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Innovazione

Intelligenza Artificiale: evoluzioni, sviluppi e opportunità per l’industria editoriale

di Claudia Russo notizia del 4 settembre 2024

Con la conquista del mondo intero da parte dell’Intelligenza Artificiale, è fondamentale rimanere al passo con gli sviluppi, valutare – e rivalutare – rischi e opportunità e assicurarsi di conoscere le ultime applicazioni nel settore. Il 3 luglio scorso, il seminario internazionale online organizzato dall'Associazione Italiana Editori dal titolo Intelligenza Artificiale un anno dopo. Evoluzioni, sviluppi e opportunità per il settore editoriale – a un anno dal primo evento su questo tema – è stato un’ottima occasione per fare il punto su dove si trovi l’editoria in termini di impiego dell’IA e di attenta osservazione dei margini ancora inesplorati.

Il seminario si inserisce in un più ampio programma di iniziative e corsi di formazione pensati da AIE per fornire al settore una panoramica articolata dei diversi impatti e delle opportunità dell’IA nel mondo editoriale, come ha spiegato nei saluti di benvenuto il delegato AIE all'innovazione Andrea Angiolini, direttore editoriale e responsabile delle attività di digital publishing della Società editrice il Mulino.

La prima parte del seminario, moderata da Giulia Marangoni (ufficio relazioni internazionali AIE), ha affrontato l’evoluzione del quadro normativo su diritto d'autore e IA, come ad esempio l’impatto di quest’ultima sulle case editrici sotto diversi punti di vista, la disponibilità di strumenti innovativi, il rapporto con autrici e autori, le nuove opportunità di licenza dei contenuti per l’IA.

Come spiegato da Piero Attanasio (responsabile relazioni istituzionali AIE), nell’ultimo anno uno sviluppo chiave è stato l’adozione dell’AI Act nell’Unione Europea, che rappresenta un primo tentativo di regolamentare i fornitori della cosiddetta «General Purpose AI» (come GPT-4 e Claude), i quali dovranno presto fornire dettagli sulle opere utilizzate per l’addestramento dei propri sistemi.
Indipendentemente dai comportamenti futuri, è ancora da chiarire se l’addestramento dei modelli sia avvenuto finora in modo lecito, poiché l’eccezione per cui un’azienda tecnologica può effettuare il text and data mining per scopi commerciali – laddove i diritti non siano stati espressamente riservati dai titolari – è stata introdotta dall’Unione europea solo dalla metà del 2021.
Nel regolamentare – possibilmente tramite licenze – i rapporti tra editori e fornitori di IA, sarà importante assicurarsi che questi ultimi non siano esonerati dalle loro responsabilità, qualora abbiano utilizzato contenuti in modo illecito. Sebbene la maggior parte degli obblighi non si applichi agli editori, il settore dovrà riflettere sulle implicazioni etiche e su quale sia il livello di trasparenza più appropriato per comunicare a lettrici e lettori dove l’IA sia stata impiegata nel processo editoriale.

Peter Schoppert (NUS Press - National University of Singapore) ha realizzato un’interessante analisi delle opportunità di licenza per i contenuti protetti da copyright. Al momento, sembra che quest’ultimi possano giocare un ruolo in diverse fasi del ciclo dell’IA: il pre-addestramento, la messa a punto (fine tuning) o allineamento dell’IA e la cosiddetta «Retrieval Augmented Generation» (RAG, una nuova architettura di IA che collega i modelli linguistici di grandi dimensioni ai database); ma senza dubbio emergeranno anche altre applicazioni future. Le RAG in particolare emergono come un ambito di potenziale interesse per le licenze di contenuti curati e di alta qualità degli editori.

A giugno 2024, Fortune Business Insights ha riferito che il mercato delle licenze di dati per l’IA vale già ora 2,9 miliardi di dollari e sono emersi i primi accordi nel settore editoriale. Per determinare la strategia di un editore in materia di licenze, occorre valutare attentamente se i guadagni a breve termine possano influire, a lungo termine, sul valore del marchio e dei contenuti coperti da proprietà intellettuale; il tipo di istituzione/soggetto a cui si concede la licenza; la chiarezza e l’applicabilità delle condizioni di licenza, nonché la precisione nel definire gli usi consentiti.

