbiamo intrapreso una strategia omnicanale, volta all’integrazione tra online e rete fisica; questo approccio ci ha consentito di controbilanciare parzialmente le perdite registrate sulle librerie e mitigare gli effetti complessivi del Covid sul risultato del nostro polo retail.
Evidentemente tra le nostre 118 librerie abbiamo potuto assistere a performance molto differenti, dovute interamente al cambiamento dei flussi turistici e di lavoro che la crisi sanitaria ha comportato. In particolare, le librerie presso stazioni, aeroporti e nei centri città hanno registrato cali a doppia cifra mentre abbiamo potuto assistere anche a crescite positive laddove il contesto di appartenenza era di tipo residenziale, sia con librerie di piccole dimensioni che megastore.
Il contesto competitivo che si prospetta per le librerie è molto sfidante, siano esse cosiddette di catena che indipendenti. In prima istanza sarà necessario comprendere quanto perdurerà questa crisi sanitaria e per quanto ancora saremo costretti a vivere con limitazioni rispetto a ciò a cui eravamo abituati prima del 2020.
In secondo luogo, una volta superato il Covid, sarà indispensabile decifrare il lascito di questo periodo, in particolare i cambiamenti di comportamento dei clienti, in termini di preferenze di consumo, rinnovate esigenze personali, tempi e modalità di lavoro.
Non è quindi impensabile poter assistere a operazioni di consolidamento nel nostro settore, a radicali modifiche di presenza territoriale e a una sempre maggior integrazione del canale fisico con l’e-commerce.
In Feltrinelli abbiamo deciso di puntare proprio su quest’ultimo punto, ovvero sull’innovazione, per garantire una relazione ricca e soddisfacente sia in termini culturali che commerciali con il cliente, valorizzando al meglio il ruolo e le competenze dei librai con i servizi e le possibilità messe a disposizione dal digitale.




Librerie Ubik
Tiberio Sarti, amministratore delegato

Ubik ha chiuso il 2020 registrando dati incoraggianti e sta cavalcando bene la nuova propensione dei lettori per le librerie tradizionali e per il libro cartaceo. Abbiamo registrato una contrazione lieve rispetto allo scorso anno ed è davvero inaspettato considerato il contesto attuale. Interessante anche il dato dello sviluppo: 15 nuove aperture in un anno a dir poco difficile per le attività commerciali, arrivando a 106 librerie in tutta Italia. Bene anche la tenuta delle librerie esistenti. Tutte hanno fruito delle moratorie sul credito e degli ammortizzatori dei decreti governativi, riuscendo così a superare la fase più critica.
La vera arma vincente durante il lockdown sono stati però i librai che non si sono persi d’animo e hanno reagito reinventandosi per continuare a essere operativi anche a porte chiuse. Tutti hanno offerto il servizio di consegna a domicilio dei libri. Il dialogo tra lettori e librai è stato possibile anche grazie alla nostra app, IO Lettore, al tempo stesso e-commerce e social letterario, che negli ultimi mesi ha triplicato gli utenti e si è definitivamente affermata come canale di vendita.
Non si sono fermati nemmeno gli eventi: il format Connessioni – che mette in contatto autori, lettori e librai attraverso la pagina Facebook Ubik Librerie – ha registrato, nei tanti incontri organizzati, oltre 300 mila visualizzazioni.
I lettori dimostrano di apprezzare le librerie con un’offerta personalizzata, con un legame forte col territorio, che siano riferimenti culturali e abbiano competenze specifiche. Oggi più che mai le librerie funzionano se sono una diversa dall’altra e mantengono le proprie peculiarità. A sua volta il libraio, per essere competitivo, deve sapersi muovere in questo contesto fra tradizione e innovazione.
Il nostro modello di business garantisce totale libertà di scelta al libraio nostro affiliato, al quale offriamo come valore aggiunto i libri in conto deposito e processi di acquisto snelli, una gestione semplificata per far sì che possa concentrarsi sui servizi offerti nella propria libreria, sui rapporti con la clientela e sulla costruzione dell’assortimento ideale. Inoltre, in questi mesi, abbiamo creato e messo a disposizione delle librerie una vera e propria architettura digitale che consente di estendere lo spazio della libreria oltre i confini fisici del negozio.


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