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Internazionalizzazione

Storie di altra internazionalizzazione: il caso «LIFE»

di Alessandra Rotondo notizia del 27 marzo 2024

L’internazionalizzazione cambia faccia e la compravendita dei diritti di edizione e traduzione non è più il solo modo per portare l’editoria italiana nel mondo. Il caso di LIFE. La mia storia nella Storia lo conferma. Così Laura Donnini, amministratrice delegata e publisher di HarperCollins Italia, ha raccontato al Giornale della Libreria la peculiare vicenda editoriale dell’autobiografia di Papa Francesco, uscita poco più di una settimana fa in Italia e simultaneamente in altri 20 Paesi del mondo, in 8 lingue diverse.


Una regia tutta italiana per un progetto globale. Com’è andata?
Il libro di Papa Francesco, LIFE. La mia storia nella Storia, rappresenta a mio avviso un evento unico e straordinario nel panorama editoriale italiano, sia perché si tratta della prima e unica autobiografia di Papa Francesco, e non uno dei numerosi libri scritti su di lui o tratti dai suoi discorsi, sia perché è la prima volta che un editore italiano sviluppa un progetto editoriale pensato e realizzato dall’inizio alla fine come progetto globale e destinato a ben 21 Paesi in 8 lingue diverse. Quando circa un anno fa Papa Francesco iniziò a immaginare l’idea di un libro sulla propria vita con il vaticanista Fabio Marchese Ragona per parlare ai più giovani di tutto il mondo ripercorrendo attraverso la propria testimonianza le pagine più importanti della Storia – soprattutto le più nere, al fine di non ripetere gli errori del passato – la condizione che pose fu quella di avere un libro immediatamente disponibile in tante lingue nei principali Paesi.
In modo naturale ma affatto scontato il pensiero di Marchese Ragona e del suo agente Enzo D’Elia è andato a HarperCollins Italia, che vanta l’appartenenza a un network globale e che, diversamente dalle altre case editrici italiane, può cercare di realizzare un lancio in simultanea in più Paesi, garantendo un publishing unitario e coordinato in ogni fase del progetto.
Con grande entusiasmo abbiamo sposato l’idea e abbiamo cercato di convincere i nostri colleghi, in primis negli Stati Uniti, a sviluppare questa impresa che, anche all’interno del gruppo HarperCollins Publishers, non era mai stata realizzata prima. Originare un progetto in un Paese non di lingua inglese e pubblicarlo in tutto il mondo, al contrario quindi di quanto accade di solito, nel rispetto di tempi di lavorazione e lancio molto diversi da Paese a Paese.
Non avevamo un testo da sottoporre all’attenzione dei nostri colleghi editori ma solo un’intenzione, che si è poi concretizzata in pochi mesi grazie allo straordinario lavoro di Marchese Ragona. È lui che ha raccolto in numerosi confronti di persona e al telefono i racconti, i ricordi e gli aneddoti di Papa Francesco che, fino a pochissimi giorni prima della stampa, ha voluto arricchire e aggiornare il testo alla luce degli accadimenti più significativi. In autunno avevamo tutti a bordo: Usa, Canada, Uk, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Polonia, Brasile, tutto il Sud America e a dicembre abbiamo chiuso il testo definitivo per la traduzione, avendo l’obiettivo di uscire esattamente il 19 marzo 2024.



Papa Francesco con (da sinistra) Chantal Restivo-Alessi, Brian Murray e Laura Donnini  


I team italiani di marketing e comunicazione hanno lavorato allo sviluppo dei materiali per la comunicazione e la promozione, tutti rigorosamente approvati dagli autori, coordinandosi con i colleghi stranieri attraverso continui confronti via Teams e condividendo tutto su una piattaforma digitale che contiene oggi tutto quanto prodotto sul libro da qualunque Paese: un archivio davvero straordinario! Anche la comunicazione ai media esteri è stata supervisionata ed è partita dall’Italia, con un embargo che ha visto l’anticipazione del Corriere della Sera ripresa da tutto il mondo, con grandissimo clamore. Oggi, accedendo alle pagine Amazon di tutti i Paesi o seguendo i vari account delle filiali HarperCollins, si può apprezzare l’uniformità e la coerenza dei messaggi, così come unica è la grafica di copertina nelle varie lingue.
È stato molto emozionante condividere con il Pontefice la gioia di vedere le diverse edizioni di LIFE allineate sul suo tavolo, durante l’udienza privata che il mio team e io abbiamo avuto con lui il 15 marzo, insieme a Brian Murray (amministratore delegato HarperCollins mondo), Chantal Restivo-Alessi (ceo international foreign language di HarperCollins Publishers e Judith Curr (publisher americana di HarperOne). E davvero speciale è stato per noi incontrare un uomo che si è mostrato estremamente generoso ed autentico nel raccontarci in modo informale e pieno di calore storie e memorie della sua vita straordinaria.
Siamo convinti che il libro di Papa Francesco possa raccogliere l’interesse di molti altri Paesi al di fuori del network HarperCollins, e infatti abbiamo già ricevuto molte manifestazioni d’interesse da parte di Paesi lontani come la Cina e la Corea, ma anche dalla Croazia, la Romania, la Slovenia, la Slovacchia.
Quando sette anni fa sono entrata in HarperCollins, consapevole della difficoltà della sfida di costruire ex novo una casa editrice nel difficile mercato italiano, ho sognato proprio di poter pubblicare un giorno un libro di Papa Francesco e portarlo al pubblico internazionale: oggi questo sogno è diventato realtà, segnando una pietra miliare che penso possa essere motivo di orgoglio non solo per HarperCollins ma per tutta l’editoria italiana.
 

