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Librerie

Dieci nuove aperture nelle regioni del Sud per Mondadori Retail

di Samuele Cafasso notizia del 9 luglio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Rotta a sud per Mondadori Retail nell’estate 2020: la rete di librerie del gruppo di Segrate ha annunciato 10 nuovi punti vendita – in parte edicole, o librerie già presenti e passate al franchising – nel Meridione. Ad oggi circa il 40% dei punti vendita di Mondadori Retail è collocato al nord mentre il restante 60% è nelle regioni del centro e del sud dove recentemente c’è stata un rafforzamento delle aperture in franchising.
 
La scelta di Mondadori Retail si colloca in un contesto non semplice per via dei bassi indici di lettura che restringono di molto il mercato di riferimento. Secondo la rilevazione Istat, la media nazionale del 40,6% di lettori (almeno un libro letto nel tempo libero per piacere nei 12 mesi precedenti) è in realtà frutto di un fortissimo squilibrio tra il 48,8% di lettori al Nord (con punte sopra il 51% in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), il 43,5% al Centro e il 23% al Sud.  Per via di questo squilibrio, secondo una rielaborazione dell’Associazione Italiana Editori, ogni libreria nel Nord può contare su un bacino potenziale di oltre 11 mila lettori, solo 5 mila al Sud.
 
Ma, sostiene Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail, questo dato di partenza può e deve essere contrastato. «Questo divario va messo in diretta correlazione con la minore partecipazione culturale delle stesse aree quando pensiamo a teatri, musei, eventi, o alla presenza di biblioteche. Il sistema culturale nel suo complesso si deve muovere nella medesima direzione, ognuno deve fare il proprio per innescare un circolo virtuoso e invertire quello vizioso. Bisogna creare i presupposti per una maggiore offerta a livello di librerie, di associazioni culturali, di eventi, di manifestazioni».
 
La taglia dei nuovi punti vendita è molto varia. Si va da un grande bookstore a Napoli, nel cuore del Vomero, distribuito su tre piani per oltre 600 metri quadrati, ai Mondadori Point, edicole e cartolerie che allargano l'offerta anche ai libri. Tendenzialmente, tuttavia, «per il network Mondadori Store è fondamentale che ogni libreria riesca a offrire un servizio di qualità al lettore all’interno di un ambiente confortevole, piacevole, in qualche modo familiare. In questo contesto una superficie compresa tra i 120 e i 200 metri quadri è spesso quella ottimale. Gli spazi ampi che necessitano di tanto traffico per essere sostenibili, in questa fase paradossalmente sono penalizzati dall’accresciuta attenzione al distanziamento sociale».
 
E quindi: «A Francavilla Fontana(Brindisi)inaugureremo un Mondadori Bookstore nel viale principale del centro storico, grazie a un affiliato di lunga data, che gestisce già un Mondadori Point in città insieme alla moglie e ha deciso di fare il grande passo aprendo una libreria di dimensioni maggiori. A Santa Maria di Capua Vetere (Caserta), il nuovo Mondadori Bookstore sorgerà nel corso principale del centro storico, a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta, e raccoglie l’eredità di un Mondadori Point (edicola), da poco chiuso nella stessa città». O, ancora, «a Fermo, nella zona pedonale del centro storico, il Mondadori Bookstore è situato all’interno di un palazzo medievale» e si tratta di una libreria che in precedenza è stata indipendente e poi di un’altra catena.
 
Paradossalmente, ma in fondo non troppo, lo scenario post-Covid – che ha portato all’esplosione delle vendite online, oggi primo canale di vendita con una quota del 47% nelle prime 16 settimane del 2020 – ha esaltato il ruolo delle librerie di prossimità, punti di riferimento nel proprio paese o di quartiere. «La prossimità – spiega Riganti – è un driver fondamentale nel creare la relazione tra la libreria e i clienti: per questo oggi guardiamo con maggiore interesse a location ubicate nel centro storico di piccole e medie città oppure nei quartieri e nelle periferie. E proprio in quest’ottica dobbiamo ricordare che durante il lockdown abbiamo intensificato massivamente il servizio di “invia a casa” da parte delle librerie, contribuendo così a saldare maggiormente la relazione tra i lettori e le librerie più vicine anche in un momento di distanza fisica».

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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