Abbiamo parlato recentemente di come la
GDO sia uno dei canali che stanno affrontando i cambiamenti del mercato editoriale con maggiore
slancio e propositività. Nel Regno Unito e in Francia la vendita di tablet e reader del marchio è ormai sdoganata mentre in Italia, dove ancora il mercato dell’e-book nella grande distribuzione stenta a decollare, alcuni cambiamenti si stanno iniziando a vedere soprattutto nella
gestione del personale preposto al banco libri nella formazione del quale catene come Auchan stanno puntando con grandi investimenti e relativi ritorni economici.
Nel nostro Paese, tuttavia,
il vero problema resta quello della gestione dei titoli per fasce di prezzo che, al contrario di quella a titoli, non permette al distributore di raccogliere i dati necessari a garantire le migliori performance possibili a editori e punti vendita.
Marco Ruggeri, direttore generale Mach2libri, in una recente intervista pubblicata sul GdL di gennaio ricorda a questo proposito come «specialmente in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando la possibilità di disporre di quanti più dati siamo in grado di raccogliere è vitale per poter reagire, per ridurre le rese, per arrivare in tempo utile se un titolo vende bene o al contrario occupa spazio senza vendere a sufficienza. Purtroppo però
le grandi catene sembrano non essere troppo sensibili al problema, opponendo alla gestione a titolo costi in termini di tempo-uomo e di adeguamenti dei sistemi informativi che però potrebbero essere presto ripagati dal fatturato che uno scaffale gestito a titoli potrebbe portare».
La crisi che ha investito il mercato editoriale e le conseguenti scelte anche a livello di
pricing hanno prodotto un calo a valore del canale mentre i volumi (qui i tascabili a 0,99 e i best seller a 5 euro ne sanno qualcosa) sono cresciuti. «Credo non ci sia alcun dubbio sul fatto che il libro in grande distribuzione stia subendo il peso di una crisi che ha investito tutti i comparti del non food, anche se le sue dinamiche negative si posizionano su livelli ancora contenuti – concorda
Claudio Saporiti, amministratore delegato Opportunity –. Nella dinamica generale delle vendite di libri in GdO il 2013 ha posto in evidenza un'importante tenuta del mondo del bambino (album e cartonati tipicamente a basso prezzo) soprattutto grazie ad alcuni characters come Peppa Pig o Geronimo Stilton».
A guardare a quanto sta accadendo in questi giorni nel Regno Unito
la prossima frontiera, non sappiamo quanto sia realistico ipotizzarla già per il 2014, sarà però quella del
mix carta-digitale.
Sainsbury’s, la grande catena di supermercati inglese per altro
già premiata come Miglior libraio 2011, ha per esempio deciso di
chiudere il proprio store on line alla vendita dei libri fisici. A partire da febbraio quindi i clienti del colosso potranno trovare on line solo il formato e-book dei libri che invece continueranno ad essere venduti in forma cartacea nel banco libri dei negozi fisici. «Crediamo che, in linea con quanto vediamo accadere nell’industria dell’entertainment e nel crescente mercato dei servizi di streaming e download,
le maggiori opportunità per l’e-commerce risiedano nella vendita di prodotti digitali mentre i beni fisici continuano a performare meglio negli store fisici» ha dichiarato in proposito un portavoce di Sainsbury’s a
«The Bookseller».