
Il mercato del libro sta cambiando e se, almeno da noi, il digitale (a quota 3% del mercato trade) sembra ancora lontano dal poter scalzare la carta, nel mondo anglosassone si sta già ragionando su
quando l'editoria digitale manderà in soffitta la cara vecchia carta.
Tempistiche certe, ovviamente, non ve ne possono essere, ma le previsoni, basate su serie storiche e dati spesso proprietari e quindi riservati, non mancano. L'ultima è quella della nota sigla Pricewaterhouse Coopers (Pwc) che nell'ultima edizione dell’
Entertainment e Media Outlook 2014-2018, stima per gli il Regno Unito l’
esponenziale crescita della lettura in digitale e il corrispettivo declino di quella cartacea e fissa
l'anno del sorpasso al 2018.
Leggiamo con una certa cautela questo dato visto che in un altro mercato del libro anglofono, gli Stati Uniti, il rallentamento nella crescita degli e-book e il corrispettivo aumento del peso della carta nei fatturati degli editori paiono lasciare spazio
ad un futuro diverso, o se non altro meno dirompente e meno «digitale», di quello ventilato nella ricerca di Pwc.
Tornando alle proiezioni dell'
Outlook, in Uk si registra un lieve aumento dei ricavi totali del mercato del libro che passano dai 34,89 miliardi di dollari del 2013 ai 37,04 del 2014, con il digitale che giocherebbe - cosa che purtroppo,
come ricordava Marco Polillo in una recente intervista, non si può dire in Italia - un ruolo sostanziale nel compensare le perdite derivate dal calo della vendita di libri fisici. Perdite, queste ultime, che sono state calcolate sommando diversi fattori tra cui la diminuzione del numero delle librerie fisiche e la progressiva riduzione dello spazio sugli scaffali.
Da qui a cinque anni, dunque, il mercato anglosassone vedrà cambiare i propri equilibri interni e nel 2018, la ricerca prevede che il digitale rappresenterà il 41% del totale delle vendite, mentre le vendite di libri fisici e audiolibri andranno scemando fino ad assestarsi a 7,95 miliardi di dollari. Naturalmente, disaggregando le singole componenti, emerge che la narrativa di genere subirà maggiormente, e in maniera più rapida, il processo di digitalizzazione rispetto alla non-fiction.
Un dato confermato anche da Nigel Newton (chief executive di Bloomsbury) in
un’intervista sul «Guardian» dove sottolinea come
la fiction di genere abbia beneficiato della diffusione dei vari dispositivi per la lettura in digitale, mentre la letteratura mainstream è rimasta appannaggio delle librerie tradizionali. Newton ha inoltre affermato che gli e-book per Bloomsbury rappresenterebbero un quarto delle vendite di fiction. Proporzione che sale al 50% in generi come la fantascienza di cui la metà del fatturato è rappresenta dagli e-book.
Tuttavia,
anche per la non-fiction, il futuro finirà per essere digitale: una transizione che avverrà parallelamente all’ingresso nei licei della cosiddetta
«generazione Z» (ossia i nati dopo il 2000).
Per il settore educativo Pwc afferma che il libro di testo tradizionale subirà un declino del 2,1% all’anno mentre il totale della vendite di libri scolastici in formato elettronico aumenterà del 13,8% assestandosi, nel 2018, su un fatturato di 2,81 miliardi di dollari (triplicando i valori del 2013).
Gli acquisti di libri on line continueranno ad aumentare e anche in questo caso il propulsore è un’intera generazione, la Y (comprendente i nati tra il 1979 e il 1989), che ha superato i Baby Boomers come il segmento più «forte» di lettori.
Passando dai trend agli equilibri nel mercato editoriale globale, pare che
crescerà ulteriormente il peso della Cina, che nel 2018 sarà la
seconda editoria mondiale dopo gli Usa (per saperne di più sul mercato editoriale cinese rimandiamo all’articolo di Elena Refraschini,
L’evoluzione della Cina del libro, pubblicato sul «GdL» di giugno).
Il messaggio più importante che ci pare si possa cogliere nell’
Outlook è che, al di là dei tanti allarmismi del settore, le persone stanno continuando a leggere anche perchè, indipendentemente dal formato con cui si producono e si produrranno i libri, le nuove tecnologie stanno agendo da volano moltiplicando le occasioni di lettura non solo (ma anche) di libri.