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Librerie

Investimenti di primavera per le librerie d'Oltreoceano

di E. Poloni notizia del 4 maggio 2012

La famiglia Anderson vuole comprare la catena USA Books-a-million (Bam). La notizia, offuscata dall’accordo Microsoft-Barnes&Noble, ha stupito gli osservatori del mondo del retail americano, soprattutto per l’entità dell’offerta d’acquisto avanzata dalla famiglia che già possiede la maggioranza delle azioni della catena e che vorrebbe rendere privata l’azienda.
La catena, diventata seconda per fatturato dopo la chiusura di Borders e nata da una semplice edicola negli anni Sessanta a Birmingham in Alabama, ha visto aumentare il numero dei propri negozi fisici da 206 nel 2007 a 257 nel 2011, con una percentuale di vendite sempre maggiore nel campo digitale (anche grazie al sito booksamillion.com che, come lamentato da molti librai, fa concorrenza al negozio stesso).
Il 30 aprile la famiglia Anderson si è offerta di comprare il 47% delle azioni (la percentuale, cioè, che non possiede ancora) a 3.05 dollari. Questo annuncio ha provocato una serie di reazioni allarmate: l’azienda Zpr investment management, proprietaria di 300.000 azioni, si è detta preoccupata per la svalutazione della Bam provocata dal prezzo dichiarato dagli Anderson, che risulta essere inferiore di 15 centesimi rispetto ai valori del 30 aprile; sulla stessa linea sono alcuni studi legali newyorkesi, che hanno annunciato di aver iniziato alcune investigazioni a riguardo per le quali è stata richiesta la collaborazione dei diversi portatori d’interesse.
L’offerta, avanzata da Clyde Anderson, deve ancora essere approvata da un comitato speciale del consiglio d’amministrazione. In una dichiarazione il fondatore ha dichiarato che questa soluzione sarebbe molto conveniente per gli azionisti, i quali hanno visto calare il valore delle proprie azioni del 30% nell’ultimo anno; inoltre, precisa che la famiglia non ha per ora alcuna intenzione di vendere le proprie azioni a terzi né di mettere in atto una fusione con altre aziende.
La privatizzazione dell’azienda garantirebbe alla famiglia una maggiore flessibilità d’azione, non dovendo rendere conto ad un azionariato. Inoltre, si risparmierebbero i costi derivanti dal dover dare conto dei propri risultati a Wall Street. Questi risparmi permetterebbero a Bam di fronteggiare la competizione di Barnes&Noble, azienda non privata che ha appena ricevuto un contributo da 300 milioni da parte di Microsoft per lo sviluppo del lettore Nook e del settore scolastico.

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