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Innovazione

[Plpl incontri professionali] Quando il valore non è solo nelle storie

di Camilla Pelizzoli notizia del 5 dicembre 2015

Si parla di «Valore», si parla di editoria, e la maggior parte degli osservatori è portata a pensare a un catalogo di narrativa. Eppure, come risulta ben chiaro studiando le proposte di chi espone a Più Libri, questa non è affatto la verità, o almeno, non lo è nella maniera egemone cui tutti fanno riferimento. Ci sono molti piccoli e medi editori che hanno creato un catalogo forte e riconoscibile proprio a partire da pubblicazioni distanti dal classico romanzo: Quando il valore non è solo nelle storie è l’incontro che ha voluto portare allo scoperto la forza di queste realtà, attraverso le parole di Vittorio Anastasia (Ediciclo Editore), Isabella Ferretti (66thand2nd) e Sira Lozzi (Iter Edizioni).

Tutti i tre relatori hanno cominciato raccontando le proprie origini editoriale: Vittorio Anastasia ha ricordato gli inizi, da una rivista di controinformazione sul territorio fino, unendo competenza, passione per il mondo della bicicletta e buoni modelli da seguire, alla fondazione della casa editrice vera e propria. Ha anche condiviso un aneddoto sulla maggiore iniziativa di marketing mai compiuta da loro, proprio con la loro prima pubblicazione: hanno deciso, infatti, di pubblicare come primo libro Le salite del Triveneto – vol. III, e di presentarlo durante una fiera; un numero altissimo di persone si fermò, interessata e incuriosita, chiedendo dove procurarsi il primo volume.
Sira Lozzi, invece, ricorda la casa editrice fondata dal padre negli anni ’30, che l’ha ispirato quando, sposata, decise di fondare la propria impresa a Subiaco (che, essendo al di fuori dei poli editoriali classici, costrinse alla formazione di nuovi dipendenti, in numeri consistenti). Dopo gli inizi prevalentemente cartografici, la svolta arrivò con l’incontro nel 1983 con l’Associazione La Montagna, che li spinse ad affrontare le guide escursionistiche: considerato all’inizio un azzardo, in realtà si è rivelato un successo. Tant’è che hanno pubblicato guide su tutto il centro-nord italiano.
Isabella Ferretti, invece, con la sua 66thand2nd, si trova su un «crinale» simile ma, allo stesso tempo, profondamente diverso: la sua casa editrice pubblica soprattutto narrativa, ma focalizzandosi su ambiti (come lo sport e il cross-culturalismo) che allargano i confini e permettono di pubblicare quella che in ambito anglosassone è nota come non-fiction, ovvero una narrazione che non è un romanzo, ma che pur basandosi su fatti veri presenta caratteristiche di letterarietà tali che lo rendono qualcosa di altro rispetto alla saggistica.
Tre storie e tre approcci diversi, dunque, evidenziati ulteriormente dal modo con cui queste tre realtà affrontano i cambiamenti in corso nella filiera e nella società in genere. Ediciclo è sempre stato attento alla raccolta di dati utili dei propri lettori (partendo dall’esempio della cartolina de il Mulino), sottolineando quanto sia fondamentale la presenza tanto durante le fiere editoriali, quanto quelle dedicate al ciclismo e alla bicicletta. L’espansione alla narrativa di viaggio, nata dalla lettura del reportage di Paolo Rumiz sul viaggio suo e di Emilio Rigatti da Trieste a Istanbul, è stata anche una scelta dovuta al bisogno di innovarsi. Resta comunque difficile, in un mercato con 60 mila novità l’anno, farsi notare.

Iter edizioni, invece, evidenzia l’importanza della collaborazione con le associazioni legate al territorio. Si è anche fatto notare, però, che un peso non indifferente l’ha avuto la distribuzione capillare nelle edicole: una scelta che ha portato a prezzi bassi e a tirature molto alte (anche se ora i lettori desiderano guide sempre aggiornate e quindi le ristampe sono diminuite). Il settore, tuttavia, parrebbe ancora piuttosto impermeabile al fascino degli e-book: l’escursionismo è un ambito in un certo senso «tradizionalista», e l’editore deve tenerne conto.
Tutto il contrario per quanto riguarda la 66thand2nd, invece, che deve il 10% del proprio fatturato totale ai libri digitali: quando i libri non si trovano in libreria, il loro lettore tipo sembra rivolgersi volentieri a questo nuovo formato. Un’indicazione importante, soprattutto perché, occupandosi di un ambito meno specifico, il pubblico di riferimento non è chiaro come per le altre due realtà. Così i dati sui propri lettori si raccolgono durante le fiere, o durante altri incontri organizzati per occasioni particolari (anche se con un dialogo con le Federazioni, per quanto riguarda i libri d’ambito sportivo, non sempre proficuo).

L’ultimo punto toccato è stata la stampa, in particolare per quanto riguarda la nuova stampa digitale e il print on demand. Vittorio Anastasia ha detto di servirsene unicamente per i libri di solo testo; Sira Lozzi, invece, si affida ancora alla stampa offset, e afferma che i costi preoccupanti non sono quelli per la stampa, ma quelli per la distribuzione. Isabella Ferretti, invece, parte da una prospettiva diversa: i costi di stampa possono essere proibitivi, perché oggi è difficile calcolare il mark up a partire dalle prenotazioni dei librai; così si fanno calcoli («una specie di cabala», dice scherzosamente) e ci si affida a una prospettiva ragionevole, ma mai davvero certa. Senza contare che anche i bestseller inaspettati, se costringono a troppe ristampe non previste dal budget di inizio anno, possono paradossalmente rivelarsi negative sotto l’aspetto finanziario. Tutti concordano, invece, sulla necessità di dover rinnovare il sistema di distribuzione, così da riprendere il contatto soprattutto con le librerie indipendenti, spesso lasciate a sé stesse dai promotori (il pensiero corre subito al modello francese).
Si chiude citando una pubblicazione particolarmente interessante: in onore di Subiaco e del suo ruolo fondante per l’editoria italiana, Iter ha pubblicato un’edizione del De Oratore ciceroniano stampato da Sweynheym e Pannartz proprio nella cittadina laziale, 550 anni fa.

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L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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