Questo progetto si realizza nell’anno in cui l’Italia sarà Ospite d’Onore alla Fiera del libro di Francoforte, luogo simbolo dello scambio editoriale. Come editoria italiana cosa possiamo portare nel contesto dell’editoria globale?
Mi sembra che nell’editoria italiana degli ultimi anni ci sia un bel dinamismo. Penso ad esempio agli autori italiani che quest’anno sono finalisti al Booker Prize, al lavoro di ricerca e scouting che la Bologna Children’s Book Fair fa da sempre sui libri per bambini e ragazzi, alla ricchezza di saghe e romanzi noir (e non solo) ambientati nelle nostre magnifiche città italiane, città che diventano assolute protagoniste, ora amatissime anche all’estero. O ancora al lavoro incredibile delle librerie di lingua italiana all’estero nel proporre i nostri autori, come appena accaduto a Vienna, dove Serena Dandini e il suo La vendetta delle muse hanno inaugurato al Teatro Odeon il Festival di letteratura italiana.
L'Italia è un Paese di soglia, di incroci tra mondi, tra est e ovest, nord e sud, con grandi pensatori e filosofi che su queste soglie riflettono. E che raccontano la storia della nostra Europa. A mio avviso, dunque, non è un caso che questo progetto si realizzi nell’anno di Francoforte 2024, ma è frutto di un lavoro quotidiano appassionato, portato avanti da tanti attori dell’editoria italiana.
 

Dal punto di vista di HarperCollins, cos'è che la branch italiana porta al resto del gruppo? Ci sono altri progetti a cui state lavorando con una prospettiva globale? O altri modelli d’internazionalizzazione delle competenze, dell’autorialità, delle storie che state sperimentando?
Credo che sempre più spesso l’editoria italiana stia diventando protagonista nel contesto dell’editoria mondiale, sia per lo spessore e la rilevanza di molte autrici e di molti autori italiani, sia perché i social media rendono il successo e le tendenze sempre più comuni e coerenti, anche in luoghi del mondo molto distanti. Nel nostro piccolo siamo felici che nell’anno in cui l’Italia sarà Ospite d’Onore alla Fiera del libro di Francoforte un grandissimo autore italiano, Aldo Cazzullo, vedrà pubblicato il suo best seller Quando eravamo i padroni del mondo. Roma l’impero infinito dalle HarperCollins di Francia, Spagna, Germania, Brasile, Uk e Usa. Diversamente da quello che succede di solito con le traduzioni, Cazzullo ha voluto personalizzare il suo testo con inserti testuali pensati in modo mirato per ogni edizione, ragionando sulle specificità delle varie realtà nazionali; e aggiungendo alla diverse edizioni prefazioni magnifiche, come quella di Javier Cercas per l’edizione spagnola o quella di Erri de Luca per l’edizione francese. Cazzullo sarà ospite alla Fiera del libro di Madrid a maggio, porterà la sua testimonianza in incontri organizzati dai diversi Istituti italiani di Cultura in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Francia...
Nuovi progetti nati nella nostra casa editrice italiana, di cui siamo molto orgogliosi, troveranno florida vita all’estero, penso per esempio a La vita delle forme, scritto a quattro mani dal filosofo Emanuele Coccia e da Alessandro Michele. Mentre Lia Levi e il suo Una bambina e bastata raccontata ad altri bambini e basta è stata tradotta da HarperCollins negli Stati Uniti e lì ha vinto l’importante premio Mildred L. Batchelder, assegnato dall'American Library Association. Ecco, credo che progetti come questi, pur molto diversi tra loro, rendano l’editoria italiana protagonista nel panorama culturale mondiale.
 

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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