Un polverone mediatico orchestrato alla perfezione. Sembra essere questo il nocciolo dell’articolo che sta tanto facendo infiammare gli animi e le tastiere di mezza America, pronte a riempire di insulti l’autrice e la rivista che l’ha pubblicata (Vogue, in un importante servizio su più pagine).
Dara-Lynn Weiss, infatti, posa impeccabile e orgogliosa insieme alla figlia Bea, che ha perso 7 kg in un anno grazie ai metodi severi e poco ortodossi che vengono spiegati nell’articolo. Si parla di scenate di fronte ai compagni di scuola o alle cameriere per un biscottino di troppo, punizioni, privazione della cena, costanti monitoraggi presso dottori specialisti. Tutto perché Bea presentava il forte rischio di diventare, un giorno, obesa.
In una società come quella americana, dove si calcola che 17% dei bambini siano obesi (dati del Centers for Desease Control and Prevention), la scelta di una madre di preoccuparsi per la salute fisica della figlia non dovrebbe scandalizzare nessuno. Peccato che il metodo usato non faccia altro che rivelare l’estrema insicurezza della donna e il suo stesso rapporto malato col cibo, che non è riuscita a risolvere nemmeno in età adulta.
I siti che hanno pubblicato la notizia, insieme ad alcuni paragrafi tratti dall’articolo, sono inondati di commenti di madri e insegnanti adirate contro la Weiss. Intanto, qualche giorno fa, Marnie Cochran per l’editore Ballantine (proprietà di Random House) ha acquistato i diritti all’autobiografia della madre, che aveva inviato una proposta in esclusiva tramite l’agenzia letteraria newyorkese Kuhn Projects (la quale, non a caso, si occupa anche di articoli su periodici).
Ancora non sono note né l’entità dell’accordo, né un’eventuale data di uscita del volume, che si vocifera dovrebbe intitolarsi Heavy (Pesante). Ciò che è sicuro, però, è che la Ballantine dovrà essere preparata a timonare con consapevolezza e sfruttare a proprio vantaggio le polemiche e l’attenzione da parte dei media che accompagneranno la pubblicazione del libro.
Il settore delle diete è particolarmente sviluppato nell’industria americana, così come quello legato alle autobiografie di persone più o meno famose che sono riuscite a rivoluzionare la propria vita perdendo peso (almeno, così dicono). Sarà curioso, dunque, assistere all’accoglienza di questo ibrido tra diet book declinato sui bambini e autobiografia di una madre chiacchierata.