Dal punto di vista tecnologico, Giuseppe Attanasio (ricercatore post-dottorato presso l'Università di Lisbona e il Center for Responsible AI) ha illustrato le ultime funzioni e opportunità offerte dalle piattaforme di IA, come la multimodalità e le nuove forme di interattività.

La seconda parte del seminario, moderata da Cristina Mussinelli (consulente AIE per l’editoria digitale), si è concentrata su case history internazionali provenienti da diversi segmenti editoriali: editoria scientifica e accademica, scolastica e di varia, evidenziando sfide e opportunità di ciascuno di essi.

Claudio Colaiacomo (vice president public affairs & academic relations di Elsevier BV) e Joris van Rossum (programme director di STM Solutions) hanno spiegato che nell’editoria scientifica e accademica è già disponibile per gli editori una serie di applicazioni e servizi per scopi diversi, ad esempio per assistere il processo di ricerca e di scrittura, per riassumere gli argomenti, valutare i lavori, proporre i revisori. Il potenziale dell’IA è visto soprattutto nelle applicazioni per affrontare i problemi di integrità della ricerca, intesa come l’insieme dei principi e dei valori etici, dei doveri deontologici e degli standard professionali sui quali essa si fonda. Attenzione però: gli stessi problemi rischiano di essere esacerbati dalla tecnologia stessa.

Nella scolastica, come illustrato da Anna Helminen (head of data & research di Sanoma Learning) vengono selezionati diversi livelli e combinazioni di apprendimento misto a seconda degli usi. L’IA viene utilizzata internamente per analizzare l’uso e migliorare i prodotti e l’efficienza, per l’editing e il controllo delle versioni dei contenuti esistenti, per adattare i contenuti di apprendimento alle prestazioni, alle esigenze e alle preferenze degli studenti, per supportare gli insegnanti nella gestione dei loro materiali e per personalizzare i metodi di insegnamento.

Chantal Restivo-Alessi (chief digital officer e ceo international foreign language di HarperCollins Publishers) ha spiegato che nell’editoria di varia il marketing è uno dei principali casi di impiego dell’IA, che viene sfruttata per la definizione di campagne sui social media, la formattazione e l’impaginazione di contenuti, le newsletter e per realizzare sintesi.

Nel complesso, è emerso che molti editori, autrici e autori dei vari settori editoriali stanno attualmente sperimentando la crescente disponibilità di strumenti di IA, la multi-modalità e loro potenziale personalizzazione. La chiave del successo è partire da un’analisi degli obiettivi, definendo un quadro per garantire una transizione sicura ed efficace; operare attraverso progetti pilota, soprattutto inizialmente; concordare principi, checklist (anche per garantire il rispetto delle normative) e un processo di valutazione e feedback; garantire la formazione per coinvolgere tutte le risorse; e mantenere stabilmente il controllo umano sul processo.

Tra gli elementi da salvaguardare, è necessario garantire la tutela della privacy, della riservatezza e della proprietà intellettuale e la sicurezza degli ambienti e dei contenuti. Ad esempio, molti editori raccomandano che la responsabilità finale del contenuto sia dell’autore, che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa non siano accreditati come autori e che le opere originali non vengano caricate su strumenti di IA pubblicamente accessibili.

La qualità, la veridicità e l’affidabilità delle informazioni sono al centro del lavoro degli editori e il motivo per cui è necessaria una certa cautela. Questo è emerso distintamente come principale rischio derivante dall’uso indiscriminato della tecnologia, oltre al radicamento e amplificazione dei potenziali pregiudizi e agli impatti ambientali negativi.

L’articolo è comparso per la prima volta, nella versione inglese, su aldusnet.eu.

L'autore: Claudia Russo

Claudia Russo è entrata a far parte di STM come regional manager public affairs for Europe nell’aprile 2020. Vive a Bruxelles e supporta STM nella raccolta di informazioni politiche, nello sviluppo di strategie di relazioni pubbliche e nel coordinamento con le istituzioni europee e altri stakeholder. Dal 2018 ha collaborato con STM e altre organizzazioni di titolari dei diritti come consulente esterna, specializzandosi in tematiche digitali. Ha conseguito una laurea in scienze internazionali e diplomatiche presso l'Università di Trieste e un master in European Public Affairs presso l'Università di Maastricht.

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