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Lettura

Francia. La pandemia fa crescere la lettura digitale

di Alessandra Rotondo notizia del 15 dicembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Il Syndicat national de l'édition (l’associazione degli editori francesi) ha pubblicato un report sull’evoluzione dei comportamenti di lettura e dei consumi mediali in Francia durante il primo lockdown, in primavera.

In maniera simile all’Indagine Cepell - AIE (che, dopo il primo report presentato a luglio tornerà domani con un focus sulle abitudini culturali sviluppate nella «nuova normalità») quest’edizione speciale del Baromètre si comporrà di più indagini distribuite nel tempo – la pubblicazione della prossima è prevista a gennaio – per tracciare un quadro evolutivo delle conseguenze dell’emergenza sulla lettura.

Questo report, che elabora i dati raccolti tra il 13 e il 20 ottobre scorsi, evidenzia in particolare tre tendenze: l’aumento della lettura in generale, la diversificazione dei supporti e dei formati di fruizione, la crescita del consumo editoriale digitale, specialmente nel segmento demografico dei più giovani.

Durante il primo blocco della mobilità imposto per contrastare il diffondersi del Covid-19, il 64% dei francesi di età superiore ai 15 anni ha dichiarato di aver letto libri cartacei o digitali. Il 25% lo ha fatto ogni giorno, il 39% una o più volte alla settimana.

Il 35% ha dichiarato di aver letto, nel periodo di confinamento, almeno un e-book: un incremento notevole rispetto a quel 25% che diceva di averlo fatto a gennaio 2020. Nella fascia d’età 15-34 la quota dei lettori digitali ha raggiunto il 50%. L’ascolto degli audiolibri ha riguardato invece il 15% dei francesi: +4% rispetto all’inizio dell’anno.

A conferma del fatto che la pandemia ha avuto un effetto sui comportamenti di fruizione culturale, la percentuale di intervistati che ha indicato di aver «scoperto, rinnovato o diversificato» le proprie pratiche di lettura durante il lockdown è cresciuta dal 5 al 13% negli ultimi sei mesi. Dal 2 al 5% quella di chi ha dichiarano di aver «riscoperto» la lettura indipendentemente dal formato. Dal 3 all’8% quella di chi ha sperimentato uno o più nuovi formati di fruizione editoriale. Per quanto riguarda l’audio, il 20% di chi si è dichiarato ascoltatore di audiolibri digitali ha cominciato a farlo negli ultimi sei mesi.

Il profilo del «lettore sperimentatore»? I dati del Syndicat suggeriscono che sia uomo, già lettore abituale, di età compresa tra i 15 e i 24 anni e residente nei sobborghi dell’Ile de France.

Un francese su tre riferisce di aver letto più del solito dall’inizio della pandemia: in testa i lettori di libri di carta (24%), a seguire quelli di audiolibri (15%) e di e-book (14%). Un fenomeno che ha avuto un impatto positivo sulle vendite di libri in ogni formato, certo, ma anche di dispositivi di lettura. È il 20% degli intervistati a dichiarare di averne acquistato almeno uno nuovo durante il lockdown.

E i prestiti bibliotecari? Il 34% degli intervistati indica di aver preso almeno un contenuto digitale in prestito da una biblioteca o da un altro servizio negli ultimi sei mesi. Il 7% afferma di aver scoperto questa possibilità durante la pandemia, il 12% di aver intensificato la pratica. A servirsene sono essenzialmente le lettrici donne, di età compresa tra i 35 e i 49 anni.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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