Parola d’ordine per questa quarta giornata di fiera a Più Libri Più Liberi: «
Autori». Una figura da sempre al centro della filiera e, in questi ultimi anni, in continua evoluzione. Per le case editrici e gli agenti letterari le vie per scoprire nuovi talenti si sono moltiplicate, e il self-publishing, ad esempio, ora viene osservato con interesse come possibile vetrina per nuovi talenti. Ma come si possono tenere sotto controllo tutti questi nuovi canali, senza perdersi per strada? E una volta trovato l’autore/autrice, qual è l’approccio migliore, tenuto conto che spesso sono a loro volta già professionisti che sono riusciti a farsi notare tra le migliaia di pubblicazioni che si possono trovare su internet? Ne hanno parlato, offrendo il punto di vista di entrambe le parti, l’agente
Carmen Prestia (Alferj e Prestia agenzia letteraria) e l’autrice
Daniela Farnese durante l’incontro
Fiutare l’autore.
È la prima ad avviare il discorso, affermando che questo si tratta di un
periodo rivoluzionario per quanto riguarda tanto gli scrittori quanto gli editori. Le vie per ottenere manoscritti sono aumentate in maniera esponenziale, e a volte vengono create nuove occasioni dagli stessi editori (come ha fatto il gruppo GeMS creando il concorso Io Scrittore). Un altro mezzo interessante per fare scouting sono le «blog factory», che riuniscono lettori che fanno della lettura un vero e proprio «esercizio», a volte in grado di influenzare le scelte editoriali. Per quanto riguarda invece le agenzie, è necessario che le nuove realtà non si focalizzino sull’accaparrarsi l’autore già di successo, anche perché spesso significherebbe «rubarlo» a un’altra agenzia; piuttosto,
è bene attivarsi per cercare autori emergenti o esordienti con del potenziale, oltre ovviamente a dedicare la giusta attenzione alle proposte inviate dagli autori stessi. Anche trovare una nicchia particolare può funzionare: l’agenzia Alferj e Prestia, ad esempio, ha deciso di dedicarsi alla drammaturgia e agli scrittori teatrali.
Daniela Farnese, invece, ha affrontato il discorso dalla
prospettiva opposta di autrice scoperta (che ora è passata anche dall'altra parte della «barricata», dato che collabora come editor soprattutto nell’ambito dei fumetti). Il suo caso è effettivamente emblematico, dato che è stata «letteralmente pescata dalla rete»: ha cominciato tenendo un blog, quando questi erano soprattutto diari personali e in numero ancora contenuto, costruendosi una base affezionata, per poi passare ai social, dove questa base l’ha seguita e si è ampliata. Pur non avendo un libro nel cassetto,
aveva una «linea editoriale», un «personaggio strutturato» che ha attirato non solo lettori attivi, ma anche l’attenzione della Newton Compton, che l’ha contattata chiedendole di scrivere un libro che avesse i suoi caratteri distintivi, perché la sua voce si adattava bene alla linea editoriale data a una collana che stavano portando avanti. Secondo la sua esperienza, il contatto con la casa editrice le ha permesso di fare il salto di qualità dopo la lunga palestra di scrittura che è stato il blog; in parte anche perché è partita non dall’idea di pubblicare, ma di raccontare qualcosa – un consiglio che dà spesso anche a chi vuole esordire. Gli aspiranti, in effetti, sono moltissimi («equivalenti al numero di abitanti in Italia») e questo ha portato a un boom di autori self-published che, tuttavia, dopo la «sbronza collettiva» hanno subito una cocente delusione, poiché i libri non erano letti molto, e spesso nemmeno apprezzati. A questi aspiranti esordienti consiglia anche di accettare il fatto che
il lavoro sulle proprie storie dev’essere approfondito, e in particolar modo questo consiglio è riferito a chi proviene da altri ambiti in cui si fa storytelling, perché il romanzo si sviluppa attraverso linguaggi molto diversi e più complessi rispetto a quelli quasi diaristici che si possono trovare sui social network.
Si chiede poi all’agente se le fiere possono essere utili, e all’autrice se realtà giovani come quelle dei fumetti hanno delle particolarità per quanto riguarda gli autori esordienti.
La risposta alla prima domanda è sì; in particolare Torino, Francoforte, Parigi, Londra, Bologna e Roma sono ottimi marketplace in cui scambiarsi consigli, titoli e
forthcoming titles.
La risposta alla seconda è che i giovani tendono a seguire molto le tendenze dell’editoria straniera; ad esempio, negli ultimi tempi, tutti gli aspiranti legati al mondo delle fan fiction spesso si sono rivolti a piattaforme come Wattpad. A tal proposito, la Prestia racconta un aneddoto personale: la figlia, di diciassette anni, ha cominciato due anni fa a leggere in inglese la fanfiction che poi sarebbe diventata
After di Anna Todd. Un anno e mezzo dopo Newton Compton chiede di fare un'offerta il prima possibile proprio per quel libro, che però si perde per un’asta «violentissima».
Si passa poi a parlare di
cosa succede nel momento in cui l’autore entra nel circuito dell’editoria tradizionale: come funziona il rapporto tra editore e autore? Quali sono i vantaggi per entrambi?
Daniela Farnese afferma che ultimamente gli autori trovati attraverso lo scouting on line spesso non hanno un libro già concluso, ma hanno altre idee e storie in progressione.
A fare la differenza può essere la fanbase. Gli autori che sono anche intrattenitori, personaggi carismatici e «narrativi» molto seguiti in tutti i loro social o in tutte le loro esposizioni pubbliche, rappresentano ovviamente un valore aggiunto. Un esordiente che ha già un seguito è un valore: però non tutti i fan saranno poi acquirenti dei libri. Sempre a proposito dei fan si dice che spesso, letto il libro, mandano un feedback diretto all’autore: ora l’istinto del lettore digitale non è andare a scrivere la recensione su IBS, ma mandare un tweet o un post direttamente all’autore. Anche per questo la serialità è diventata una richiesta impellente: scatta il principio della dipendenza. Un’idea che funziona molto per capire chi è da tenere in considerazione è tenere sott’occhio chi utilizza i lettori come
sparring partner, perché anche col confronto sanno costruire e ricostruire la propria identità letteraria.
Parlando poi in generale di come è stata trovata dall’editore e di come si mantengono i propri follower, ha detto che probabilmente qualche lettore del blog interno alla redazione l’ha consigliata in giro; e che mantenere il proprio seguito è sempre più difficile, forse anche più arduo di far arrivare in mano a qualcuno di importante i propri scritti.
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