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Innovazione

Women’s Fiction Festival, le scrittrici «rosa» si incontrano a Matera. Intervista a Elizabeth Jennings

di M. Gualtieri notizia del 23 settembre 2014

Dal 25 al 28 settembre Matera sarà il suggestivo scenario della convention internazionale Women’s Fiction Festival che, interamente dedicata alla scrittura femminile e al romanzo rosa, festeggia nel 2014 l'undicesimo anno di vita.
Il boom del romanzo rosa è un fenomeno che, seppure dopo le innumerevoli ristampe e riedizioni delle Sfumature pare avere ormai raggiunto il suo picco ed essere in fase calante, ha fatto proseliti anche nel nostro Paese (non a caso la maggior parte delle scrittrici che parteciperanno al festival sono italiane) dando vita ad alcuni casi editoriali che hanno tinto di rosa le nostre classifiche (qui potete consultare quelle mensili che IE- Informazioni editoriali realizza per il «Giornale della libreria»).
Tra gli incontri ospitati dalla kermesse ci sarà anche il Congresso degli scrittori, un'occasione per autori e autrici provenienti da tutto il mondo per incontrarsi, confrontarsi, discutere dell’attualità del settore in un calendario di eventi riservati ai professionisti. Ne abbiamo parlato con Elizabeth Jennings, presidente del Festival nonché scrittrice statunitense.

Come mai la formula del congresso riservato agli scrittori è così diffusa negli Stati Uniti?
L’idea di base è quella di avvicinare chi scrive con il mondo editoriale perciò si tratta di un modello che molte fiere ma anche parecchie associazioni di autori di genere, come la Mistery Writers of America o l’International Thriller Writers, stanno sperimentando. L'interesse da parte degli scrittori o aspiranti tali è molto alto, faccio solo l'esempio dell'associazione degli autori di romance americani che conta 9.000 iscritti: alla propria conference annuale arrivano a partecipare fino a 3.000 autori!

Cos’è l’Independence Day che avete in programma per venerdì 26?
L’independence Day è dedicato a tutti gli scrittori self-published. Negli USA i primi a servirsene sono stati gli scrittori già famosi che sono tornati in possesso dei diritti delle loro opere e hanno deciso di ripubblicarli per conto proprio riscuotendo in alcuni casi un grandissimo successo. Con l'autopubblicazione, molti di loro hanno infatti raggiunto una buona visibilità internazionale, migliorato la loro presenza sugli store on line, ottenuto royalties più alte. Pare dunque evidente come gli autori che hanno già un proprio pubblico di riferimento trovino molto conveniente distribuire le proprie opere in questo modo.

Solitamente il self-publishing, almeno in Italia, è considerato un mezzo per esordienti. Voi invece gli avete dedicato loro un ampio spazio all’interno di un congresso per professionisti
Negli Stati Uniti il self-publishing non è assolutamente visto come un mezzo per dilettanti, ma piuttosto una possibilità per scrittori sempre più manager di se stessi che studiano il mercato e scelgono gli strumenti più adatti per orientare al meglio la propria carriera: non a caso oggi si stima che il un terzo dei bestsellers sia pubblicato così. Ogni autore ha la possibilità di declinare il self-publishing in modo personale: alcuni autori ibridi pubblicano sia con editori tradizionali che in proprio, come per esempio Debra Holland, che interverrà al congresso. Questo è un modo per ottimizzare le risorse, continuando a sfruttare i vantaggi che può dare un grande editore in termini di visibilità. Tina Folsom, anche lei tra i relatori, non è mai stata pubblicata in maniera tradizionale, ma è riuscita a ottenere grandissimo successo auto traducendo i suoi libri dall’inglese al tedesco e al francese. Si tratta di scrittori che sempre più spesso provengono da altri settori professionali, come l’economia o l’Ict, e che non si spaventano ad avere a che fare con le tecnologie. Avendo a disposizione i dati di vendita con cadenza quotidiana, sanno analizzare il mercato e muoversi tempestivamente. Inoltre conoscono il valore del networking: creano occasioni per incontrarsi, come l’Indie Unconference di San Francisco, a cui noi ci siamo ispirati, e si confrontano quotidianamente tramite gruppi Yahoo su cui condividono analisi di mercato e considerazioni sui canali migliori per promuoversi.

Una curiosità: perché avete scelto proprio Matera?
Matera pone dei problemi di tipo organizzativo perché è un po’ isolata: non ha stazione ferroviaria né aeroporto, il più vicino è quello di Bari. Ma ha il vantaggio di fornire una cornice affascinante e raccolta: tutta la città viene coinvolta dal festival, gli autori si incontrano anche al di fuori degli eventi e si genera un’atmosfera molto fertile. Inoltre è una location che ci consente di mantenere il costo di iscrizione al Congresso molto basso rispetto agli standard internazionali.

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