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Innovazione

In aumento i download delle copie digitali degli abbonamenti ai quotidiani

di Giovanni Peresson notizia del 16 dicembre 2015

Attenzione, controllare i dati.

I dati diffusionali delle edizioni digitali dei quotidiani (abbonamenti) sono un interessante strumento attraverso cui osservare la diffusione dei contenuti editoriali e fare ipotesi sullo stesso mercato degli e-book e sulla loro lettura.
Se i dati ADS (Accertamento diffusione stampa) relativi alla diffusione dei giornali quotidiani di ottobre 2015 non fanno che confermare il trend di erosione del consumo cartaceo, sceso sotto i 2,8 milioni di copie giornaliere, dopo qualche mese di incertezza riprendono a crescere le copie digitali, che toccano il nuovo massimo storico, con 513 mila copie distribuite sui vari device (tablet e smartphone)
Nel mese di ottobre:

  • la diffusione di copie cartacee è stata pari a 86,5 milioni di copie (2,8 milioni di copie medie giornaliere, - 2,7% rispetto a settembre e -9% rispetto a ottobre 2014);
  • la diffusione digitale ha fatto segnare 513.194 copie medie giornaliere, con un +2,6% rispetto a settembre e +5% rispetto a ottobre 2014;
  • la diffusione dei quotidiani (carta + digitale) è stata di 3,3 milioni di copie giornaliere (-1,9% su settembre e - 7,1% rispetto al mese di ottobre 2014).
Dal gennaio 2013, mese in cui ADS ha iniziato a rilevare i dati della diffusione delle copie digitali, le versioni cartacee dei quotidiani sono calate del -27% (oltre 1 milione di copie giornaliere in meno), mentre le copie digitali sono più che raddoppiate: da 209 a oltre 500 mila.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, anche se adesso è un po' complicato. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

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