Sono molti i
dati interessanti riguardo al mercato del libro nel 2015 resi pubblici da Nielsen durante la
BookInsights Conference, tenutasi il 23 marzo: dall’andamento del mercato cinese (in crescita del 12,5% rispetto all’anno precedente, anche grazie al settore ragazzi particolarmente vivace) alle vendite dei colouring books negli Stati Uniti (ben 25 milioni di copie), il ventaglio di argomenti è stato ampio e variegato. Tuttavia, a farla da padrone è stato soprattutto il punto focale di tante altre analisi di mercato, croce e delizia dell’editoria del nuovo millennio: l’
e-book.
In particolare nei
paesi anglofoni si è visto un
andamento di segno opposto: negli
Usa la percentuale di libri digitali venduti è
scesa del 4% (dopo un 2014 già non positivo), dato che si accoda alla consapevolezza che il tasso annuo di crescita del settore si è mantenuto piuttosto piatto. «Quindi benché le
entrate per il mercato statunitense siano
stabili e non in declino come per alcuni altri media, non stanno crescendo, il che lo rende
un ambiente difficile per gli editori che devono far crescere il loro business» ha detto
Jonathan Stolper – che in Nielsen è Senior Vice President e Global Managing Director per il settore Libri – notando poi che questo porta le aziende a concentrarsi sulle acquisizioni, l’espansione globale e anche (nonostante le percentuali appena viste) la lettura digitale.
In
Gran Bretagna, invece, le vendite di e-book sono
cresciute del 5%, portando il mercato digitale a valere il 27% del totale (per titoli venduti); e sul totale degli e-book venduti, il
22% era composto da libri
autopubblicati venduti su Amazon.
Steve Bohme, direttore di ricerca per il settore Libri di Nielsen Uk, ha inoltre specificato che «la crescita complessiva dell’e-book nel 2015 può essere attribuita all’aumento dell’acquisto di titoli autopubblicati su Amazon, mentre gli acquisti di e-book prodotti da editori tradizionali sono scesi leggermente rispetto al 2014», e che questi
si differenziano soprattutto per il prezzo: «[i titoli autopubblicati] costano circa la metà degli e-book pubblicati da editori tradizionali», il che ha riportato al
16% la
quota di mercato a valore del libro digitale. A questo hanno senz’altro portato anche i prezzi dei libri cartacei che, al contrario, sarebbero saliti all’incirca del 2%.
Un’ulteriore causa dietro alla crescita minore rispetto agli scorsi anni potrebbero essere anche le percentuali di lettori in possesso di tablet, smartphone e e-reader, che quest’anno sono rimaste stazionarie rispetto alla crescita che c’era stata nel 2014: i proprietari di tablet, ad esempio, sono aumentati del 4% nel 2015, laddove l’anno precedente erano cresciuti più del 15%.
Ma
come hanno fatto gli analisti di Nielsen a calcolare la percentuale di vendite degli autori self-published, quando
Amazon notoriamente non rivela i propri dati? Ha risposto a
Publishing Perspectives Jo Henry, direttore di ricerca, che ha spiegato come i risultati siano frutto di un particolare lavoro di spoglio delle informazioni fornite dal pannello di membri del gruppo consumatori di Nielsen.
Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).
Guarda tutti gli articoli scritti da Camilla Pelizzoli