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Agency model, illegale in Australia

di L. Biava notizia del 21 marzo 2011

Con l'adesione di Random House all'agency model già sottoscritto da altri cinque grandi attori del mercato editoriale mondiale quali Hatchet, Harper Collins, McMillan, Penguin e Simon & Schuster, si scalda, in Australia, il dibattito sulla liceità di tale pratica commerciale.
L'imposizione al distributore del prezzo di vendita fissato dall'editore, il cosiddetto agency model, è infatti illegale in Australia: secondo il Consumer and Competition Act del 2010 qualunque accordo tra un fornitore, in questo caso l'editore, e un rivenditore che comporti che quest'ultimo sia impedito nel pubblicizzare o nel vendere i beni forniti dal fornitore al di sotto di un determinato prezzo è da considerarsi illegale.
Secondo il giornalista Darryl Adams, autore di Oz-E-Books, un seguito blog sul mercato editoriale australiano, il problema risalirebbe alla paura generata dalla politica di bassi prezzi portata avanti in altri paesi da Amazon: «Gli editori australiani temevano che i prezzi troppo bassi li avrebbero danneggiati e così, quando Apple è entrata nel mercato hanno spinto affinché prevalesse l'agency model».
«Personalmente – conclude il giornalista – credo sia giusto che gli editori fissino un prezzo sui loro libri, ciò su cui ho da obbiettare è che questo prezzo sia stabilito in modo tale che le aziende distributrici non possano cambiarlo».
 

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