Che sia in atto una rivoluzione tecnologica, ormai, lo sa chiunque frequenti l’ambito editoriale. Le case editrici creano nuovi servizi per
condividere i propri contenuti in streaming ed
espandono i mondi narrativi delle opere pubblicate attraverso siti e app; i giornali
avviano collaborazioni con siti di rivendita on line; gli scrittori sviluppano
nuove forme di storytelling.
Spiccano in questo ambito le realtà britanniche: tra i più attivi nel campo delle
«narrazioni multiformato», gli editori inglesi stanno sempre più esplorando le possibilità offerte dalla tecnologia,
andando anche oltre il «semplice» enhanced e-book per innovare sia il contenuto che la forma in cui questo viene presentato. Per usare le parole di Stephen Page, chief di Faber and Faber – casa editrice indipendente di Londra – considerato tra i più esperti del settore, c’è
la necessità di creare un vero e proprio mondo attorno all’oggetto letterario: un esempio è
Arcadia (app sviluppata da Faber partendo dalle idee e dal libro omonimo di Iain Pears) per cui si è creato un software apposito in collaborazione con Touchpress, che ha ricevuto un buon riscontro anche da parte del pubblico. Che, tuttavia, risulta essere il punto dolente di tutta questa sperimentazione. È sempre Page, infatti, a specificare che la vera sfida di questi prodotti multimediali è trovare il proprio pubblico in maniera trasversale e continuativa; ovvero, andare oltre al successo del singolo prodotto per
creare un consumo continuativo nel tempo, esattamente come succede per i libri di carta.
Si è creata la necessità, dunque, di confrontarsi con
un nuovo tipo di lettore e di riuscire a richiamare la sua attenzione, rendendolo parte integrante di una community che, di ritorno,
fornisce all’editore nuovi spunti e stimoli per quanto riguarda i contenuti, oltre che una serie di nuovi dati riguardanti gli utenti che possono rivelarsi interessanti per future strategie di marketing. Un rapporto direct-to-consumer che sta modificando (e continuerà a farlo) il modo in cui si incontrano i fornitori e i fruitori di queste nuove narrazioni.
Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).
Guarda tutti gli articoli scritti da Camilla Pelizzoli