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Lettura

«Cultura chiama cultura»: ecco i risultati dell'indagine AIE sulla lettura e i consumi culturali a Milano presentata oggi a BookCity

di Redazione notizia del 9 novembre 2022

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A Milano «cultura chiama cultura»: la lettura e la partecipazione agli eventi culturali – come musei, mostre d’arte, cinema, teatri, concerti, manifestazioni legate al mondo del libro – vanno di pari passo. Questo ciò che è emerso oggi a Palazzo Reale, durante la presentazione dell’indagine dell’Associazione Italiana Editori sulla lettura e i consumi culturali a Milano (qui è disponibile la ricerca completa). L’evento, in anteprima di BookCity, è stato realizzato da AIE insieme al Comune di Milano-assessorato Cultura, BookCity Milano e Fondazione Cariplo.

«La cultura è determinante nella crescita sociale ed economica dei territori – ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. Con questa ricerca, un unicum in Italia, ma credo anche in Europa, che vuole essere il nostro contributo a una manifestazione fondamentale per la città quale è BookCity, forniamo alle istituzioni e a tutti gli attori pubblici uno strumento per studiare ancora meglio il modello Milano (…). I risultati che presentiamo oggi confermano la centralità del libro nell’esperienza dei cittadini e nell’industria culturale».

I dati emersi dalla ricerca di AIE, in collaborazione con Pepe Research, mostrano che ad aver partecipato ad almeno un evento culturale negli ultimi 12 mesi è il 59% dei cittadini milanesi, mentre il tasso di lettura si attesta al 75%, con un 32% di lettori forti. Per quel che riguarda i comportamenti d’acquisto, il 74% sceglie di comprare i libri nelle librerie e il 62% preferisce quelle di quartiere.

La fascia d’età più partecipata tra i lettori è quella dai 15 ai 24 anni  – complice anche la scuola –, e 18-24 per quel che riguarda la partecipazione alle manifestazioni culturali. Come sottolinea Renata Gorgani, amministratrice delegata e direttrice editoriale di Editrice Il Castoro e presidente della Libreria delle Ragazze e dei Ragazzi di Milano, «il fatto che i giovani siano i più forti consumatori di cultura è un dato straordinario, che ci fa ben pensare per il futuro». Secondo Nicola Ricciardi, direttore artistico di Miart, «leggere libri non dev’essere una cosa eccezionale, dev’essere normale» e questo accade se si inizia ad approcciarsi alla lettura fin dalla tenera età.

Un altro dato fondamentale emerso dalla ricerca è l’importanza della comunicazione digitale nella condivisione di contenuti artistici e culturali. «La grande diffusione di questi strumenti tra i milanesi ci spinge a implementare i canali digital e social esistenti e aprirne di nuovi, in modo da raggiungere un pubblico sempre più ampio. Il quale a sua volta, saprà ampliare ulteriormente la platea dell'offerta culturale milanese, anche in termini nazionali e internazionali, grazie al potere della condivisione», afferma l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

I lettori forti sono anche i cittadini che più spesso partecipano alla vita culturale e il 93% dei milanesi è d’accordo con l’affermazione secondo cui la ricca offerta di manifestazioni culturali spinge alla ricerca di libri sul tema e alla loro lettura. L’Osservatoio AIE, quest’anno, oltre alla lettura include anche teatro, cinema e musica, rendendo Milano la prima città italiana dotata di uno strumento simile. D’altronde il cinema, come sottolineato da Lionello Cerri, amministratore delegato di Anteo S.p.A., «crea un’identità culturale» ed è l’evento culturale che si aggiudica la percentuale maggiore di preferenza dei milanesi, il 43%, seguito da musei e mostre (33%), concerti (28%), spettacoli teatrali (21%), rassegne letterarie e incontri con gli autori (15%).

C’è da dire, però, che il 18% dei milanesi è completamente escluso da ogni attività culturale e non pratica la lettura. «Attraverso questa ricerca possiamo cercare di capire meglio chi sono queste persone, per favorire una cultura che esca dai propri confini e vada verso chi ha meno occasioni di accesso» ha sottolineato il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti. «Fondazione Cariplo in questi anni sta lavorando in questa direzione, insieme ad altri soggetti e con varie iniziative, per portare più occasioni di cultura dove normalmente ce ne sono meno. La cultura e la lettura sono una dimensione essenziale per le persone e sono una potente forma di contrasto alla disuguaglianza perché permettono di sviluppare un diverso sguardo su di sé, sul proprio presente e soprattutto sul futuro» aggiunge Fosti.

Ma come muoversi, in futuro, per cercare di coinvolgere ancora più persone nelle attività culturali milanesi? Secondo Luca Formenton, presidente dell’edizione 2022 di BookCity Milano, «il consumo culturale è polivalente, è fatto di diverse accezioni culturali, ma i pubblici si espandono solo sovrapponendosi, quindi occorre fare un lavoro di scambio. L’abitudine di lavorare in rete è fondamentale: è necessario ibridare i nostri pubblici, proprio come il tema di quest’anno di BookCity, La vita ibrida». «Dobbiamo mischiare, ibridare. Milano ha tante iniziative: ora cerchiamo di portarle a tutti», conclude Gorgani.

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