Riparte dagli Emirati Arabi l’avventura internazionale di Fnac, la catena francese fondata nel 1954 specializzata nella vendita di prodotti culturali e tecnologici, che aprirà a partire dal 2014 quattro nuovi punti vendita in medio Oriente.
Dopo le difficoltà finanziarie della catena che hanno avuto
notevoli ripercussioni anche nel nostro Paese dove ad oggi sono stati chiusi tre degli otto punti vendita, Fnac riaprirà dunque a Doha, Qatar, in seguito ad un accordo con la Holding Darwish, specializzata nella grande distribuzione e nella vendita al dettaglio in Medio Oriente.
L’accordo segue una strada precisa intrapresa dall’azienda francese fin dal dicembre 2011 data alla quale risale l’inaugurazione del
primo punto vendita in Marocco, a Casablanca. La strada scelta per questa internazionalizzazione verso i Paesi emergenti – e in particolare dall’area araba che sta vivendo una forte crescita della domanda per beni e servizi tecnologici – è quella del
franchising, la più adatta ad entrare in un nuovo mercato. Senza contare che il franchising è una formula relativamente poco onerosa per un gruppo che si sta sottoponendo ad una forte ristrutturazione dei costi interni.
Mentre gli occhi di Fnac sono puntati verso Oriente, in
Italia chiude il punto vendita del centro commerciale I Gigli, di Campi Bisenzio (Firenze) e la cassa integrazione straordinaria per i 51 dipendenti, attivata a partire dallo scorso gennaio, sarà estesa fino al giugno 2014. A non molto è purtroppo servita la mobilitazione «Salviamo Fnac» (
qui la pagina Facebook sulla quale si condensa le riflessioni degli attivisti) che i dipendenti italiani della catena hanno intrapreso a partire dallo scorso autunno con l’obiettivo di sensibilizzare il gruppo sulla chiusura delle filiali italiane.